AIA EX ILVA: LE BUGIE DEL M5S
AIA assassina: chi ha detto davvero NO e chi sta mentendo ai tarantini
Le dichiarazioni del Movimento 5 Stelle di Taranto sono un inganno che va smontato con i documenti ufficiali alla mano ai quali abbiamo contribuito dopo studi approfonditi.
Alleanza Verdi e Sinistra è stata e resta per la chiusura dell’area a caldo. Per questo siamo contro l’AIA e sosterremo con forza il ricorso al TAR, insieme alle associazioni, dentro e fuori la maggioranza.
Di seguito la verità documentata.
- Il Comune di Taranto non ha mai dato via libera all’AIA.
Lo dimostrano due atti formali:
- Il verbale della Conferenza dei Servizi del 17 luglio 2025, dove il Sindaco ha espresso chiaramente parere negativo, motivandolo con le gravi criticità sanitarie e chiedendo il rinvio della Conferenza fino alla conclusione delle valutazioni sanitarie. Lo stesso verbale riporta che “il nostro orizzonte è il superamento della produzione a carbone”.
- Il parere motivato del 17 luglio 2025 (protocollo 0170572/2025) è un atto ufficiale, firmato e inviato via PEC al MASE, che esprime dissenso motivato ai sensi dell’art. 29-quater, comma 6, del D.Lgs. 152/2006. Questo documento, basato sui Rapporti VDS di ARPA, AReSS, ASL, sul Rapporto OMS 2023 e sul parere dell’ISS alla VIS del gestore, è un atto valido e formalmente corretto, che contiene non solo un chiaro NO all’AIA, ma anche precise prescrizioni aggiuntive, nel caso in cui , come è successo, il Ministero avesse rilasciato l’AIA: monitoraggi potenziati, biomonitoraggio umano, sorveglianza epidemiologica attiva, clausola di revisione con sanzioni fino alla fermata degli impianti, ristoro ambientale.
Altro che “richiamo generico”: si tratta di un atto complesso e stringente, che il Governo ha scelto di ignorare. - Il riferimento all’Accordo di Programma e alla decarbonizzazione – richiesto e presentato dal Governo come “prodromico all’AIA” – serviva proprio a denunciare l’incoerenza dell’esecutivo: da un lato promuoveva documenti con ipotetici impianti green, dall’altro autorizzava 12 anni di carbone.
Secondo punto: la Conferenza dei Servizi ha falsato la posizione del Comune.
Nel verbale si legge che i pareri negativi di Comune, Provincia e Regione sono stati riconosciuti ma dichiarati “non ostativi”, riducendoli a un richiamo alla decarbonizzazione. In questo modo si è cancellata la sostanza del dissenso, che invece era fondato su ragioni sanitarie e ambientali precise e documentate.
È stato quindi il Governo Meloni a mentire, blindando l’AIA in favore del Gestore e piegando la procedura a interessi industriali.
Terzo punto: il precedente parere favorevole del commissario prefettizio di aprile 2025 non è responsabilità del Comune eletto.
Quel parere imposto dall’alto è stato superato dal parere negativo del 17 luglio, che rappresenta la posizione ufficiale e aggiornata dell’amministrazione comunale.
Quindi dal punto di vista giuridico, il parere del Sindaco è valido e idoneo:
- è un atto ufficiale e protocollato;
- ha base normativa nell’art. 29-quater del Codice Ambiente, che attribuisce al Sindaco il parere sanitario obbligatorio;
- contiene motivazioni tecnico-scientifiche e un dissenso espresso.
- E’ un nuovo parere nell’ambito della procedura di riesame, supera e sostituisce formalmente un precedente atto come posizione attuale dell’amministrazione. La sua forza deriva dall’essere parere sanitario obbligatorio: non è vincolante in senso stretto, ma assume un peso determinante. In sede di eventuale ricorso al TAR/Consiglio di Stato, la motivazione rafforzata del Comune può diventare un elemento decisivo. Esso è la nuova posizione del Comune nell’attuale procedimento: il Ministero, per discostarsene, avrebbe dovuto motivare puntualmente.
L’accusa che il Sindaco “abbia mentito sapendo di mentire” è falsa e strumentale.
La verità è che il Comune ha detto NO.
Se oggi Taranto si ritrova un’AIA assassina, la responsabilità è tutta del Governo che ha approvato l’autorizzazione ignorando i pareri contrari delle istituzioni locali e sanitarie.
Il Movimento 5 Stelle farebbe bene a rivolgere la propria rabbia contro chi ha firmato e difeso l’AIA, non contro chi – come Europa Verde/AVS – ha prodotto atti formali e documentali, presentato osservazioni già nel 2023, seguito i lavori della Conferenza dei Servizi e contribuito in maggioranza, con la sua Assessora, a un dissenso chiaro, motivato e documentato.
On Rosa D’Amato, Commissaria Regionale EV/AVS
Gregorio Mariggiò, Coportavoce Provinciale Taranto

