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Rinascere donna: autenticità, dignità e nuova libertà

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Oltre gli stereotipi la rinascita femminile tra fede e libertà

Grottaglie (Ta) – La presentazione del libro Rinascere donna – Oltre il femminismo, una nuova libertà di Palmarita Guida, donna consacrata impegnata nel ministero dell’evangelizzazione, si è svolta nella chiesa della Parrocchia del SS Rosario di Grottaglie. L’evento è stato introdotto dal parroco don Mimino Damasi, che ha accolto i presenti con i saluti convenzionali. A dialogare con l’autrice è stata l’avv. Cira Manisi, che ha moderato la serata con domande mirate e riflessioni sui temi trattati nel libro.

Il libro di Palmarita Guida si propone di esplorare la condizione femminile, offrendo una prospettiva che va oltre il femminismo tradizionale e promuove una nuova libertà per le donne. ​ L’autrice, attraverso la sua esperienza personale e il suo impegno nel ministero dell’evangelizzazione, ha condiviso il percorso che l’ha portata a scrivere il libro. Ha raccontato di come il suo lavoro, che l’ha vista impegnata per anni in consultori familiari, carceri e contesti internazionali, l’abbia sensibilizzata profondamente sulle problematiche che le donne affrontano quotidianamente. Questi incontri le hanno permesso di comprendere le ferite, le oppressioni e le difficoltà che caratterizzano l’universo femminile, spingendola a cercare soluzioni per il loro riscatto. ​

Durante il dialogo, Palmarita Guida ha evidenziato l’importanza di superare gli stereotipi culturali e religiosi che limitano le donne, sottolineando la necessità di una rilettura della Bibbia con una prospettiva femminile. ​ Ha citato figure femminili bibliche che hanno avuto un ruolo cruciale nella storia della salvezza, come la donna curva del Vangelo, simbolo del bisogno delle donne di rialzarsi e di riscoprire la propria dignità. ​ Ha inoltre affrontato il tema delle oppressioni invisibili, che spesso derivano da limiti imposti culturalmente e interiorizzati, e ha invitato le donne a riflettere su se stesse per liberarsi da queste catene. ​

Un altro tema centrale del libro è la critica alla figura della “donna performativa”, ovvero quella donna che la società moderna impone di essere perfetta in ogni ambito: madre, moglie, lavoratrice impeccabile. ​ L’autrice ha incoraggiato le donne a riscoprire la propria autenticità, partendo dalle proprie fragilità e ferite, che possono trasformarsi in punti di forza. ​ Ha sottolineato il ruolo fondamentale della relazione con gli altri e della spiritualità per rinascere e trovare la propria identità. ​

Palmarita Guida ha anche parlato della necessità di un dialogo costruttivo tra uomini e donne, basato sulla complementarità e sul rispetto reciproco. ​ Ha evidenziato come la società e la Chiesa abbiano spesso relegato le donne a ruoli marginali, ma ha anche sottolineato l’importanza di un cambiamento culturale ed educativo, che deve partire dalla famiglia e dalle scuole. Solo attraverso una maggiore consapevolezza e un’educazione basata sul rispetto e sull’uguaglianza sarà possibile combattere gli stereotipi e le violenze di genere.

Un momento particolarmente emozionante della serata è stato la lettura di una lettera scritta dall’autrice e dedicata alle donne. In questa lettera, Palmarita Guida ha espresso un messaggio di speranza e incoraggiamento, invitando le donne a credere in se stesse, a non conformarsi agli stereotipi e a diventare un sostegno per altre donne. La lettera è un inno alla resilienza, alla consapevolezza e alla costruzione di una vita autentica e piena.

La serata si è conclusa con un ringraziamento da parte dell’autrice e di don Mimino Damasi, che ha sottolineato la ricchezza dell’esperienza di vita di Palmarita Guida e il valore del suo libro come strumento di riflessione, crescita personale e spirituale. Il parroco ha invitato i presenti a leggere il libro per approfondire i numerosi spunti offerti dall’autrice e per riflettere sul ruolo delle donne nella società e nella Chiesa.


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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