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“Una guida tecnica per Kyma Ambiente: la proposta ignorata che avrebbe cambiato tutto”

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Il PD impone la politica, Taranto paga il prezzo

Sono amareggiato nel leggere giornalmente sulla stampa locale comunicati da parte dei consiglieri di opposizione, che fanno ricadere sul nostro sindaco la situazione critica del decoro urbano e di una raccolta differenziata scesa ulteriormente rispetto all’anno precedente al 23,1.

Un sindaco che sta dando tutto se stesso con risultati egregi per tenere fede agli impegni presi con i tarantini non deve essere assolutamente ritenuto responsabile di colpe che non ha. Quindi è doveroso chiarire ai miei concittadini il motivo per cui non ci sia stato un cambio di passo come promesso. Com’è noto a tutti, il sindaco Bitetti avrebbe voluto alla guida di Kyma Ambiente (ex Amiu) una figura tecnica, ben consapevole che la situazione critica che viveva la municipalizzata del Comune aveva necessità di un presidente, che avesse già una lunga esperienza pregressa nella gestione di aziende che gestiscono i servizi di igiene pubblica ed una comprovata capacità di affrontare sfide complesse con esperienza e competenza tali, da poter raggiungere i traguardi prefissati.

Tant’è che il Sindaco aveva pensato all’ing. Gaetano Nacci, uno tra i più accreditati tecnici a livello regionale e non solo, che nel triennio in cui ha guidato l’azienda d’igiene urbana del Comune di Trani, da cui è stato riconfermato per un altro triennio, ha raggiunto risultati straordinari. Purtroppo, il Partito Democratico, a cui spettava per accordi elettorali la scelta del presidente di Kyma Ambiente, non ha voluto prendere in nessuna considerazione le corrette indicazioni del sindaco #Bitetti nel preferire un profilo tecnico per la guida della municipalizzata. Infatti, ha preteso a tutti i costi che la presidenza fosse affidata ad una figura politica, il dr. Alfredo Spalluto, primo dei non eletti nella lista del PD alle ultime amministrative.

Lo stesso sicuramente si sta impegnando al massimo per svolgere il suo compito, ma purtroppo non possiede quella esperienza nella guida di aziende di igiene urbana che era necessaria per risolvere le gravi problematiche in cui si trovava l’azienda. Il primo cittadino ha dovuto alla fine e dopo insistenti pressioni da parte del segretario cittadino e provinciale del PD, assecondare la richiesta dei predetti, perché intelligentemente ha preferito evitare che a soli tre mesi dalla sua nomina, si creasse una spaccatura all’interno della sua maggioranza e soprattutto che questa crisi politica nascesse proprio nei confronti del Partito Democratico, che con ben sette consiglieri è il partito di maggioranza più rappresentato in consiglio comunale.

Scelta politica assolutamente comprensibile e condivisibile, tenendo conto delle numerose e difficili sfide che la nuova amministrazione si è trovata ad affrontare sin dall’inizio, prima tra tutte la grave crisi del siderurgico. Una frattura nella compagine di maggioranza sarebbe risultata estremamente negativa per il buon proseguo di questa amministrazione e di riflesso per tutta la comunità, in un momento in cui bisogna prendere decisioni cruciali per il futuro della nostra comunità e quindi per il sindaco è indispensabile poter contare su una maggioranza unita. In conclusione, la responsabilità di aver scelto nuovamente una figura politica e non tecnica per dirigere l’ex Amiu, deve ricadere unicamente sul PD Ionico, che commise il medesimo errore anche nel 2020 durante la passata amministrazione, quando indicò all’allora sindaco Melucci sempre un profilo politico, quello dell’avv. Giampiero Mancarelli.

Spero vivamente che per il bene della comunità il Partito Democratico faccia un passo indietro e riveda le sue decisioni.

Davide De Fazio


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