Castello Episcopio, Rossini chiede chiarezza: “Serve una seduta urgente del Consiglio Comunale”
Grottaglie (Ta) – Un fine settimana rovente sul fronte Castello episcopio. Dopo le notizie di stampa che riportano la condanna del Comune di Grottaglie nel giudizio con la Curia Arcivescovile di Taranto, il
Consigliere comunale Vito Rossini – esponente di Grottaglie Rinasce – rompe il silenzio e chiede formalmente la convocazione urgente di una seduta consiliare.
“Alla luce della gravità della vicenda e del clamore suscitato, ritengo doveroso che il Sindaco riferisca in aula. I cittadini meritano trasparenza, e il Consiglio Comunale deve essere messo nelle condizioni di conoscere ogni dettaglio di questa sentenza e delle sue conseguenze”, scrive Rossini in una nota indirizzata alla Presidenza del Consiglio.
La richiesta è chiara: un’informativa urgente, pubblica, istituzionale. Non una semplice comunicazione, ma un momento di confronto politico e amministrativo, dove il primo cittadino possa chiarire la posizione dell’Ente, le prospettive future e le eventuali azioni già intraprese o da intraprendere.
Rossini non nasconde la preoccupazione per l’impatto che questa vicenda potrebbe avere sul patrimonio storico e identitario della città:
“Il Castello Episcopio non è solo un bene architettonico: è un simbolo, un luogo di memoria e cultura. Vederlo al centro di una disputa giudiziaria che si conclude con una condanna per il Comune impone una riflessione seria e condivisa.”
La richiesta di convocazione arriva in un clima di crescente attenzione pubblica, con cittadini e associazioni che chiedono chiarezza e responsabilità. Rossini, da sempre attento alle dinamiche istituzionali e al dialogo con la comunità, si fa portavoce di un’esigenza che va oltre gli schieramenti politici: quella di una governance trasparente, capace di affrontare le criticità con coraggio e visione.
“Grottaglie merita risposte, non silenzi. Il Consiglio comunale è il luogo deputato a questo confronto. Mi auguro che la Presidenza accolga con sollecitudine la mia richiesta.”
La palla ora passa agli organi competenti. Ma una cosa è certa: il Castello episcopio torna al centro del dibattito cittadino, e la voce del Consiglio comunale – se convocato – potrà finalmente fare luce su una vicenda che non può restare confinata tra le righe di una sentenza.

