Il Castello Episcopio: la proposta di alcuni anni fa del Comune di Grottaglie per restituire alla comunità un bene identitario
Parte II – La proposta di Alabrese alla Curia arcivescovile
Grottaglie (Ta) – Alcuni anni fa, tra il 2012 e il 2013, il Comune di Grottaglie, nella persona del Sindaco Ciro Alabrese, avanzò una proposta articolata e lungimirante per il futuro del Castello Episcopio, bene storico e simbolico al centro della vita culturale cittadina. A seguito della scadenza del comodato d’uso venticinquennale stipulato nel 1987 con la Curia Arcivescovile, l’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Avv. Ciro Alabrese, avviò un dialogo istituzionale con l’Arcivescovado di Taranto per garantire continuità all’utilizzo pubblico del Castello.
Nel corso dei 25 anni di concessione, il Castello fu trasformato in un polo culturale vivo e partecipato: ospitò mostre artistiche e artigianali, esposizioni permanenti di ceramica e presepi, convegni, riunioni e manifestazioni estive nei giardini. Il Comune investì risorse significative in interventi di restauro e consolidamento, superando complessivamente il milione di euro, con l’obiettivo di preservare e rendere fruibile il bene alla cittadinanza.
Nel 2012, e poi nuovamente nel 2013, il Comune formalizzò una proposta in due opzioni alternative: (Lettera Alabrese a monsSantoro2012) e (SecondaLettera a mons Santoro)
- Acquisizione del Castello Episcopio al patrimonio comunale, con modalità da concordare;
- Rinnovo della concessione per ulteriori 30 anni, con condizioni aggiornate e migliorative.
Le condizioni proposte includevano:
- L’utilizzo del Castello per attività culturali e sociali compatibili con la dottrina cattolica;
- La manutenzione ordinaria e straordinaria a carico del Comune;
- La disponibilità dei locali per eventi ecclesiastici su richiesta dell’Arcivescovado;
- La promozione del restauro con fondi pubblici, previa approvazione degli organi ecclesiastici e della Sovrintendenza;
- Un contributo annuale alla Diocesi di € 14.000, erogato in rate trimestrali e aggiornato ogni due anni secondo l’indice ISTAT;
- L’esenzione del Comune dal pagamento di imposte e tasse.
In entrambi i documenti, l’Amministrazione comunale espresse la volontà di superare le tensioni emerse, in particolare l’atto di diffida notificato nel 2012, auspicando un riscontro favorevole e proponendo un incontro diretto per definire una soluzione condivisa. Il Sindaco Alabrese sottolineò le difficoltà tecniche e finanziarie legate al contesto nazionale, ma ribadì la determinazione del Comune nel preservare il valore pubblico del Castello.
La proposta di quegli anni non fu solo una richiesta amministrativa, ma un atto di responsabilità civica: il Castello Episcopio rappresentava — e rappresenta tuttora — un luogo di memoria, creatività e partecipazione. L’obiettivo del Comune era quello di consolidarne il ruolo come spazio identitario, accessibile e progettuale, nel segno della cultura e del bene comune.

