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Il Teatro Nuovo di Martina Franca “al centro della musica” con Ron

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Ieri sera, 25 ottobre, il Teatro Nuovo di Martina Franca ha accolto con grande entusiasmo il ritorno di Ron, in una tappa del suo tour teatrale Al centro esatto della musica, titolo che riprende il celebre brano contenuto nell’album omonimo del 1981. Un concerto intimo e raffinato che ha riportato sul palco uno dei cantautori più amati e autentici della musica italiana, all’interno della stagione diretta da Rosanna Pantone, direttore artistico del Teatro Nuovo di Martina Franca.

In questo nuovo recital Ron ha scelto di raccontarsi attraverso le sue canzoni, intrecciando musica e parole in un dialogo sincero con il pubblico. Tra un brano e l’altro, il cantautore pavese ha condiviso aneddoti e ricordi della sua lunga carriera, con particolare affetto per l’amico e compagno di viaggio Lucio Dalla, evocato più volte tra le note e le parole.

Il concerto scorre come un racconto: Ron canta, sorride, parla, alternando brani simbolo come Una città per cantare, con cui apre la serata, Cosa sarà, Il gigante e la bambina, Piazza Grande, Non abbiam bisogno di parole, fino alla splendida Vorrei incontrarti fra cent’anni, con cui vinse in coppia con Tosca il Festival di Sanremo del 1996. Un percorso che attraversa epoche e sensibilità diverse, fino ai più recenti episodi di una carriera in continuo movimento, da quel celebre album che lo consacrò tra i grandi della canzone italiana ai lavori più intimi e riflessivi degli ultimi anni.

Sul palco con Ron, una band affiatata composta da Roberto Di Virgilio alle chitarre, Giuseppe Tassoni al pianoforte e alle tastiere – anche curatore dei nuovi arrangiamenti – Pierpaolo Giandomenico al basso e Stefania Tasca ai cori, voce e percussioni. Un ensemble che amplifica l’intensità emotiva delle canzoni, restituendo al pubblico un suono caldo, autentico, essenziale.

In sala, un pubblico di ogni età ha seguito con entusiasmo canzoni che attraversano epoche e generazioni. Si percepiva chiaramente il riconoscimento verso Ron come artista capace di parlare al cuore con semplicità e verità, senza mai perdere quella naturalezza che lo rende unico. Si riconferma così una colonna portante della musica italiana, un autore e interprete che, con la sua voce limpida e la sua poesia senza tempo, continua a emozionare e a far riflettere generazioni di ascoltatori, restando davvero — come recita il titolo del suo tour — al centro esatto della musica.


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Davide Sette

Musicologo e musicistaC’è sempre stata musica dentro di me, prima ancora che potessi darle un nome. Un vento sottile che attraversa la vita, che fa ridere, piangere, ballare o restare fermi senza sapere perché.Scrivere significa inseguire quell’eco, afferrarla prima che svanisca, lasciarsi attraversare e restituirla con parole che abbiano peso, calore e vita; nel tentativo di prenderla per mano e farla arrivare agli altri, trasformando l’ascolto in esperienza condivisa.Dentro di noi c’è sempre un violino, e spesso l’archetto sembra perduto. Lo cerchiamo nei libri, nell’incendio di un tramonto, negli occhi di chi ci attraversa la vita, ma ogni volta scivola dalle mani come un filo d’erba o un sogno. La scrittura nasce dalla stessa ricerca: è il tentativo di far risuonare ciò che altrimenti resterebbe silenzioso, e ogni foglio bianco che ascolta diventa lo spazio dove le storie che portiamo nel petto possono finalmente vibrare.Scrivere, come suonare, è continuare a cercare, a dare forma al vento che muove il cuore e il mondo.

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