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OLTRE LA DIAGNOSI: IL BAMBINO AL CENTRO

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Quando educazione, sanità e comunità tornano a parlarsi davvero
Ci sono eventi che non hanno il tono della celebrazione, ma quello più discreto del necessario. Il convegno «OLTRE LA DIAGNOSI: Il bambino al centro. Approcci integrati ai disturbi del comportamento in età evolutiva», in programma il 29 novembre alle ore 18 presso la Biblioteca San Francesco di Grottaglie, appartiene a questa categoria: una chiamata collettiva all’ascolto, alla collaborazione, alla dignità educativa. La locandina mostra una bambina che grida. Non è un urlo di protesta o di capriccio: è l’immagine pura dell’infanzia che chiede attenzione. Perché prima di ogni definizione clinica c’è un volto, una voce, un’emozione. È da lì che dovrebbero partire le diagnosi, e anche i convegni.

AINSPED — una comunità di professionisti per la pedagogia responsabile La sigla AINSPED indica molto più di un’associazione: è un organismo riconosciuto, costituito nel 2017, che si propone come punto di riferimento per pedagogisti ed educatori in Italia. Opera secondo le normative previste dalla Legge 4/13, offrendo un codice deontologico, formazione permanente, assicurazione professionale, e collaborazioni con istituzioni, scuole, enti sociali.  Alla base c’è una convinzione semplice e radicale: la pedagogia non è un optional, ma un bene comune — da esercitare con responsabilità e integrità.

I relatori: sguardi diversi, un unico intento Il convegno propone un tavolo di voci differenti, ciascuna portatrice di uno specifico sguardo. Ecco chi interverrà — con una nota su ogni figura, per far emergere la concretezza del loro impegno.

Cristina Casarella — Direttrice del Dipartimento di Formazione di AINSPED: pedagogista specializzata nel metodo Montessori, docente e formatrice. Il suo intervento nei saluti istituzionali non sarà una formalità: rappresenta un richiamo al valore dell’educazione rispettosa, centrata sull’osservazione e sul rispetto del bambino come soggetto.

Matilde Pagano — Pedagogista e docente, porterà il tema dell’«approccio multicontestuale» ai disturbi comportamentali: un richiamo alla responsabilità sociale, scolastica e familiare nella costruzione dell’identità evolutiva.

Giuseppe Pulito — Medico, pediatra e psicologo: affronterà il tema «Sono solo capricci?», offrendo la prospettiva del pediatra di famiglia sul Disturbo Oppositivo Provocatorio. Il suo ruolo unisce cura medica e comprensione psicologica, un ponte fra salute e sviluppo.

Florianna De Virgiliis — Educatore sanitario: interverrà sul ruolo dell’educatore e della rete dei servizi ASL, portando l’attenzione su come l’assistenza sanitaria e l’educazione possano dialogare, soprattutto nei contesti di fragilità.

Mary Lenti — Pedagogista, formatrice, docente, referente AINSPED per la provincia di Taranto: modera il convegno. Ha esperienza nel campo della formazione, dell’inclusione (DSA/BES), del coaching educativo e della progettazione sociale. La sua competenza e passione la rendono figura chiave per trasformare l’evento in una reale comunità di pensiero e azione.

Collegamento da remoto con la Dott.ssa Chiara Ferraro che presenta la città fatta per me: la piattaforma che connette famiglie, persone autistiche, professionisti ed enti del settore

Il Convegno si concluderà con i saluti dell’Avvocato, dottor Antonio Lattanzio, Vicepresidente di Colturazione, coordinatore regione Puglia.

Si ringrazia ANTEAS per l’ospitalità, nella persona del Presidente Cosimo Luccarelli.

La moderazione sarà affidata a Mary Lenti, pedagogista e referente AINSPED, una figura capace di creare ponti dove altri vedono barriere, una professionista che non vive la pedagogia come un mestiere, ma come una responsabilità verso la comunità.


Una nota personale che non posso non scrivere
Tra i relatori ci sarò anche io, e sento il bisogno di dirlo in modo semplice. Non come curriculum, né come autocelebrazione. Ma come gesto di gratitudine. Sono onorato di partecipare come relatore con il mio duplice sguardo — quello dello psicologo e quello del pedagogista — perché questo convegno parla esattamente il linguaggio che riconosco da anni: il linguaggio delle relazioni, dell’infanzia che non vuole essere etichettata, dei professionisti che cercano connessioni e non gerarchie.

Ho accolto l’invito di Mary Lenti, che negli anni è passata dall’essere una mia allieva a essere una collega stimata, una pedagogista preparata e generosa, capace di organizzare seminari che non sono solo eventi, ma veri gesti di cura. Di lei colpisce soprattutto una cosa: la costanza nel prendersi cura della comunità, con un’attenzione che oggi purtroppo non è comune. Quando chiama, non si può non rispondere.

Oltre la diagnosi: non oltre la scienza, ma oltre le semplificazioni Il titolo del convegno non suggerisce di abbandonare le diagnosi: ne suggerisce un uso più umano. Il DOP — come tutti i disturbi del comportamento — non può essere letto con un’unica lente. Ci vogliono pediatri, psicologi, educatori, insegnanti, famiglie. Ci vuole una trama, non un’etichetta. È questo lo spirito dell’incontro: la diagnosi come bussola, non come destino.

La Biblioteca come simbolo Che tutto questo avvenga in una biblioteca non è un dettaglio. Nelle biblioteche si custodiscono storie, si rispettano silenzi, si ascoltano voci che altrove non trovano spazio. È un luogo che insegna alla comunità a fermarsi, riflettere e ripensare i propri modi di stare accanto ai bambini.

Verso una cultura dell’infanzia che non divide, ma unisce Questo convegno non promette miracoli. Promette qualcosa di più raro: una cultura della complessità. Una cultura che non riduce il bambino a una sigla diagnostica, ma lo considera un mondo intero. Una cultura in cui pedagogia, psicologia e medicina non sono tre strade parallele, ma un’unica direzione di marcia. E forse è proprio per questo che vale la pena esserci. Perché quando una comunità decide di guardare all’infanzia con occhi più larghi, qualcosa — lentamente, silenziosamente — comincia a cambiare.

Egidio Francesco Cipriano


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Egidio Francesco Cipriano

Già docente a contratto presso le Università di Teramo e di Chieti, inizia la sua attività lavorativa e di ricerca nell’ambito delle nuove tecnologie e nello sviluppo di strumenti software intelligenti, diventa Presidente della Società delle Scienze Informatiche e Tecnologiche e si occupa di Cybersecurity, CyberIntelligence e CyberCrime; è autore di diversi testi, quali “Bullismo e Cyberbullismo – Comprendere per Prevenire” per Amazon, Eucip Business & System Analyst per i tipi di Hoepli e altri; ben presto realizza che l’informatica si pone spesso come una riduzione di quello che l’uomo suppone essere la struttura della sua mente. Inizia così i suoi studi negli USA e in Italia, in ambito psicologico della comunicazione, della psicogenealogia di Annè Ancelin Schützenberger e della PNL non trascurando la Psicologia Analitica di C.G. Jung e le Costellazioni Familiari secondo Bert Hellinger. Laureatosi in Psicologia oltre che in Scienze Pedagogiche consegue in seguito tre master universitari di specializzazione in “Mediazione Familiare e negoziazione del conflitto”, “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” e “Didattica avanzata”. Si specializza in psico teatro per adulti e bambini ed elabora un sistema di Mindfulness transgenerazionale. Negli anni tra la sua esperienza in New York e quella in Italia pratica e si certifica come facilitatore di Terapia Cranio Sacrale e Traumatic Incident Reduction per il trattamento del PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Si specializza nella rilevazione del Disturbo Narcisistico di Personalità e nel supporto e recovery delle persone codipendenti da narcisisti ("vittime") . Ha ricoperto il ruolo di E-learning Manager presso la ASL di Taranto progettando e gestendo percorsi formativi in ambito sanitario. E' attualmente vicepresidente dell'associazione Aps Art 21 e presiede il comitato tecnico scientifico dell'osservatorio permanente sulla disabilità (Osperdi) occupandosi anche di Assistive Technology come supporto alle persone diversamente abili.

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