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Serata inaugurale del Teatro Nuovo e 40 anni di Nucci TuttoUfficio

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Il Teatro Nuovo di Martina Franca ha riaperto il sipario con una serata che non si è limitata a inaugurare la stagione, ma ha raccontato una storia collettiva. L’occasione: celebrare i quarant’anni di TuttoUfficio Nucci, l’impresa fondata da Donato Nucci, divenuta negli anni parte del tessuto affettivo della città.

Ci sono negozi che aprono per vendere e altri che, senza rendersene conto, diventano punti di riferimento. TuttoUfficio Nucci, nato nel 1985, appartiene a questa seconda categoria: un’abitudine, un luogo di passaggio e di incontri per generazioni di studenti, professionisti e famiglie martinesi.

Sul palco, Donato Nucci ha ripetuto più volte una frase che sembrava cucita sulla sua storia:

“Che fantastica storia è la vita.”

Una citazione di Antonello Venditti pronunciata con gratitudine più che con enfasi. La platea era gremita: clienti di ieri e di oggi, amici, autorità, famiglie intere. «Li ho invitati uno per uno», ha scherzato, raccontando il senso profondo di quel legame che va oltre le vendite.

A rendere la serata ancora più viva, l’intervento di Dino Paradiso. Il comico lucano ha portato sul palco la sua terra, le radici e una comicità romantica, consegnando al pubblico una frase diventata chiave della serata:

“Non sono i luoghi a fare le persone, ma le persone a fare i luoghi.”

Dino Paradiso per la Basilicata, Donato Nucci per Martina Franca. Due geografie diverse, un unico filo: restituire, non abbandonare, la propria terra con coraggio e passione.

Il Teatro Nuovo ha così aperto il sipario e lo ha fatto nel modo più semplice e sincero, dedicando il primo applauso dell’anno a una storia che appartiene a tutti.


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Davide Sette

Musicologo e musicistaC’è sempre stata musica dentro di me, prima ancora che potessi darle un nome. Un vento sottile che attraversa la vita, che fa ridere, piangere, ballare o restare fermi senza sapere perché.Scrivere significa inseguire quell’eco, afferrarla prima che svanisca, lasciarsi attraversare e restituirla con parole che abbiano peso, calore e vita; nel tentativo di prenderla per mano e farla arrivare agli altri, trasformando l’ascolto in esperienza condivisa.Dentro di noi c’è sempre un violino, e spesso l’archetto sembra perduto. Lo cerchiamo nei libri, nell’incendio di un tramonto, negli occhi di chi ci attraversa la vita, ma ogni volta scivola dalle mani come un filo d’erba o un sogno. La scrittura nasce dalla stessa ricerca: è il tentativo di far risuonare ciò che altrimenti resterebbe silenzioso, e ogni foglio bianco che ascolta diventa lo spazio dove le storie che portiamo nel petto possono finalmente vibrare.Scrivere, come suonare, è continuare a cercare, a dare forma al vento che muove il cuore e il mondo.

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