Fòcra di San Ciro: tra tradizione, fondi pubblici e silenzi istituzionali

A Grottaglie (Ta) è iniziato il conto alla rovescia per la Fòcra di San Ciro 2026, ma insieme ai preparativi cresce anche il bisogno di chiarezza. Mentre l’Amministrazione comunale annuncia con entusiasmo l’avvio del percorso organizzativo, restano inevase le richieste di trasparenza avanzate da giornali locali e cittadini, soprattutto su due fronti: la sicurezza strutturale della piramide di legna e l’utilizzo dei fondi pubblici destinati alla manifestazione. Nella foto di copertina la Fòcra del gennaio 2025)

Nel comunicato ufficiale diffuso dal Comune, l’assessore alla Promozione delle Tradizioni, Giulio De Carolis, parla di un evento “sicuro, partecipato e identitario”, sottolineando la collaborazione tra Comune, Chiesa Madre e Associazione Amici della Fòcra.
Parole rassicuranti, certo. Ma a oggi non risulta pubblicata alcuna certificazione tecnica relativa alla stabilità della struttura lignea, né documenti che attestino verifiche, collaudi o responsabilità operative.

Una richiesta semplice, avanzata più volte dagli organi di stampa: l’Amministrazione può confermare ufficialmente che quanto dichiarato dall’Assessore corrisponde a fatti tecnici verificati?
Finora, nessuna risposta.
Il nodo dei fondi: 33.824,80 euro tra promozione e gestione
La Giunta comunale ha approvato la candidatura della Festa di San Ciro al Bando regionale “Rituali festivi legati al fuoco – 2025”, chiedendo un contributo di 33.824,80 euro.
La ripartizione delle spese è la seguente:
- € 6.942,80 – Spese generali
- € 10.800,00 – Pubblicità e promozione
- € 9.844,00 – Gestione degli spazi
- € 6.238,00 – Personale e compensi professionali
Colpisce che la voce più consistente sia quella dedicata alla promozione, non alla sicurezza o alla logistica. Una scelta che alimenta interrogativi sulla reale natura dell’evento, sempre più percepito da una parte della cittadinanza come un’operazione di marketing politico più che come un rito devozionale.

C’è chi continua a chiedere di far parte della lista dei beneficiari di questi fondi per la pubblicità, forse ignorano che le spartizioni sono state già fatte, tra chi si diletta a fare dirette social facendosele pagare sia dai fondi stanziati gestiti da chi ha beneficiato e in più chiedendo ” l’elemosina” a chi segue queste dirette e agli sponsor che ormai hanno trasformata la liturgia della festa patronale in un carosello pubblicitario con inserti diciamo liturgici. Alle richieste da parte dei più testardi e capotici, l’Amministrazione continua a non rispondere.
Né sui costi, né sulla sicurezza, né sulle motivazioni del silenzio stesso.
Un atteggiamento che stride con la natura pubblica dei fondi impiegati e con il valore identitario della Fòcra, che dovrebbe essere patrimonio di tutti e non terreno di opacità amministrativa.
Una tradizione che meriterebbe trasparenza
La Fòcra è un simbolo profondo della comunità grottagliese: un rito che unisce fede, storia e partecipazione popolare. Proprio per questo, merita massima trasparenza, non solo entusiasmo celebrativo.

Le domande poste non sono polemiche: sono atti dovuti in una democrazia matura.
Chi gestisce risorse pubbliche e organizza eventi di tale portata ha il dovere di rispondere, documentare, chiarire.
La città attende.
E continuerà a chiedere, pur sapendo che mai nessuno si degnerà di rispondere e se vogliamo chi scrive sarà felice di essere smentita!

