Grottaglie, l’appello dell’Architetto Fanigliulo: “Salviamo il Castello Episcopio, simbolo della nostra identità”
Grottaglie (ta) – In un momento delicato per il futuro del Castello Episcopio, l’architetto Antonio Fanigliulo lancia un appello appassionato e concreto per la sua salvaguardia, valorizzazione e rigenerazione, che fa parte di una dettagliata lettera che lo stesso Fanigliulo ha scritto lo scorso giugno al Sindaco, avv. Ciro D’Alò, a Sua eccellenza rev.ma mons. Ciro Miniero, Arcivescovo Metropolita di Taranto (Curia
Arcivescovile di Taranto ) e alla dott.ssa Francesca Romano Paolillo Soprintendenza per i Beni Culturali, Architettonici, Belle Arti e Paesaggio (le foto sono tutte dell’arch. Antonio Fanigliulo)
L’architetto ha inviato il documento come voce critica e di denuncia, sollecitando interventi per la salvaguardia e valorizzazione del Castello Episcopio. Il documento, articolato e ricco di proposte operative, si configura come un vero e proprio manifesto civico per la tutela di uno dei beni più rappresentativi della “Città delle Ceramiche”.
Fanigliulo denuncia con fermezza il degrado urbano che ha colpito Grottaglie negli ultimi anni, puntando il dito contro interventi urbanistici che hanno compromesso luoghi simbolici come Viale Matteotti e Piazza IV Novembre. Secondo l’architetto, queste trasformazioni hanno alterato la memoria storica e il valore estetico della città, generando un paesaggio urbano dissonante e impoverito.
Tra le preoccupazioni più gravi, il rischio che il Castello Episcopio venga convertito in una struttura ricettiva privata, snaturando la sua funzione pubblica e il suo valore identitario.
Nel documento, Fanigliulo definisce il Castello Episcopio un “polo urbatettonico primario”, strettamente connesso al Quartiere delle Ceramiche e al centro storico. Il complesso, risalente al XIII secolo, è considerato essenziale per il rilancio culturale e turistico della città.
Il suo valore non è solo architettonico, ma anche storico, artistico e paesaggistico: un simbolo che incarna l’identità profonda di Grottaglie e che merita di essere preservato con cura e visione.
Fanigliulo non si limita alla denuncia, ma avanza proposte concrete e realizzabili:
- Completamento del “Giardino Mediterraneo”: creazione di un grande prato verde accessibile, riqualificazione delle aree scoperte del piano terraneo e miglioramento della fruibilità del complesso.
- Ripristino del camminamento storico: collegamento diretto tra Largo Maria Immacolata e via Crispi, per facilitare l’accesso al Museo della Ceramica e valorizzare il contesto urbano.
- Consolidamento della Torre Maestra: intervento urgente per preservare l’unico manufatto storico non ancora restaurato, oggi in condizioni critiche.
In un atto di profondo impegno civico, Fanigliulo si dichiara disponibile a offrire la propria prestazione professionale a titolo gratuito per la realizzazione del progetto di completamento. Parte dell’onorario che gli spetterebbe verrebbe devoluto in beneficenza, a dimostrazione della volontà di mettere le competenze al servizio della comunità.
Il documento contiene anche una dura critica all’immobilismo delle istituzioni locali, accusate di aver trascurato il Castello e altri beni culturali. Fanigliulo cita interventi passati che hanno alterato il patrimonio storico, come la sostituzione del mosaico vitro-ceramico del Calvario con un intonaco blu ritenuto “inadeguato e irrispettoso”.A dimostrazione del potenziale culturale del Castello, l’architetto ricorda un recente evento musicale organizzato nella Curtis, che ha restituito per una sera dignità e vita al luogo. Un segnale che, se ben gestito, il Castello può tornare ad essere spazio di aggregazione, memoria e bellezza.
Fanigliulo si rivolge direttamente alle autorità competenti – Comune di Grottaglie, Curia Arcivescovile di Taranto, Soprintendenza – chiedendo un intervento urgente e un approccio rispettoso e sostenibile. Il suo documento è un grido d’allarme, ma anche un atto di speranza: la speranza che Grottaglie possa ancora riconoscersi nei suoi luoghi, nei suoi simboli, nella sua storia.

