QuiArte: Pino Lacava e i suoi 60 anni d’arte a Montegiordano, Calabria. Sabato 26 luglio il vernissage
Il tempo ritrovato tra parole, materia e respiro. Montegiordano il luogo dell’anima.
Inaugurazione della mostra il 26 luglio 2025 ore 17:45 al Municipio, in esposizione fino al 15 agosto prossimo
MONTEGIORDANO (Cs) – Sulle rive dello Jonio, volendo citare George Gissing, posato su un alto colle a 619 m slm, vive un borgo di circa mille anime. I suoi colori dominanti sono il verde foglia, il giallo spiga e l’azzurro mare. Il cielo è luce pura. In lontananza una sottile striscia di bianco abbagliante ricorda che giù ci sono le spiagge di Nova Siri, di Policoro, e oltre le rovine magnogreche di Metaponto. Nei giorni di tramontana si vede Taranto. Un dolce e curvilineo intreccio di vie lastricate è Montegiordano, con casette di pietra e tetti spioventi che dicono che d’inverno, quando nevica, il freddo è una cosa seria. Lo sanno i comignoli, lo sanno i piccoli caminetti e il profumo delle vette non poi così lontane del Pollino. A Montegiordano sessant’anni fa ebbe la prima nomina di docenza Pino Lacava, grottagliese doc, artista visivo, ceramista e performer. Per otto anni insegnò nella scuola media di questo borgo, vivendo un’esperienza che l’Appennino calabro-lucano ben insegna a chi ha un cuore aperto e sensibile. Legami indissolubili, amicizie che attraversano il tempo, sapori irriproducibili: le trasferte con la sua rombante Giulietta si sono trasformate in un percorso di conoscenza profonda che ha lasciato tracce concrete nell’espressione artistica di Lacava, e che oggi tornano al punto d’origine.

Si sa, a tutti prima o poi tocca fare un bilancio della propria esistenza e del proprio lavoro, e quando è toccato al Nostro, egli è andato direttamente a quel periodo felice della sua vita personale e professionale in cui era forse ancora un po’ troppo giovane per sentirsi un professore “serio”. Inevitabili le scorribande, le goliardate fatte e ricevute, l’allegria incontenibile dei vent’anni. Partite a carte nei lunghi pomeriggi, peperoncino in ogni pietanza, pane cotto a legna, il sorriso autentico della gente e la generosità sempre più rara altrove ma tipica di questa terra. Da tutto questo Lacava si accommiatò quando i suoi otto anni a Montegiordano finirono, e tutto questo Lacava ha ritrovato in questi giorni, dove è tornato per allestire la mostra «PINO LACAVA/SESSANT’ANNI D’ARTE/OMAGGIO A MONTEGIORDANO». Fortemente voluta come un tributo al luogo in cui è avvenuta la sua prima maturazione professionale, essa si propone come una mostra diffusa d’arte contemporanea: pittura, scultura, ceramica e installazioni a cura di Sabrina Del Piano. Una carrellata di opere rappresentative dell’evoluzione della ricerca e dell’espressione artistica del Nostro, sparsa e integrata per il paese. Intanto troverete le opere nei due luoghi istituzionali della Sala consiliare del Municipio e della Biblioteca, ovvero Museo della Civiltà contadina, rispettivamente in Via Giovanni XXIII 31 e in Largo della Repubblica 58. Le altre tappe dell’itinerario alla scoperta delle opere di Lacava sono: Piazza Tarsia Vittorio; Via Amerigo Vespucci 1; Via Roma 1; Via Papa Giovanni XXIII n. 16; Via Cavour 21.

È come una caccia al tesoro dove il bottino da conquistare è una visione integrata: l’opera nel paesaggio, il tessuto urbano e il concetto, in perfetta coerenza con il pensiero del critico d’arte Pierre Restany, fondatore della corrente del Nouveau réalisme. L’arte è di tutti; l’arte è per tutti perché esprime e si fa interprete dei bisogni intimi e primari dell’Uomo; l’arte nella città è il futuro dell’Arte. Questo lo aveva ben compreso Franco La Teana che, appena andato in pensione, dal primo giorno si attrezzò con colori e pennelli e cominciò a realizzare poeticissimi murales raccontando la sua visione del mondo sulle facciate delle case di Montegiordano, come fossero tele e fogli, come fa il sole con le nuvole.

Questa mostra è il risultato di un’amicizia imperitura tra Lacava e i fratelli La Teana, Antonio e il compianto Franco che ha reso l’intero paese un luogo fiabesco e delicatamente ironico (da vedere assolutamente), Rocchino, Giovanna, Francesco, Pina, Antonio, Tonino, Nicola e il figlio Marco, Mimma, Elvira e tanti altri che vorremmo citare ma soprattutto Carmelo, il postino storico del paese, il quale con la sua delicata tenacia ha cercato di rintracciare per anni il suo professore, Pino Lacava, fino a trovarlo ed invitarlo a rivedersi a Montegiordano. Senza di loro nulla sarebbe stato possibile. Hanno offerto i loro spazi, hanno aperto i loro balconi, hanno apprezzato l’arte di Lacava e vi si sono riconosciuti, ospitandola, dandole asilo. E che dire del Sindaco? Un sentito ringraziamento ufficiale e pubblico va a quest’uomo coraggioso e visionario, Rocco Introcaso, che ha creduto subito nell’idea di Lacava e l’ha supportata con ogni mezzo. Ora il sogno si fa carne, citando Odisseas Elitis, poeta simbolista greco che qui a Montegiordano ci starebbe comodamente, all’ombra dei grandi alberi in piazza, a contemplare l’orizzonte. Chi vuol visitare la mostra potrà apprezzare i paesaggi rubacuore della Calabria jonica, la cucina semplice e saporita del luogo, l’aria fresca e fina della bassa montagna, e il calore della gente del posto.

Pino Lacava vi aspetta il 26 luglio per il taglio del nastro in Municipio, ore 17:45. Per l’occasione sarà presente il poeta e critico letterario Giuseppe Aletti, impegnato nelle stesse ore sempre a Montegiordano con il XVII Concorso internazionale di poesia inedita e testi di canzoni “Il Federiciano”, al quale Aletti Lacava farà dono di un ritratto di Alessandro Quasimodo come omaggio alla memoria del grande regista e attore teatrale, figlio del Premio Nobel Salvatore, scomparso il 2 maggio scorso, comune amico. Il finissage dell’evento è fissato per il 15 agosto, quindi la mostra è visitabile liberamente fino a tale data. Ci vediamo a Montegiordano, dove poesia e arte sono di casa.






