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Se togliessimo all’uomo il fallimento e la morte

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Saremmo immobili.

Non nel corpo, forse, ma nell’anima.

Senza la possibilità di fallire, ogni gesto perderebbe peso. Il successo non sarebbe più una conquista, ma una semplice esecuzione. Il rischio — che è sempre una forma di verità — verrebbe meno, e con esso il coraggio. Non esisterebbe più la scelta, ma solo la traiettoria obbligata di ciò che “deve” riuscire. L’etica diventerebbe superflua, perché nasce solo dove si può sbagliare.

E senza la possibilità di morire, il tempo cesserebbe di essere tempo. Diventerebbe una distesa indistinta, priva di urgenza. L’amore stesso si sfilaccerebbe: amiamo perché sappiamo che possiamo perdere, perché ogni abbraccio è esposto alla finitudine. La cura nasce lì, non altrove.

Il fallimento ci umanizza perché ci mette in ginocchio davanti al limite. La morte ci rende vivi perché trasforma ogni istante in un evento irripetibile. Senza entrambe, saremmo entità funzionali, forse efficienti, ma non più narrabili. Nessuna storia avrebbe inizio, svolgimento o senso.

Saremmo eterni, sì.

Ma non esistenti.

Perché esistere non è durare:

è tremare davanti alla possibilità di perdersi —

e scegliere comunque di esserci.

Egidio Francesco Cipriano 

 

Foto Egidio Francesco Cipriano


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Egidio Francesco Cipriano

Già docente a contratto presso le Università di Teramo e di Chieti, inizia la sua attività lavorativa e di ricerca nell’ambito delle nuove tecnologie e nello sviluppo di strumenti software intelligenti, diventa Presidente della Società delle Scienze Informatiche e Tecnologiche e si occupa di Cybersecurity, CyberIntelligence e CyberCrime; è autore di diversi testi, quali “Bullismo e Cyberbullismo – Comprendere per Prevenire” per Amazon, Eucip Business & System Analyst per i tipi di Hoepli e altri; ben presto realizza che l’informatica si pone spesso come una riduzione di quello che l’uomo suppone essere la struttura della sua mente. Inizia così i suoi studi negli USA e in Italia, in ambito psicologico della comunicazione, della psicogenealogia di Annè Ancelin Schützenberger e della PNL non trascurando la Psicologia Analitica di C.G. Jung e le Costellazioni Familiari secondo Bert Hellinger. Laureatosi in Psicologia oltre che in Scienze Pedagogiche consegue in seguito tre master universitari di specializzazione in “Mediazione Familiare e negoziazione del conflitto”, “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” e “Didattica avanzata”. Si specializza in psico teatro per adulti e bambini ed elabora un sistema di Mindfulness transgenerazionale. Negli anni tra la sua esperienza in New York e quella in Italia pratica e si certifica come facilitatore di Terapia Cranio Sacrale e Traumatic Incident Reduction per il trattamento del PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Si specializza nella rilevazione del Disturbo Narcisistico di Personalità e nel supporto e recovery delle persone codipendenti da narcisisti ("vittime") . Ha ricoperto il ruolo di E-learning Manager presso la ASL di Taranto progettando e gestendo percorsi formativi in ambito sanitario. E' attualmente vicepresidente dell'associazione Aps Art 21 e presiede il comitato tecnico scientifico dell'osservatorio permanente sulla disabilità (Osperdi) occupandosi anche di Assistive Technology come supporto alle persone diversamente abili.

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