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APERTAMENTE di Mario Guadagnolo – Analisi critica e appassionata sullo stato del Partito Democratico e il destino del riformismo socialista in Italia

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Condivido questo lungo, lucido e coraggioso intervento su FB dell’amico Mario Guadagnolo, che con onestà intellettuale e spirito riformista pone domande fondamentali sul futuro della sinistra italiana. Un contributo che vale la pena leggere fino in fondo, soprattutto per chi crede ancora, come la sottoscritta,  in una politica seria, responsabile e lontana dai populismi

 

“Cari amici ed in particolare cari compagni del PD, approfittando di questo pomeriggio estivo, pigro e assonnato vorrei proporvi un’analisi spassionata e senza settarismi.

Avviso ai naviganti:  Coloro che non sono interessati all’argomento e che non hanno voglia di andare fino in fondo perché oggettivamente questo post è molto lungo, lascino perdere e non continuino. Passino ad altro

Parlo del PD e della sua importanza nella politica del nostro Paese. Chi come me è stato nella sua vita politica e lo è tuttora sempre un socialista riformista lombardiano autonomista per formazione culturale, letture e frequentazioni politiche e quindi non di destra e men che meno fascista, come ci insegnava Riccardo Lombardi, non può non guardare agli eredi del PCI cioè al PD con interesse come ad una forza che può essere “compagno di viaggio privilegiato per costruire l’alternativa socialista” alla destra.

Ma questo è oggi possibile con la deriva populista, piazzaiola, movimentista che il PD a guida Schlein ha assunto facendosi dettare la linea da Giuseppe Conte, andando a ruota di Fratoianni e Bonelli? Io dico di no e questo lo dico con profondo rammarico. Perché?

Perché l’opzione riformista nel PD è sempre più minoritaria, residuale e marginale per cui nel PD un riformista è visto come il cane in chiesa. Da cosa si evince? Dalle posizioni che il PD va assumendo in politica estera: filopalestinese, antiamericana, antiisraeliana, tollerante con Hamas ed Hezbollah e con il regime di Teheran. Il PD, allineandosi con Conte e Fratoianni, invece di chiedere agli ayatollah tagliagole e sanguinari fermi al medioevo di sgombrare il campo e liberare il Paese, accusano Israele di bombardarli e gli chiedono di fermare i bombardamenti con ciò di fatto schierandosi con Teheran.

Allo stesso modo quando in nome di un ipocrita e falso pacifismo chiedono agli ucraini di fermarsi di fatto si schierano con Putin. Badate bene Teheran non è Gaza perché Israele in Iran ha bombardato obiettivi militari e strategici non persone. Fermo restando che l’intervento israeliano su Gaza va condannato senza se e senza ma. In politica interna il PD si caratterizza per l’apertura indiscriminata all’emigrazione clandestina, si schiera sempre e comunque contro le forze dell’ordine e non prende mai le distanze da coloro che sputano addosso, aggrediscono e malmenano carabinieri e poliziotti, non ha una linea e un progetto politico e si schiera sempre con la piazza, con gli urli, facendo suo il no a tutto mutuato dal populismo becero e demagogico dei 5 stelle. Questo disegna una fisionomia del PD che non ha niente a che spartire col riformismo e che lo fa assomigliare sempre più ai 5 stelle di Conte e all’AVS di Fratoianni e Bonelli.

Il PD parla di campo largo. Giusto perché per vincere ci vogliono i numeri. Ma le alleanze non le cerca al centro, non guarda al riformismo e al moderatismo per fare da attrazione ai democratici del centro e della destra che sono una grande massa, ma scimmiotta il populismo di sinistra piazzaiolo e movimentista e non cerca gli interlocutori giusti guardando verso il centro dove è arroccata la maggior parte dell’elettorato moderato. Questo elettorato è una grande prateria. Stanco degli estremisti e dal populismo di cui ha sperimentato la follia, il pressappochismo e il fallimento e non volendo votare a destra, preferisce non andare a votare. I numeri parlano chiaro e ci dicono che questa massa di gente che non vota si aggira intorno al 40%. Il PD invece insegue Conte e il populismo di sinistra, cosa che non è mai stata del PCI che era un partito tutt’altro che populista ma al contrario concreto, pragmatico, con un progetto politico, con un aggancio sicuro di rappresentanza politica dei lavoratori e soprattutto con una cultura di governo. Con questa logica il PD, scimmiottando Conte e Fratoianni, è diventato anch’esso un partito estremista, piazzaiolo, populista, radical chic, del rolex, frequentatore dei gay pride ed ha indossato il cashemir. Così il PD non andrà da nessuna parte e con esso la sinistra perché chi è per carattere populista e uomo contro sceglierà sempre l’originale cioè Conte, Fratoianni e Bonelli che i populisti sanno farlo meglio, non la fotocopia cioè il PD.

In tal modo il PD rimarrà sempre al palo con il suo 20% e con la sua alleanza contribuirà solo a far crescere i suoi tre alleati e Conte prima di tutto che è il suo concorrente primario e l’alleato più infido. Sarà opposizione per sempre. Opposizione rumorosa ma inutile ai fini di sconfiggere la destra e cambiare il Paese. Nel frattempo Giorgia Meloni governerà per altri 20 anni. Ma la cosa più grave è che il PD non comprende che il suo maggior alleato, Conte, è un alleato inaffidabile ed infido che intende crescere elettoralmente a spese degli alleati ed in particolare del PD con l’obiettivo di Palazzo Chigi a cui non ha mai rinunciato fin da quando ne è stato sfrattato da Renzi. In questa situazione si comprende perché centinaia di migliaia di socialisti riformisti, repubblicani, centristi, cattolici post-democristiani non possano stare nel PD e nella coalizione di sinistra. Tutta questa gran massa di elettori non potendo scegliere la destra di Fratelli d’Italia sceglierà sempre di più Forza Italia, Calenda e Renzi.

Finora se Calenda, Renzi e Forza Italia non si sono ingrossati è perché quest’area non ha trovato un leader capace di federarli. Tajani è un personaggio mediocre e modesto copi<a modesta di un leader vero come era Berlusconi e Renzi e Calenda, litigiosi e inconcludenti come sono, sono destinati a sparire per autodistruzione. Per quest’area ci vorrebbe un altro Bettino Craxi ma si sa la storia non si ripete o se lo fa si ripete in farsa come è accaduto con Renzi e Calenda.

Capite adesso cari amici la difficoltà di prendere una posizione ed accasarsi definitivamente per le centinaia di migliaia di italiani come me socialisti, laici, riformisti, non di destra ma neanche populisti, piazzaioli, movimentisti ed estremisti? Come al solito scusate la lunghezza ma l’argomento non si può liquidare con due battute.

Certo l’argomento, la lunghezza, i termini non sono da facebook ma morti i giornali non ci rimane che facebook (ndr ma c’è questo giornale felice di ospitare questo editoriale da standing ovation) .

Un abbraccio a tutti e un premio speciale a chi è riuscito ad arrivare fino in fondo!


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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