APERTAMENTE di Lilli D’Amicis- Grottaglie, il degrado non va in ferie. E nemmeno la mia rabbia
Ero, sono in una mini pausa feriale.
Avevo deciso di staccare, di prendermi una pausa dal rumore, dalle polemiche, dai comunicati che ogni giorno raccontano una città che lotta per restare viva. Ma poi leggo le parole del sindaco Ciro D’Alò, pubblicate su Facebook, e mi viene da ridere. Una risata amara, nervosa, che sa di rabbia. Perché certe dichiarazioni non si possono ignorare. Non si può restare in silenzio quando l’ipocrisia diventa istituzionale.
Il primo cittadino scrive che “ogni giorno riceviamo segnalazioni, corredate da foto, da parte di residenti, commercianti e turisti che lamentano l’assenza di sicurezza”. E poi aggiunge che “nonostante tutti gli sforzi dell’Amministrazione, siamo amareggiati quanto impotenti dinanzi alla sfacciataggine e all’inciviltà”.

Ma davvero? Davvero ci si può dichiarare impotenti dopo anni di segnalazioni ignorate, dopo interrogazioni consiliari rimaste senza risposta, dopo che Piazza San Francesco de Geronimo – il cuore pulsante del Quartiere delle Ceramiche – è diventata terra di nessuno? ( nella foto di copertina lo stato di degrado della piazza: le formelle con la storia della vita del Santo realizzate dal maestro Leonardo Petraroli, completamente spaccate e divelte )
Il sindaco annuncia incontri, tavoli, confronti. Tutto molto formale, tutto molto istituzionale. Ma nel frattempo, i cittadini continuano a vivere nel degrado. I turisti vengono accolti da bottiglie di vetro lanciate da ragazzini annoiati, spesso accompagnati da adulti che partecipano attivamente agli atti vandalici. E il sindaco, con tono grave, ci dice che “esprimiamo piena solidarietà” e che “invitiamo i genitori a monitorare i propri figli”.
Solidarietà? Inviti? Ma dove sono le azioni concrete? Dove sono i controlli, le sanzioni, la presenza costante delle forze dell’ordine? Dove sono le risposte alle interrogazioni come quella del consigliere Francesco Donatelli, che da anni denuncia il silenzio e l’inerzia dell’amministrazione?
Grottaglie non è solo ceramica e folklore. È una comunità che chiede rispetto, sicurezza, decoro. È una città che non può essere lasciata in balia di bande di teppisti, mentre chi governa si rifugia dietro comunicati e promesse.
Deturpare non è divertimento, dice il sindaco. Imbrattare è inciviltà. Giusto. Ma allora perché non si agisce? Perché si continua a parlare senza intervenire?
Io non volevo scrivere questo editoriale. Volevo riposare. Ma il degrado non va in vacanza. E nemmeno la mia coscienza.

