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“Amami da morire”: al Teatro Nuovo di Martina Franca il teatro come atto di consapevolezza

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C’è una linea sottile che separa l’amore dalla dipendenza, il desiderio dalla rinuncia di sé. È su quella linea instabile che si muove Amami da morire, lo spettacolo con Roberta Bruzzone in scena domenica 14 dicembre 2025 al Teatro Nuovo di Martina Franca, all’interno della stagione curata dalla direzione artistica di Rosanna Pantone.

Martina Franca (Ta) – Non un racconto sentimentale, ma una discesa controllata nei meccanismi che trasformano una relazione in una gabbia. Bruzzone, criminologa e psicologa forense, porta sul palco un lavoro che nasce dall’osservazione diretta della realtà: storie in cui l’amore perde progressivamente il suo significato originario e diventa possesso, controllo, annullamento dell’altro.

Lo spettacolo si costruisce come un percorso di smontaggio. Smontaggio delle illusioni romantiche, dei modelli culturali che associano la sofferenza alla profondità dei sentimenti, delle narrazioni che insegnano a resistere invece che a riconoscere il pericolo. L’amore, qui, non esplode all’improvviso in violenza: si deforma lentamente, attraverso gesti ambigui, parole seducenti, silenzi carichi di colpa.

Al centro della scena si muovono due figure archetipiche: da un lato il manipolatore, capace di affascinare, promettere, ribaltare le responsabilità; dall’altro la vittima, che progressivamente perde confini, voce, identità. Non c’è spettacolarizzazione del trauma, ma un’analisi lucida delle dinamiche che rendono possibile la dipendenza affettiva e che, spesso, impediscono a chi la vive di riconoscerla.

Amami da morire utilizza il linguaggio del teatro come strumento di chiarezza. Ogni passaggio della relazione tossica viene reso leggibile, riconoscibile, nominabile. È in questo atto di nominazione che lo spettacolo trova la sua forza più incisiva: dare un nome alle cose significa sottrarle al silenzio, alla normalizzazione, alla colpa interiorizzata.

Il valore dell’evento si estende anche oltre il palcoscenico. Grazie al patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Martina Franca, sono stati messi a disposizione 100 biglietti omaggio per gli studenti delle scuole superiori, a testimonianza di una scelta precisa: portare questi temi al centro di un dialogo intergenerazionale, là dove la prevenzione passa prima di tutto dalla consapevolezza.

In questo senso, il Teatro Nuovo si conferma non solo spazio di spettacolo, ma luogo di confronto civile. La direzione artistica di Rosanna Pantone prosegue un percorso che riconosce al teatro un ruolo attivo nella lettura del presente, capace di accogliere temi complessi senza semplificarli e di offrire al pubblico strumenti di riflessione, non risposte preconfezionate.

Amami da morire non promette conforto. Promette, piuttosto, uno sguardo più nitido. E in tempi in cui la parola “amore” viene spesso usata per giustificare ciò che amore non è, questa lucidità diventa un atto necessario.


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Davide Sette

Musicologo e musicistaC’è sempre stata musica dentro di me, prima ancora che potessi darle un nome. Un vento sottile che attraversa la vita, che fa ridere, piangere, ballare o restare fermi senza sapere perché.Scrivere significa inseguire quell’eco, afferrarla prima che svanisca, lasciarsi attraversare e restituirla con parole che abbiano peso, calore e vita; nel tentativo di prenderla per mano e farla arrivare agli altri, trasformando l’ascolto in esperienza condivisa.Dentro di noi c’è sempre un violino, e spesso l’archetto sembra perduto. Lo cerchiamo nei libri, nell’incendio di un tramonto, negli occhi di chi ci attraversa la vita, ma ogni volta scivola dalle mani come un filo d’erba o un sogno. La scrittura nasce dalla stessa ricerca: è il tentativo di far risuonare ciò che altrimenti resterebbe silenzioso, e ogni foglio bianco che ascolta diventa lo spazio dove le storie che portiamo nel petto possono finalmente vibrare.Scrivere, come suonare, è continuare a cercare, a dare forma al vento che muove il cuore e il mondo.

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