Crisi Ex Ilva e dimissioni del sindaco Bitetti: appelli al dialogo e alla responsabilità istituzionale
Il clima a Taranto si è fatto incandescente dopo le dimissioni del sindaco Bitetti, avvenute in un contesto di forte pressione politica e sociale legata alla questione Ex Ilva. Diverse voci politiche e sindacali hanno preso posizione, sottolineando la necessità di ristabilire il confronto e mantenere la coesione del territorio.
Usb (Francesco Rizzo) richiama il primo cittadino a tornare sui propri passi, chiedendo un ritorno urgente al dialogo e alla mediazione. Rizzo denuncia il clima aggressivo, le manipolazioni mediatiche e le responsabilità bipartisan dei governi nazionali nella crisi industriale di Taranto. Viene ribadita l’importanza del tavolo Mimit come strumento imprescindibile per trovare soluzioni condivise, senza farsi dividere dai giochi politici.
Italia Oltre (Mirko Di Bello) esprime sostegno umano al sindaco, ma pretende fermezza e coraggio nell’attuazione degli impegni programmatici. Secondo il consigliere, Taranto non può permettersi indecisioni o cedimenti. È esclusa categoricamente la prosecuzione della produzione a carbone, nemmeno in fase transitoria. L’opposizione chiede al sindaco di tornare a guidare con coerenza per garantire salute e ambiente alla cittadinanza.
Rifondazione Comunista denuncia invece il ruolo del governo nazionale, accusato di scaricare responsabilità e spingere verso decisioni prive di trasparenza. Il ministro Urso viene accusato di ricatto politico, e le parole del presidente Emiliano giudicate come ingerenze dannose. Per il circolo Impastato, la soluzione passa dalla nazionalizzazione dello stabilimento e dall’avvio di un vero processo di decarbonizzazione che tuteli lavoro, salute e dignità.
Tutte le forze coinvolte invocano una ripresa del dialogo politico e istituzionale, evitando divisioni e manipolazioni, e mettendo al centro la tutela dei cittadini, dei lavoratori e dell’ambiente. Le dimissioni del sindaco sono viste come un sintomo di una tensione più profonda, ma anche come un’occasione per ricompattarsi in un momento cruciale per il futuro di Taranto.

