L’INTERVISTA – “Francesco Spagnulo: L’arte come costruzione di pace e profondità culturale”
Francesco Spagnulo: L’arte, la ceramica e il valore della cultura
In questa intervista, ho avuto il piacere di dialogare con Francesco Spagnulo, artista grottagliese di grande sensibilità e profondità. Attraverso le sue opere e le sue riflessioni, Francesco ci guida in un viaggio che esplora il significato dell’arte, il ruolo della ceramica e l’importanza di distinguere tra tecnica e poetica. Con una visione critica e appassionata, ci invita a guardare oltre la superficie, a riscoprire la profondità e a riflettere sul valore della cultura come strumento di crescita individuale e collettiva.

Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia.
Francesco, parlaci della tua opera “Conflitti – Componimento Costruttivo 02”. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere?
L’opera intende focalizzare l’attenzione sul concetto di “costruzione delle condizioni di pace” e sulle sue implicazioni. È composta da elementi in terracotta e acciaio, con il simbolo della pace modellato come una barra di costruzione. La struttura rappresenta l’impegno necessario per costruire la pace, un processo che parte dai comportamenti quotidiani e richiede un nuovo paradigma culturale. Come ha detto Papa Francesco, “beati non quelli che stanno in pace, ma che la costruiscono”.
Qual è il tuo punto di vista sull’arte contemporanea e sul termine “installazione”?
Personalmente, trovo che il termine “installazione” sia spesso una forzatura. Preferisco definirla “instillazione”, un termine che richiama la comunicazione costante di principi e affetti. L’arte contemporanea deve essere seria, come sosteneva Gunther Anders, e deve lacerare la superficialità del quotidiano per rivelare la profondità della vita.
Qual è il ruolo della ceramica nell’arte?
La ceramica è un materiale che, grazie a grandi maestri, è stato liberato dal ghetto dell’artigianato e dalla decorazione funzionale. È un mezzo espressivo a pieno titolo, capace di veicolare pensieri e poetiche. Tuttavia, molti ceramisti si concentrano sul processo tecnico, trascurando il dato di senso e di espressione poetica. La ceramica, come ogni materiale, deve essere un veicolo per l’arte, non un fine in sé.
Come vedi la distinzione tra arte e artigianato?
L’arte è espressione poetica, significato e senso, mentre l’artigianato si concentra sulla materia e sulla tecnica. Purtroppo, spesso si confonde il linguaggio artistico con il mezzo espressivo, creando un grande equivoco. È fondamentale distinguere ciò che è arte contemporanea da ciò che è artigianato, evitando di mescolare le due cose in modo disordinato.
Qual è la tua opinione sulle mostre di ceramica contemporanea?
Ritengo che molte mostre siano organizzate in modo inadeguato, con opere disposte in modo sovrabbondante e senza una chiara identità. A Grottaglie, ad esempio, sarebbe opportuno distinguere tra una mostra d’arte contemporanea e una dedicata all’artigianato ceramico. Serve una maggiore attenzione alla qualità e alla comunicazione, evitando di ridurre l’arte a un semplice intrattenimento.
Qual è il ruolo della cultura e dell’arte nella crescita di un territorio?
L’arte e la cultura sono fondamentali per la crescita individuale e collettiva. Purtroppo, spesso vengono considerate superflue, alimentando un’ipocrisia che anestetizza il valore dell’arte. A Grottaglie, abbiamo realtà importanti come il Quartiere delle Ceramiche e il Liceo Artistico, che dovrebbero essere il fiore all’occhiello della città. È necessario valorizzarle e utilizzarle come strumenti di formazione e crescita.
Qual è il tuo messaggio per chi si avvicina all’arte?

L’arte è una esperienza cognitiva complessa, che coinvolge la percezione, l’emozione e la cultura personale. Non è solo tecnica o estetica, ma un modo per esprimere e veicolare intenzioni e valori. Invito tutti a guardare oltre la superficie, a cercare la profondità e l’autenticità delle cose.
Torniamo su questo concorso internazionale perché secondo lei i ceramisti grottagliesi faticano a trovare spazio in eventi di arte contemporanea?Perché, semplicemente, non fanno arte contemporanea. La maggior parte sono eccellenti artigiani, e va benissimo così. Ma l’arte contemporanea è un’altra cosa: è concetto, è ricerca, è linguaggio. Non ci si può improvvisare artisti perché si sa modellare un vaso.
Quindi non basta conoscere il materiale ceramico per definirsi artisti?
Assolutamente no. È come dire che chi lavora in ospedale può operare un cuore perché “maneggia la medicina”. No, ci sono competenze, specializzazioni, studi. L’artigiano ha la sua dignità, ma non deve confondersi col linguaggio dell’arte contemporanea.
Come giudica l’invito del sindaco Ciro D’Alò a partecipare alla mostra/concorso internazionale di arte contemporanea?
Con franchezza? È l’ennesimo gesto superficiale. Invitare indiscriminatamente i ceramisti locali è come dire: “fate arte perché lavorate la ceramica.” È svilente, sia per gli artigiani che per gli artisti veri. Vuol dire non aver capito nulla del panorama culturale.
Lei parla anche di frustrazione. Da cosa nasce?
Dal sentirsi chiamati in causa, candidarsi, e poi essere scartati da una giuria internazionale che valuta parametri artistici veri. Le opere non reggono il confronto perché mancano di struttura, pensiero, linguaggio. E questo fa male, ovviamente. Soprattutto se si pensava di essere all’altezza. quest’anno hanno partecipato alla selezione ben 9 ceramisti/artisti grottagliesi (i sei omissis) solo io, Giovanni Cerbino e Antonio Vestita abbiamo passato la selezione e siamo in mostra al castello e presenti nel catalogo.
Quale potrebbe essere una soluzione per valorizzare davvero i ceramisti grottagliesi?

Semplice. Una sezione dedicata all’alto artigianato. Che li celebri per quello che sono: maestri della materia, non improvvisati artisti. Serve un luogo degno, uno spazio serio dove non si deve dimostrare di essere Tiziano perché si è bravi con il tornio.
Qual è il confine tra arte e artigianato per lei?
L’arte parte da un’idea e si serve della tecnica. L’artigianato parte dalla tecnica e punta al perfezionamento. Entrambi meritano rispetto, ma vanno riconosciuti per ciò che sono. Confonderli è fare un torto a entrambi.
Come vedi il futuro dell’arte ceramica?

Rappresenta lo scoppio di una bomba a mano, dall’esplosione dell’ordigno anziché schegge nascono e si propagano delle piccole colombe che danno vita a una giostrina per bambini. I colori sono la bandiera della pace. La ceramica è un materiale di trasformazione e resilienza come il percorso verso la pace.
l futuro dipende dalla capacità di distinguere tra arte e artigianato, valorizzando il pensiero e la poetica dietro le opere. Serve una maggiore consapevolezza e competenza, sia da parte degli artisti che degli organizzatori. Solo così possiamo creare mostre e iniziative che abbiano un impatto significativo sul territorio e sulla comunità.
Francesco Spagnulo ci lascia con una riflessione profonda e incisiva sul ruolo dell’arte ceramica a Grottaglie e sull’importanza di una visione chiara e consapevole per il Concorso Internazionale ‘Mediterraneo’. Per Spagnulo, l’arte ceramica non può essere ridotta a mera tecnica o decorazione, ma deve rappresentare un’espressione poetica e culturale capace di comunicare idee e emozioni. La kermesse, secondo l’artista, dovrebbe evolversi verso una manifestazione che valorizzi l’identità artistica e culturale del territorio, distinguendo nettamente tra arte, artigianato e design.
Solo così Grottaglie potrà consolidare il suo ruolo di centro internazionale di eccellenza, capace di coniugare tradizione e innovazione, e di offrire un contributo significativo alla crescita culturale globale.


