APERTAMENTE di Lilli D’Amicis – Le dimissioni di Walter Trani solo sui social sono il volto della sofferenza politica a Grottaglie
Con un post sui social, Walter Trani ha annunciato l’addio al coordinamento di Grottaglie Rinasce. Una scelta maturata tra tensioni interne e contrasti con Enzo Lacorte, esponente di Sinistra Italiana ed ex consigliere comunale nel secondo mandato Bagnardi. Dimissioni destinate però, secondo molti, a rientrare presto, mentre la città resta in attesa di un vero rinnovamento politico
Grottaglie (Ta) – Le dimissioni di Walter Trani da coordinatore di Grottaglie Rinasce sono state rese pubbliche attraverso un post sul suo profilo social. Non è un gesto improvviso, ma una scelta maturata nel tempo, segnata da gratitudine e rispetto, che porta con sé il peso di un percorso politico giovane ma intenso. Trani ha provato a incarnare un’idea di rinnovamento, e oggi decide di fare un passo di lato per coerenza e responsabilità.

Dietro questa decisione si intravedono tensioni e divergenze che hanno attraversato il movimento. In particolare, il confronto con Enzo Lacorte – esponente di Sinistra Italiana, già candidato sindaco senza successo e poi consigliere comunale nel 2011 durante il secondo mandato Bagnardi – ha reso evidente quanto sia difficile coniugare entusiasmo e diplomazia in un contesto politico ancora segnato da personalismi e vecchi schemi.
La politica locale appare sospesa tra il desiderio di cambiamento e la resistenza di logiche tradizionali. Si parla di “campo largo”, di alleanze, di paletti etici da fissare per non ripetere gli errori del passato. Ma la comunità vive una sofferenza tangibile, e la frammentazione rischia di indebolire proprio quella spinta di rinnovamento che molti cittadini invocano.
Il Partito Democratico e altre forze politiche locali vengono guardati con scetticismo, accusati di incoerenza e di incapacità di proporre un vero progetto alternativo. Intanto, la città attende risposte concrete, non giochi di potere.
Le dimissioni di Trani aprono dunque uno spazio: non un vuoto, ma un passaggio. È il momento di chiedersi se Grottaglie Rinasce saprà davvero restare un’idea viva, capace di superare i limiti delle persone e delle sigle, per tornare ad essere voce libera e necessaria. Perché la politica, quella vera, non è fatta di incarichi ma di visioni, di coraggio e di verità.
Eppure, chi conosce le dinamiche interne sa che queste dimissioni, pur cariche di significato, nei prossimi giorni con ogni probabilità rientreranno. Non per contraddizione, ma perché il movimento stesso ha bisogno di energie giovani e di figure che, pur tra errori e slanci, continuino a credere nella possibilità di un cambiamento.
Ma la responsabilità non è solo di Trani o di chi guida il movimento. È della città intera. È dei cittadini che devono pretendere coerenza, trasparenza e coraggio. Perché senza una comunità vigile e partecipe, nessun progetto politico può davvero rinascere. Se Grottaglie vuole davvero cambiare, non può delegare tutto a pochi volenterosi: deve alzare la voce, deve scegliere di esserci, deve avere la forza di chiedere di più.
Solo così Grottaglie Rinasce potrà essere davvero il nome di un movimento e, soprattutto, il destino di una città.

