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La coscienza delle macchine: Grottaglie riflette sul futuro dell’IA

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Filosofia, etica e responsabilità al centro della presentazione del libro di Emiliano D’Amato

Grottaglie (Ta) – Una serata intensa e partecipata ha animato la Biblioteca San Francesco de Geronimo il 15 dicembre 2025, in occasione della presentazione del volume La coscienza delle Macchine di Emiliano D’Amato. L’iniziativa, promossa dal Circolo Culturale G. Battista presieduto da Ciro Marseglia, in collaborazione con la testata giornalistica Oraquadra.info diretta da Lilli D’Amicis, ha visto la presenza dell’ingegnere Luigi De Filippis, docente universitario e presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Taranto, che ha dialogato con l’autore. La biblioteca, gestita dall’ANTEAS Grottaglie presieduta da Cosimo Luccarelli, ha accolto un pubblico numeroso e attento, segno della crescente sensibilità verso i temi legati all’intelligenza artificiale.

D’Amato ha illustrato la struttura del suo lavoro, che parte dai concetti filosofici di coscienza, attraversa lo studio del cervello umano e delle reti neurali, fino ad arrivare alla robotica e agli umanoidi. «L’intelligenza artificiale è un tentativo di imitare il funzionamento del cervello umano», ha spiegato l’autore, «ma non dobbiamo dimenticare che dietro ogni algoritmo c’è sempre una scelta umana». Il libro si propone come una “mappa” per comprendere questa tecnologia e le sue implicazioni.

Il dibattito, moderato da Lilli D’Amicis, ha affrontato i nodi etici e filosofici legati all’uso dell’IA. D’Amato e De Filippis hanno sottolineato la necessità di mantenere il controllo umano nelle decisioni critiche, soprattutto in ambiti delicati come quello militare. «Non possiamo delegare alla macchina la responsabilità ultima delle scelte che riguardano la vita delle persone, anche se ormai l’IA è tra noi da decenni, ci siamo dentro tutti e molti in modo inconsapevole», ha ammonito De Filippis, richiamando l’attenzione sull’urgenza di un approccio consapevole e regolamentato.

Ampio spazio è stato dedicato al tema del plagio accademico e all’impatto dell’IA sulla scrittura. De Filippis ha evidenziato come gli studenti possano utilizzare applicazioni per rimaneggiare testi copiati e sfuggire ai controlli, sollevando interrogativi sull’etica e sulla qualità della formazione. «La tecnologia ci offre strumenti potenti, ma se usati per aggirare le regole diventano un boomerang», ha osservato. È stato inoltre notato come la scrittura tra i giovani stia diventando sempre più informale, con relazioni tecniche redatte come messaggi WhatsApp, segno di una perdita di attenzione alle regole formali e alla profondità analitica.

Il confronto, arricchito anche dagli interventi del pubblico, ha posto seri interrogativi sull’applicazione dell’IA nei diversi ambiti. De Filippis ha richiamato l’attenzione sui rischi legati all’addestramento dei sistemi in contesti culturali non occidentali, dove possono emergere norme discriminatorie e pregiudizi sociali. «Se i dati di partenza sono distorti, anche le decisioni della macchina lo saranno», ha ricordato D’Amato. Non è mancato un passaggio suggestivo e controverso: la possibilità di dialogare con i defunti attraverso applicazioni che simulano il loro modo di parlare e pensare, aprendo riflessioni profonde sul rapporto tra memoria, tecnologia e identità.

Accanto ai rischi, sono stati evidenziati anche gli aspetti positivi dell’IA: dall’automazione dei compiti ripetitivi al supporto decisionale, dal sostegno allo studio e all’apprendimento alla stimolazione della creatività, fino alla semplificazione della vita domestica con assistenti virtuali.

La serata si è conclusa con la proposta di organizzare futuri incontri formativi, per promuovere un uso consapevole e responsabile della tecnologia. «L’IA non deve sostituire l’uomo, ma affiancarlo», ha ribadito D’Amato, lasciando al pubblico un messaggio di fiducia e responsabilità.

 


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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