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Inaugurata ieri la mostra d’arte contemporanea di Pino Lacava a Montegiordano, dove poesia e arte sono di casa

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Inaugurazione con donazione a Giuseppe Aletti del ritratto di Alessandro Quasimodo, opera inedita realizzata per l’occasione da Pino Lacava. Durante il finissage, il prossimo 20 agosto, l’Artista donerà una selezione delle opere in mostra al Comune di Montegiordano, per sugellare il legame tra l’Artista e la comunità

MONTEGIORDANO (Cs) – Ieri 26 luglio 2025, alle 17:45, nella Sala consiliare del Municipio di Montegiordano, è stato tagliato il nastro e quindi inaugurata ufficialmente la mostra diffusa «PINO LACAVA/SESSANT’ANNI D’ARTE/OMAGGIO A MONTEGIORDANO», in esposizione fino al 20  agosto, per entusiastica volontà della Municipalità (anziché fino al 15 agosto). Le opere – pittura, scultura, ceramica, installazioni – sono sparse nel delizioso borgo ai seguenti indirizzi, facilmente ritrovabili con Google Maps: Sala consiliare del Municipio e della Biblioteca, ovvero Museo della Civiltà contadina, rispettivamente in Via Giovanni XXIII 31 e in Largo della Repubblica 58. Le altre tappe dell’itinerario alla scoperta delle opere di Lacava sono:  Piazza Tarsia Vittorio; Via Amerigo Vespucci 1; Via Roma 1; Via Papa Giovanni XXIII n. 16; Via Cavour 21. Basta fare copia incolla degli indirizzi sulla riga di ricerca della app, premere “cerca”, e il navigatore vi porterà nel punto preciso dell’opera esposta.

Presenti al taglio del nastro il Sindaco di Montegiordano Rocco Introcaso, il poeta e critico d’arte letteraria Giuseppe Aletti ideatore e promotore del Concorso di poesia e testi di canzoni “Il Federiciano”, l’artista visivo Pino Lacava autore di tutte le opere esposte, e la curatrice Sabrina Del Piano che ha presentato l’evento. Dopo l’indirizzo di saluto del primo cittadino che ha elogiato l’iniziativa e ringraziato l’Artista ricordando l’importanza del valore dei luoghi della memoria, e del poeta Aletti che ha sottolineato il connubio tra le vari forme d’arte, Pino Lacava ha offerto in dono ad Aletti un simbolo dei legami che creano gli intrecci di arte e cuore: un ritratto da egli realizzato con tecnica mista di Alessandro Quasimodo, regista ed attore teatrale, figlio del Premio Nobel Salvatore, che con grande sgomento della comunità culturale è mancato lo scorso 2 maggio. Alessandro avrebbe dovuto presiedere, come ormai ogni anno, la giuria del Premio di poesia “Il Federiciano”, e invece ha lasciato un grande vuoto. Un’assenza che ha unito ancora di più i suoi amici, nel gesto del donare e del ricevere il ritratto in azzurro – il colore-guida di Pino Lacava.

Abbiamo chiesto al Nostro com’è nata l’idea di questa mostra:

«In genere sono un uomo attivo e propositivo, sono sempre immerso nel presente, le mie mani lavorano incessantemente, nel mio laboratorio perdo la misura del tempo e mi piace così, quando lavoro la creta esisto solo io e lei. Ogni mia opera, però, ha la sua origine, il suo punto di partenza. Sabrina Del Piano, con cui ho un rapporto d’amicizia ereditato dal suo papà Vittorio Del Piano, mio collega e grande amico, un leader nato con il quale ho fatto tantissimo a livello locale, nazionale ed internazionale, ha colto il mio bisogno di tornare al punto di partenza, alle mie origini. Ho raccontato tante volte dei miei anni vissuti a Montegiordano, prima esperienza di docenza, e lei ha colto questo bisogno espresso con detti e non detti, proponendomi un progetto che a me sembrava quasi impossibile: una mostra a Montegiordano che ripercorresse le tappe salienti della mia ricerca artistica.

Pino Lacava e un dei suoi allievi storici, l’Ing. Lamanna

Non sapevo da dove cominciare, eppure lei ha organizzato tutto proprio come io desideravo e non osavo immaginare. Riconosco in lei il talento di suo padre, ma con una delicatezza che Vittorio non aveva. Con Vittorio sfondavamo le barricate, erano proteste, la nostra era un’arte arrabbiata. Erano altri tempi. Sabrina è forte, tenace, non si arrende davanti a nessuna difficoltà, ha sempre una soluzione alternativa per ogni problema che si presenta, ma fa tutto con una delicatezza che il padre non aveva. E’ fantastica, preparatissima, e io non smetterò mai di ringraziarla.»

Chiediamo alla ideatrice e curatrice dell’operazione qualcosa in merito a questa esperienza:

«L’arte, in tutte le sue forme, è espressione delle parti più intime e profonde dell’animo umano, per cui realizzare un’operazione artistica significa per me, come ho imparato da mio padre sul campo, dare voce ed espressione agli archetipi di cui gli artisti si fanno tramite. E’ un’esperienza estetica, ma anche e soprattutto etica, anche se a volte questo secondo aspetto non viene colto. Aiutare l’amico Pino Lacava a rappresentare le tappe salienti del suo percorso artistico partendo proprio da Montegiordano, uno dei suoi luoghi del cuore e della memoria, è stato un onore ma anche una sfida. Nulla è facile se non nell’immaginazione. Pino accarezzava da tempo l’idea di una mostra in questo luogo, ma non osava crederci fino in fondo. A me invece piace sfidarmi, spingermi verso imprese in cui gli altri non credono. Mi piace trasformare l’impossibile in possibile, e così è successo con la mostra di Montegiordano.

Via Cavour 12, casa di famiglia di Rocchino, dove Pino Lacava ha alloggiato per i suoi 8 anni di docenza. Installazione d’Azzurro come omaggio alla memoria

Il grande dono che ci è venuto incontro e che ci ha reso tutto più facile è stata l’accoglienza della gente di questo borgo: tutti, e dico tutti, hanno accolto Pino con entusiasmo e gioia, hanno ricordato e riconosciuto il loro prof, il loro vicino di casa, il “tarantino” con la Giulietta che insegnava arte, a cui piacevano i peperoni cruschi, le ciliegie e il prosciutto tagliato con il coltello. A cominciare dal primo cittadino Rocco Introcaso e la sua gentile consorte Elvira, donna attenta e sensibile, passando da tutti gli amici di Pino Lacava, per giungere a chi ci ha conosciuti in questa occasione, abbiamo avuto il privilegio di entrare in una rete umana di solidarietà, accoglienza e generosità davvero rara e preziosa. Per i Montegiordanesi (grazie a Nicola Mundo che ci ha spiegato come si chiamano gli abitanti di questo borgo)  è normale, per noi è uno stupore che emoziona. Ci hanno portato pasti semplici cucinati con amore, ci hanno accolto nelle loro case offrendoci gli spazi espositivi con naturalezza, hanno apprezzato l’arte di Lacava riconoscendo i tratti distintivi dei grandi temi esistenziali. Non c’è stata una nota stonata, un ringraziamento pubblico ai Montegiordanesi è il minimo, e ci viene dal cuore. Il dono di una selezione di opere in mostra al Comune e quindi a tutta la cittadinanza da parte di Pino mi sembra un gesto bellissimo, un ricambiare la loro ospitalità che rimarrà come un segno concreto e duraturo nel tempo del legame tra Lacava e questo luogo.»

Uno dei murales di Franco La Teana nelle vie del borgo
Ritratto di Alessandro Quasimodo e dedica estemporanea dell’Autore

Possiamo dire, in conclusione, che Montegiordano è un luogo da visitare non solo per l’aria fina e il cibo genuino, non solo per gli evocativi murales dell’artista Franco La Teana, non solo per i paesaggi che aprono il cuore, non solo per il prestigioso Premio di poesia “Il Federiciano”, ma anche e soprattutto per la bella umanità in cui ci si può immergere, e scambiare anche solo con uno sguardo diretto e una stretta di mano.

Grazie ai nostri inviati, ci rivediamo a Montegiordano.


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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