La barbarie continua: il caso del Monumento ai Caduti di Grottaglie
Grottaglie (Ta) – Il Parco Monumentale di Piazza IV Novembre a Grottaglie, luogo che dovrebbe custodire la memoria dei caduti e rappresentare un simbolo di rispetto e identità collettiva, è oggi al centro di una vicenda che lascia sgomenti. L’architetto Antonio Fanigliulo, del Centro Studi di Architettura, Urbanistica e Design, ha sollevato una denuncia formale contro le modalità con cui è stato trattato il Monumento ai Caduti, e in particolare il Gruppo Scultoreo di Sergio Sportelli, realizzato in marmo statuario di Carrara.
Secondo Fanigliulo, la recente pulizia dell’opera è stata condotta con metodi del tutto inadeguati, da personale privo delle necessarie competenze. Un bene culturale di tale valore è stato trattato come un semplice marciapiede, sottoposto a getti d’acqua violenti e a interventi che hanno lasciato graffi, impronte e abrasioni sulla superficie del marmo. Non si tratta di dettagli trascurabili: il rischio è quello di alterazioni chimiche e fisiche irreversibili, con macchie, screpolature e cambiamenti di colore che potrebbero compromettere per sempre l’integrità dell’opera.
La denuncia non si limita a evidenziare i danni, ma richiama con forza la responsabilità delle istituzioni. L’architetto Antonio Fanigliulo chiede che siano incaricati restauratori qualificati, iscritti all’Albo delle Soprintendenze, affinché si possa valutare lo stato dell’opera e intervenire con professionalità. Propone inoltre di proteggere il monumento con teli traspiranti, per difenderlo dagli agenti atmosferici e prevenire ulteriori deterioramenti. Sono indicazioni concrete, che mostrano come la denuncia non sia fine a sé stessa, ma un invito a cambiare rotta.
Il problema, tuttavia, va oltre il singolo monumento. Piazza IV Novembre, un tempo simbolo di memoria e rispetto, è stata progressivamente deturpata da scelte urbanistiche e paesaggistiche discutibili. Il Parco Monumentale ha perso la sua dignità, trasformandosi in uno spazio che non rende giustizia al sacrificio dei caduti. È qui che la denuncia di Fanigliulo si fa più ampia: non si tratta solo di salvare un’opera d’arte, ma di ripensare la gestione complessiva del patrimonio culturale e degli spazi pubblici.
La vicenda del Monumento ai Caduti di Grottaglie è un monito. Ci ricorda che la memoria storica non è un ornamento da esibire, ma un bene da custodire con cura e rispetto. Ogni intervento su un’opera di valore culturale deve essere guidato da competenza e sensibilità, non dall’improvvisazione. Le istituzioni hanno il dovere di garantire che ciò avvenga, perché la tutela del patrimonio è anche tutela dell’identità di una comunità.
Denunciare è necessario, ma non basta. È tempo di trasformare questa vicenda in un’occasione di rinascita: affidare i lavori a professionisti, proteggere il monumento, restituire dignità alla piazza. Solo così la barbarie potrà lasciare spazio a un nuovo rispetto, e Grottaglie potrà tornare a riconoscersi in un luogo che racconta la sua storia e onora i suoi caduti.

