Variante urbanistica di Via Leone XIII: esclusione, contraddizioni e dubbi sulla legittimità
Grottaglie(Ta) – Dopo la pausa estiva, tra feste e festini si torna a parlare di urbanistica, e lo si fa con toni accesi. Venerdì prossimo, la Commissione consiliare sarà chiamata a discutere una variante urbanistica che riguarda l’area di Via Leone XIII, dove è previsto un intervento importante: la costruzione di strutture commerciali, spazi food e alcune opere pubbliche da cedere al Comune. Un progetto che, almeno sulla carta, promette sviluppo e nuovi posti di lavoro. Ma dietro questa proposta si nasconde una vicenda complessa, fatta di esclusioni politiche, contraddizioni amministrative e dubbi sulla reale compatibilità con il territorio.

Il consigliere comunale Francesco Donatelli, noto per le sue posizioni critiche, non potrà partecipare alla seduta. Dopo la sua espulsione (mirata! ndr)dal Partito Democratico, è stato rimosso sia dal ruolo di capogruppo che dalla Commissione che si occupa proprio di assetto del territorio. Secondo Donatelli, si tratta di una manovra politica per zittire una voce scomoda. «Mi è stato impedito di intervenire su un tema che riguarda il futuro della città», ha dichiarato, promettendo battaglia quando il progetto arriverà in aula.
Il piano è fortemente sostenuto dal sindaco Ciro D’Alò, che punta a portarlo a termine prima delle elezioni regionali. Secondo Donatelli, però, si tratta di un progetto “confezionato a Bari e imposto a Grottaglie”, che rischia di stravolgere l’equilibrio urbanistico e paesaggistico della zona. L’area interessata, infatti, si trova ai margini del centro storico, in una fascia che il Piano Regolatore considera delicata e da tutelare. Le indicazioni urbanistiche parlano chiaro: bisogna limitare le altezze degli edifici, evitare volumi eccessivi e garantire spazi verdi. Ma il progetto sembra andare in direzione opposta.
Uno dei punti più controversi riguarda la classificazione dell’area. Nei documenti ufficiali, viene indicata come “Zona B”, ma il Piano Regolatore del Comune non prevede una Zona B, bensì una “Zona B1”, con caratteristiche molto diverse. Inoltre, le mappe urbanistiche mostrano che l’area è destinata a verde pubblico attrezzato, non a edificazioni commerciali. Questa discrepanza potrebbe invalidare l’intera procedura, perché si basa su presupposti non corretti.
A rendere la vicenda ancora più controversa è il confronto con un altro progetto simile: quello del supermercato Eurospin su Via Partigiani Caduti, bocciato nel 2022 dallo stesso Consiglio Comunale. Due proposte simili, due esiti opposti. Nessuna spiegazione ufficiale è stata fornita per giustificare questa differenza di trattamento. Eppure, il Consiglio ha stabilito, con una delibera del novembre 2024, che la popolazione massima insediabile entro il 2024 è pari a zero. Un dato che stride con l’approvazione di nuove lottizzazioni, soprattutto in un contesto di calo demografico: dai 32.504 abitanti del 2019 si è passati ai 30.806 nel 2023.
Il Comune ha commissionato una relazione geologica che descrive l’area come “completamente urbanizzata”. Ma la Regione Puglia, nel suo parere, ha chiesto ulteriori indagini: servono verifiche sul terreno, controlli sulla presenza di falde acquifere e studi per evitare cedimenti o dissesti. In altre parole, la relazione presentata non è sufficiente a garantire la sicurezza dell’intervento.
Anche sul fronte commerciale, la Regione ha espresso riserve. Ha chiarito che l’autorizzazione per una nuova grande struttura di vendita può essere concessa solo se l’impatto sul territorio è sostenibile. Ma ha anche precisato che la decisione finale spetta al Comune, che deve valutare se l’area è davvero idonea.
Alla luce di tutte queste criticità — urbanistiche, ambientali, procedurali e politiche — appare evidente che il progetto di Via Leone XIII non ha i requisiti minimi per essere approvato. La conferenza dei servizi, chiamata a esprimersi, non può ignorare le incongruenze emerse. E il Consiglio comunale dovrà assumersi la responsabilità di una scelta che potrebbe segnare profondamente il volto della città.
Grottaglie merita una pianificazione trasparente, coerente e rispettosa del suo territorio. E soprattutto, merita che tutte le voci — anche quelle critiche — possano essere ascoltate.

