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L’INTERVISTA – “Francesco Spagnulo: L’arte come costruzione di pace e profondità culturale”

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Francesco Spagnulo: L’arte, la ceramica e il valore della cultura

In questa intervista, ho avuto il piacere di dialogare con Francesco Spagnulo, artista grottagliese di grande sensibilità e profondità. Attraverso le sue opere e le sue riflessioni, Francesco ci guida in un viaggio che esplora il significato dell’arte, il ruolo della ceramica e l’importanza di distinguere tra tecnica e poetica. ​ Con una visione critica e appassionata, ci invita a guardare oltre la superficie, a riscoprire la profondità e a riflettere sul valore della cultura come strumento di crescita individuale e collettiva.

Francesco Spagnulo, nato a Grottaglie nel 1963, si forma presso lo studio di Angelo Petraroli e all’Istituto d’Arte di Grottaglie, perfezionandosi poi all’ISIA di Faenza in progettazione dei materiali ceramici. Ha collaborato con istituzioni scientifiche, l’IRTEC-CNR, Politecnico di Modena, su progetti di bioceramica. Ha frequentato maestri come Munari, Scarpa, Betti e Zauli, sviluppando una formazione che coniuga sapere tecnico, urban e umanistico. La sua pratica spazia tra cultura, maiolica istoriata, designer artistico e ricerca storica sul territorio pugliese.
Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia.

 Francesco, parlaci  della tua opera “Conflitti – Componimento Costruttivo 02”. ​ Qual è il messaggio che vuoi trasmettere?

L’opera intende focalizzare l’attenzione sul concetto di “costruzione delle condizioni di pace” e sulle sue implicazioni. ​ È composta da elementi in terracotta e acciaio, con il simbolo della pace modellato come una barra di costruzione. ​ La struttura rappresenta l’impegno necessario per costruire la pace, un processo che parte dai comportamenti quotidiani e richiede un nuovo paradigma culturale. ​ Come ha detto Papa Francesco, “beati non quelli che stanno in pace, ma che la costruiscono”. ​

Qual è il tuo punto di vista sull’arte contemporanea e sul termine “installazione”? ​

Personalmente, trovo che il termine “installazione” sia spesso una forzatura. ​ Preferisco definirla “instillazione”, un termine che richiama la comunicazione costante di principi e affetti. ​ L’arte contemporanea deve essere seria, come sosteneva Gunther Anders, e deve lacerare la superficialità del quotidiano per rivelare la profondità della vita. ​

 Qual è il ruolo della ceramica nell’arte?

La ceramica è un materiale che, grazie a grandi maestri, è stato liberato dal ghetto dell’artigianato e dalla decorazione funzionale. ​ È un mezzo espressivo a pieno titolo, capace di veicolare pensieri e poetiche. ​ Tuttavia, molti ceramisti si concentrano sul processo tecnico, trascurando il dato di senso e di espressione poetica. ​ La ceramica, come ogni materiale, deve essere un veicolo per l’arte, non un fine in sé. ​

Come vedi la distinzione tra arte e artigianato? ​

L’arte è espressione poetica, significato e senso, mentre l’artigianato si concentra sulla materia e sulla tecnica. ​ Purtroppo, spesso si confonde il linguaggio artistico con il mezzo espressivo, creando un grande equivoco. ​ È fondamentale distinguere ciò che è arte contemporanea da ciò che è artigianato, evitando di mescolare le due cose in modo disordinato. ​

Qual è la tua opinione sulle mostre di ceramica contemporanea?

Ritengo che molte mostre siano organizzate in modo inadeguato, con opere disposte in modo sovrabbondante e senza una chiara identità. ​ A Grottaglie, ad esempio, sarebbe opportuno distinguere tra una mostra d’arte contemporanea e una dedicata all’artigianato ceramico. ​ Serve una maggiore attenzione alla qualità e alla comunicazione, evitando di ridurre l’arte a un semplice intrattenimento. ​

Qual è il ruolo della cultura e dell’arte nella crescita di un territorio? ​

L’arte e la cultura sono fondamentali per la crescita individuale e collettiva. ​ Purtroppo, spesso vengono considerate superflue, alimentando un’ipocrisia che anestetizza il valore dell’arte. ​ A Grottaglie, abbiamo realtà importanti come il Quartiere delle Ceramiche e il Liceo Artistico, che dovrebbero essere il fiore all’occhiello della città. È necessario valorizzarle e utilizzarle come strumenti di formazione e crescita. ​

Qual è il tuo messaggio per chi si avvicina all’arte?

Antonio Vestita (Grottaglie- Ta) – La strada del Paradiso – fiori d’Armenia – fiori del Mediterraneo – fiori del Mondo – Ceramica sigillata e graffita con vetrine colorate e lustro in oro in terzo fuoco, sabbia di fium, legno e specchio. L’opera è un inno alla vita che nasce dal dolore dei genocidi. Fiori , colombe, e simboli armeni evocano speranza e rinascita. La porta del Paradiso riflette il sogno di un mondo senza violenza, dove l’amore tra i popoli vince sulla morte. “La primavera vince sempre la morte e sarà sempre primavera”.

L’arte è una esperienza cognitiva complessa, che coinvolge la percezione, l’emozione e la cultura personale. ​ Non è solo tecnica o estetica, ma un modo per esprimere e veicolare intenzioni e valori. ​ Invito tutti a guardare oltre la superficie, a cercare la profondità e l’autenticità delle cose.

Torniamo su questo concorso internazionale perché secondo lei i ceramisti grottagliesi faticano a trovare spazio in eventi di arte contemporanea?Perché, semplicemente, non fanno arte contemporanea. La maggior parte sono eccellenti artigiani, e va benissimo così. Ma l’arte contemporanea è un’altra cosa: è concetto, è ricerca, è linguaggio. Non ci si può improvvisare artisti perché si sa modellare un vaso.

Quindi non basta conoscere il materiale ceramico per definirsi artisti?

Assolutamente no. È come dire che chi lavora in ospedale può operare un cuore perché “maneggia la medicina”. No, ci sono competenze, specializzazioni, studi. L’artigiano ha la sua dignità, ma non deve confondersi col linguaggio dell’arte contemporanea.

Come giudica l’invito del sindaco Ciro D’Alò  a partecipare alla mostra/concorso internazionale di arte contemporanea?

Con franchezza? È l’ennesimo gesto superficiale. Invitare indiscriminatamente i ceramisti locali è come dire: “fate arte perché lavorate la ceramica.” È svilente, sia per gli artigiani che per gli artisti veri. Vuol dire non aver capito nulla del panorama culturale.

Lei parla anche di frustrazione. Da cosa nasce?

Dal sentirsi chiamati in causa, candidarsi, e poi essere scartati da una giuria internazionale che valuta parametri artistici veri. Le opere non reggono il confronto perché mancano di struttura, pensiero, linguaggio. E questo fa male, ovviamente. Soprattutto se si pensava di essere all’altezza. quest’anno hanno partecipato alla selezione ben 9 ceramisti/artisti grottagliesi (i sei omissis) solo io, Giovanni Cerbino e  Antonio Vestita abbiamo passato la selezione e siamo in mostra al castello e presenti nel catalogo.

 Quale potrebbe essere una soluzione per valorizzare davvero i ceramisti grottagliesi?

Francesco Spagnulo – Conflitti – Componimento costruttivo 02  terracotta trattata, acciaio, filo metallico per connessione, tecnica mista – cm H60x60 x135- L’opera invita a percepire i segni del vivere comune e ad agire localmente per costruire una convivenza globale.

Semplice. Una sezione dedicata all’alto artigianato. Che li celebri per quello che sono: maestri della materia, non improvvisati artisti. Serve un luogo degno, uno spazio serio dove non si deve dimostrare di essere Tiziano perché si è bravi con il tornio.

Qual è il confine tra arte e artigianato per lei?

L’arte parte da un’idea e si serve della tecnica. L’artigianato parte dalla tecnica e punta al perfezionamento. Entrambi meritano rispetto, ma vanno riconosciuti per ciò che sono. Confonderli è fare un torto a entrambi.

Come vedi il futuro dell’arte ceramica?

Giovanni Cerbino, Grottaglie (Ta) – Titolo: “Scoppia la pace”, ceramica lavorata al tornio e modellato. decoro con smalti e vernici.
Rappresenta lo scoppio di una bomba a mano, dall’esplosione dell’ordigno anziché schegge nascono e si propagano delle piccole colombe che danno vita a una giostrina per bambini. I colori sono la bandiera della pace. La ceramica è un materiale di trasformazione e resilienza come il percorso verso la pace.

l futuro dipende dalla capacità di distinguere tra arte e artigianato, valorizzando il pensiero e la poetica dietro le opere. ​ Serve una maggiore consapevolezza e competenza, sia da parte degli artisti che degli organizzatori. ​ Solo così possiamo creare mostre e iniziative che abbiano un impatto significativo sul territorio e sulla comunità. ​

Francesco Spagnulo ci lascia con una riflessione profonda e incisiva sul ruolo dell’arte ceramica a Grottaglie e sull’importanza di una visione chiara e consapevole per il Concorso Internazionale ‘Mediterraneo’. ​ Per Spagnulo, l’arte ceramica non può essere ridotta a mera tecnica o decorazione, ma deve rappresentare un’espressione poetica e culturale capace di comunicare idee e emozioni. ​ La kermesse, secondo l’artista, dovrebbe evolversi verso una manifestazione che valorizzi l’identità artistica e culturale del territorio, distinguendo nettamente tra arte, artigianato e design. ​

Solo così Grottaglie potrà consolidare il suo ruolo di centro internazionale di eccellenza, capace di coniugare tradizione e innovazione, e di offrire un contributo significativo alla crescita culturale globale.​

Copertina del Catalogo “Mediterraneo –  Grottaglie 2025”, edito da Claudi Grenzi srl – ISBN 978-88-8431-934-0 –  Prezzo di copertina 28,00

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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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