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Quando la salute diventa ordine: TSO, dissenso e la sottile arte del contenimento

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C’è stato un momento, tra marzo e maggio del 2020, in cui le città sembravano colpite da un incantesimo stregonesco. Le strade, vuote come le navate delle chiese dopo una scomunica collettiva. Gli anziani, nascosti dietro persiane abbassate come bambini in punizione. I bambini, silenziosi come vecchi monaci. Gli adulti, con la maschera in volto e lo sguardo perso tra notifiche e bollettini, dimentichi persino di avere un volto.

In questo contesto, ogni voce fuori dal coro diventava un rumore molesto. Non serviva essere pericolosi: bastava essere dissonanti. Un urlo, un rifiuto, un gesto fuori script — ed ecco che la tutela della salute pubblica diventava bruscamente altro. Un’altra cosa. Un’altra lingua. Un altro diritto.

Per alcuni, è stato il tempo della reclusione invisibile: quella legalizzata dal Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO).

TSO: quando la diagnosi è disobbedienza

Il TSO è uno strumento estremo, normato dalla legge 833 del 1978. Può essere disposto solo in caso di gravi alterazioni psichiche, rifiuto delle cure e pericolosità attuale per sé o per gli altri, previa convalida del sindaco e doppia certificazione medica. In teoria. Durante il lockdown, in più parti d’Italia, è bastato molto meno. È bastato gridare. Camminare troppo. Sfidare il silenzio con un megafono, o con una mascherina abbassata. Vediamo i casi più emblematici, che raccontano una parabola più grande della semplice cronaca: una parabola sul controllo delle emozioni pubbliche, sul timore dell’anomalia in tempi di paura collettiva.

Caso 1 – Dario Musso, Ravanusa (AG), 2 maggio 2020

Ore 15:00, piena emergenza Covid. Dario Musso, figlio di un ex sindaco, sale in auto e percorre le strade di Ravanusa urlando al megafono: «Non c’è nessuna pandemia! Svegliatevi!»

Viene fermato, bloccato da carabinieri e personale sanitario, e sottoposto a TSO. Secondo quanto denunciato dalla famiglia, è legato a un letto per più giorni. I video diventano virali, la vicenda approda in Parlamento. In quella scena c’è tutto: la ribellione, la paura istituzionale, la sanzione travestita da cura.
Nota 1

Caso 2 – Studente di Fano, 2021

Un diciottenne si lega simbolicamente al banco, rifiuta la mascherina. Non urla, non aggredisce, non fugge. Si oppone. Viene contattato il 118. Risultato: TSO. L’avvocato della famiglia parla di abuso. Mancano gli estremi: nessuna pericolosità concreta. Solo una protesta silenziosa e testarda.
Nota 2

Caso 3 – Proposte TSO per positivi Covid, 2020

Diversi esponenti politici, tra cui sindaci e tecnici, ipotizzano il TSO per chi rifiutava quarantena o ricovero. È il caso di una donna a Padova e di alcune persone rientrate dall’estero. La stampa ne discute. Il dibattito si polarizza. Alcuni giuristi denunciano: la legge 833 è stata scritta per la psichiatria, non per l’infettivologia.Il virus viene così trasformato in stigma, e chi lo porta in dissidente.
Nota 3

Le parole non dette: quando l’anomalia diventa sintomo

Nel lessico di quei mesi, parole come obbligo, isolamento, protezione e comunità hanno subito una torsione semantica. Tutto era per il nostro bene, anche ciò che ci privava del diritto al dissenso. È la narrazione che giustifica ogni eccezione: la sicurezza come bene superiore. Ma il problema non sono le norme. È il modo con cui vengono applicate, interpretate, cucite addosso ai corpi. Ed è qui che la medicina – e la psichiatria, in particolare – può smarrire la sua etica fondativa.

La Corte Costituzionale, nel 2025, ha finalmente preso posizione.

Sentenza n. 76/2025 – La svolta

La Consulta ha dichiarato parzialmente incostituzionale l’art. 35 della legge 833/1978, nella parte in cui:

  • non garantisce l’audizione diretta del paziente davanti al giudice tutelare;
  • non prevede la notifica personale dell’atto;
  • non assicura il contraddittorio pieno.

La Corte riconosce che il TSO, pur finalizzato alla cura, comporta una restrizione della libertà personale (art. 13 Cost.) e non può avvenire senza piena tutela procedurale.Un cambiamento tardivo, forse, ma necessario.
Nota 4

Cifre silenziose

Tra il 2019 e il 2023, solo a Torino, si sono registrati 788 TSO. Il 30% dei pazienti aveva meno di 31 anni. A livello nazionale, le stime parlano di oltre 10.000 TSO all’anno. Numeri alti, costanti, poco discussi. Ma l’abuso non è nei numeri. È nei criteri. È nelle modalità. È nell’assenza di ascolto. Un TSO applicato in emergenza sanitaria per ragioni che esulano dalla psichiatria rischia di diventare un surrogato della forza pubblica. La “cura” si fa strumento di repressione. Il “medico” si fa delegato dell’ordine.

E oggi?

Oggi siamo tornati nei bar, nelle palestre, nei centri commerciali. I telegiornali hanno abbassato il volume. I balconi sono muti. Ma in certi reparti psichiatrici c’è ancora chi ricorda. E in certi tribunali c’è ancora chi sta tentando di far valere un diritto violato. Questi casi non raccontano solo ciò che è accaduto, ma ciò che può accadere di nuovo. Perché se l’emergenza ha giustificato tutto, chi ci assicura che non lo rifarà?

Ironia finale (amara, ma necessaria)

Forse la prossima volta sarà diverso. Forse la prossima volta, per manifestare una protesta, basterà prenotare prima in farmacia. Magari col Green Pass. E col certificato medico. Non sia mai che gridare — anche solo in senso figurato — venga di nuovo diagnosticato come patologia. E a quel punto, chissà: lo psichiatra potrà ordinare il silenzio. Per il tuo bene, naturalmente.

Egidio Francesco Cipriano

Immagine AI

Note

  1. Fanpage.it – “Protesta contro il lockdown, viene sottoposto a TSO: il video a ‘Chi l’ha visto?’”, 2020
    https://www.fanpage.it/attualita/protesta-contro-il-lockdown-e-viene-sottoposto-a-tso-in-strada-il-video-a-chi-lha-visto/
  2. La Nuova Bussola Quotidiana – “Gulag psichiatrico: TSO per chi rifiuta la mascherina a scuola”, 2021
    https://www.lanuovabq.it/it/gulag-psichiatrico-tso-per-chi-rifiuta-la-mascherina-a-scuola
  3. StudioCataldi.it – “Covid-19, ipotesi TSO per chi rifiuta le cure”, 2020
    https://www.studiocataldi.it/articoli/archiviati/39091-covid-19-ipotesi-tso-per-chi-rifiuta-le-cure.asp
  4. Corte Costituzionale, sentenza n. 76/2025
    https://www.tecnicadellascuola.it/la-corte-costituzionale-sancisce-lincostituzionalita-dellattuale-applicazione-del-trattamento-sanitario-obbligatorio-tso
  5. Associazione A-PL – “TSO: la tutela della libertà personale e le riforme necessarie”, 2024
    https://www.a-pl.it/main/trattamento-sanitario-obbligatorio-la-tutela-della-liberta-personale-e-le-riforme-necessarie-tra-questioni-di-costituzionalita-e-nuove-prospettive-operative/

 


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Egidio Francesco Cipriano

Già docente a contratto presso le Università di Teramo e di Chieti, inizia la sua attività lavorativa e di ricerca nell’ambito delle nuove tecnologie e nello sviluppo di strumenti software intelligenti, diventa Presidente della Società delle Scienze Informatiche e Tecnologiche e si occupa di Cybersecurity, CyberIntelligence e CyberCrime; è autore di diversi testi, quali “Bullismo e Cyberbullismo – Comprendere per Prevenire” per Amazon, Eucip Business & System Analyst per i tipi di Hoepli e altri; ben presto realizza che l’informatica si pone spesso come una riduzione di quello che l’uomo suppone essere la struttura della sua mente. Inizia così i suoi studi negli USA e in Italia, in ambito psicologico della comunicazione, della psicogenealogia di Annè Ancelin Schützenberger e della PNL non trascurando la Psicologia Analitica di C.G. Jung e le Costellazioni Familiari secondo Bert Hellinger. Laureatosi in Psicologia oltre che in Scienze Pedagogiche consegue in seguito tre master universitari di specializzazione in “Mediazione Familiare e negoziazione del conflitto”, “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” e “Didattica avanzata”. Si specializza in psico teatro per adulti e bambini ed elabora un sistema di Mindfulness transgenerazionale. Negli anni tra la sua esperienza in New York e quella in Italia pratica e si certifica come facilitatore di Terapia Cranio Sacrale e Traumatic Incident Reduction per il trattamento del PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Si specializza nella rilevazione del Disturbo Narcisistico di Personalità e nel supporto e recovery delle persone codipendenti da narcisisti ("vittime") . Ha ricoperto il ruolo di E-learning Manager presso la ASL di Taranto progettando e gestendo percorsi formativi in ambito sanitario. E' attualmente vicepresidente dell'associazione Aps Art 21 e presiede il comitato tecnico scientifico dell'osservatorio permanente sulla disabilità (Osperdi) occupandosi anche di Assistive Technology come supporto alle persone diversamente abili.

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