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Brandisio in Rosa – Duse Centenario 2024: quando il vino diventa atto culturale

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di Stefania Romito

Tra le iniziative di maggior rilievo di “Duse Centenario”, il Progetto Scientifico Internazionale dedicato a Eleonora Duse nel centenario della sua scomparsa, spicca senza dubbio il Brandisio in Rosa con collarino Duse Centenario, annata 2024. Un gesto di rara sensibilità che unisce cultura, memoria e territorio, trasformando il vino in autentico veicolo di narrazione e omaggio.
In qualità di curatrice di “Duse Centenario”, desidero esprimere un ringraziamento pubblico e sentito a Oreste Tombolini e Lilli D’Amicis che hanno scelto di dedicare l’annata 2024 del loro Brandisio in Rosa al Progetto “Duse Centenario”, rendendo omaggio non solo a un’iniziativa culturale, ma alla figura immortale della Divina Duse. Una scelta che va ben oltre il semplice tributo simbolico, configurandosi come un atto di partecipazione culturale e di condivisione di valori profondi.
Il Brandisio in Rosa Duse Centenario ha accompagnato il tour dusiano venendo degustato durante le tappe del Progetto come elemento identitario e conviviale, capace di creare un dialogo tra pubblico, arte e territorio. In questo contesto, il vino ha assunto una dimensione performativa e narrativa, diventando parte integrante dell’esperienza culturale.
Dal punto di vista enologico, il Brandisio è un vino di forte personalità. Ottenuto esclusivamente dalle uve provenienti da vigneti di circa quarant’anni, situati sull’unica collina del Primitivo di Manduria, nasce da piante coltivate ad alberello e da una filosofia produttiva che rifiuta l’omologazione. Ogni annata è unica, irripetibile, risultato delle interazioni tra clima, territorio e vigna. La coltivazione segue principi di agricoltura naturale, che vanno oltre il biologico, senza l’uso di concimi, mentre la vendemmia manuale garantisce che in cantina giungano solo uve sane e perfettamente mature.
Il Brandisio in Rosa – Duse Centenario 2024 rappresenta dunque un incontro virtuoso tra arte e vino, tra memoria e presente. Un’edizione che non celebra solo un grande progetto culturale, ma incarna lo spirito di Eleonora Duse: libera, non omologata, intensa, profondamente umana. Un vino che, come la Divina, lascia un segno destinato a durare nel tempo.

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Stefania Romito

Stefania Romito è giornalista pubblicista e scrittrice.

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