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Le opere di Francesco Carbotti verso il patrimonio FAI: Christus Invictus e la consacrazione di un linguaggio sacro contemporaneo

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Christus Invictus l’opera è un compendio di varie tecniche artistiche: altorilievo, mosaico ad intarsio. Il materiale utilizzato è argilla secondaria (caranto), cotta a biscotto a 980°C, ricoperta con smalto bianco di piombo e blu di
piombo, colori tipici delle maioliche rinascimentali robbiane. Seconda cottura a 940°C, per la fusione degli smalti e la lucidatura a granfuoco degli stessi. Infine ricopertura con lustro metallico, oro e platino, con ricottura a piccolo fuoco 720°C. Tutta l’opera è stata realizzata interamente a mano, anche tutte le parti a mosaico (circa 16.500 pezzi)
Dati salienti:
L’opera, iniziata nell’Ottobre del 2016, è stata completata nel Marzo del 2017.
Sono stati utilizzati, per le parti a lustro metallico, 250 grammi di oro a 24 carati.
Dimensioni.
. altezza 2,50 metri.
.peso: 115 kg circa.
Primo piano di Christus Invictus

Una notizia ancora non ufficializzata, ma già capace di suscitare emozione e orgoglio: le opere dell’architetto e artista grottagliese Francesco Carbotti sarebbero in procinto di entrare nel patrimonio del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. Un riconoscimento che ne consacrerebbe il valore artistico e spirituale, inserendole nei percorsi d’arte nazionali e internazionali promossi dalla Fondazione.

Tra queste, il crocifisso Christus Invictus, realizzato in terracotta invetriata, maiolica robbiana, lustro oro e platino, rappresenta una delle espressioni più alte della sua produzione. L’opera venne inaugurata il 31 marzo 2017 nella Cattedrale di San Gerardo di Potenza, al termine della Via Crucis cittadina guidata da S.E. mons. Salvatore Ligorio. Destinata alla cappella interna dell’Episcopio, sede arcivescovile metropolitana della Basilicata, fu benedetta alla presenza di autorità civili e militari, del clero potentino, dell’autore con i suoi familiari, e di un folto gruppo di fedeli, tra cui i soci dell’Anteas Grottaglie.

Quella celebrazione, intensa e partecipata, segnò l’inizio di un cammino che oggi sembra giungere a una nuova tappa: l’ingresso nel patrimonio FAI. Un passaggio che non riguarda solo l’opera, ma l’intero linguaggio artistico di Carbotti, capace di fondere tradizione ceramica, spiritualità cristiana e ricerca formale in una sintesi che parla al cuore e alla memoria collettiva.

Tabernacolo l’opera è in terracotta invetriata, il materiale utilizzato è argilla secondaria (caranto), cotta a biscotto a 980°C, ricoperta, successivamente, con vernici a base di verde di rame, vernice alcalino-borica e smalto bianco a base zirconifera; blu antico a base di ossido di cobalto, vernice alcalino-borica e smalto bianco a base zirconifera. Seconda cottura a 940°C, per la fusione delle vernici e degli smalti e la lucidatura a
granfuoco degli stessi. Infine ricopertura con lustro metallico, oro e platino, con ricottura a piccolo fuoco 720°C. Tutta l’opera è stata realizzata interamente a mano, così come le pareti interne del tabernacolo,
realizzate in mosaico a “palladiana” in terracotta invetriata con “JHS” lustrato in oro zecchino.
Dati salienti:
L’opera, iniziata nel Settembre del 2018, è stata completata nell’Ottobre del 2018.
Sono stati utilizzati, per le parti a lustro metallico, 25 grammi di oro e 5 grammi di platino a 24 carati.

L’inserimento nel circuito FAI aprirebbe le porte a una valorizzazione su scala nazionale e internazionale, rendendo Christus Invictus e le altre opere dell’artista pugliese tappe significative di itinerari culturali e spirituali. Un’occasione per Grottaglie e per la Basilicata di vedere riconosciuto il proprio patrimonio creativo, e per il pubblico di scoprire un’arte che nasce dal territorio e si fa universale.

In attesa dell’ufficialità, la notizia già vibra come promessa: quella di un’arte che non si limita a essere contemplata, ma che diventa luogo di incontro, di riflessione, di bellezza condivisa.


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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