Apertamente

La punteggiatura come linguaggio conflittuale

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La punteggiatura non è mai neutra. Finge di essere tecnica, ma è emotiva. Si presenta come regola, ma agisce come relazione.

Ogni segno è una presa di posizione.
Ogni pausa è una scelta.
Ogni interruzione è un piccolo atto di potere.

Il punto.
Il più autoritario di tutti.
Chiude. Decide. Non lascia replica.
È il segno di chi ha già concluso dentro di sé, anche quando finge di dialogare.
Usato troppo spesso, diventa un muro.
Usato a fine messaggio breve, diventa gelo.
Usato dopo una frase affettiva, suona come un congedo emotivo.
Ti voglio bene.
Non è la stessa cosa di
Ti voglio bene

La virgola è ambivalente.
Può essere respiro o esitazione.
Può unire o trattenere.
È il segno di chi non sa ancora se restare o andare, di chi parla mentre pensa, di chi non ha ancora deciso da che parte stare.

I due punti sono una promessa.
“Adesso ti spiego.”
“Adesso arriva qualcosa.”
Ma possono diventare anche un’esibizione di controllo: ti tengo sospeso, ti guido io, seguimi.

Il punto e virgola è il grande incompiuto. Appartiene a chi pensa troppo, a chi sente sfumature, a chi rifiuta la polarizzazione.
È il segno degli irrisolti onesti.
Per questo è odiato: costringe a tollerare la complessità.

Il punto interrogativo è il più pericoloso. Non per la domanda in sé,
ma per l’intenzione che la precede.
C’è il punto interrogativo che chiede.
E quello che accusa.
E quello che finge ingenuità mentre sta già giudicando.
“Davvero?”
A volte non è una domanda.
È una lama sottile.

Il punto esclamativo è l’isteria socialmente accettata.
Entusiasmo, certo.
Ma anche invasione.
Un punto esclamativo di troppo è qualcuno che alza la voce senza rendersene conto.
Tre punti esclamativi sono una richiesta disperata di essere visti.

E poi ci sono i puntini di sospensione
Il non detto.
Il ricatto emotivo.
Il “capisci tu”.
Sono il segno di chi non chiude
perché vuole restare nella testa dell’altro.
Non finiscono la frase perché la continuazione deve farla chi legge.
È una punteggiatura che sposta il peso.

Nei conflitti veri, la punteggiatura emerge prima delle parole. Quando una relazione si incrina, non cambiano subito i contenuti: cambia il ritmo.
Scompaiono le virgole,
compaiono i punti.
Le frasi si accorciano.
Le domande diventano secche.
I silenzi si allungano.

Chi sa leggere la punteggiatura
capisce molto prima che qualcosa si è rotto.

Perché scriviamo come respiriamo.
E quando il respiro si contrae, anche la lingua si irrigidisce.

La punteggiatura è il nostro corpo emotivo sulla pagina.
Dice quanto spazio concediamo.
Quanto interrompiamo.
Quanto ascoltiamo davvero.

E forse maturare, non è trovare le parole giuste, ma imparare a mettere i segni giusti nel momento giusto.

Egidio Francesco Cipriano

Foto di Egidio Francesco Cipriano


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Egidio Francesco Cipriano

Già docente a contratto presso le Università di Teramo e di Chieti, inizia la sua attività lavorativa e di ricerca nell’ambito delle nuove tecnologie e nello sviluppo di strumenti software intelligenti, diventa Presidente della Società delle Scienze Informatiche e Tecnologiche e si occupa di Cybersecurity, CyberIntelligence e CyberCrime; è autore di diversi testi, quali “Bullismo e Cyberbullismo – Comprendere per Prevenire” per Amazon, Eucip Business & System Analyst per i tipi di Hoepli e altri; ben presto realizza che l’informatica si pone spesso come una riduzione di quello che l’uomo suppone essere la struttura della sua mente. Inizia così i suoi studi negli USA e in Italia, in ambito psicologico della comunicazione, della psicogenealogia di Annè Ancelin Schützenberger e della PNL non trascurando la Psicologia Analitica di C.G. Jung e le Costellazioni Familiari secondo Bert Hellinger. Laureatosi in Psicologia oltre che in Scienze Pedagogiche consegue in seguito tre master universitari di specializzazione in “Mediazione Familiare e negoziazione del conflitto”, “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” e “Didattica avanzata”. Si specializza in psico teatro per adulti e bambini ed elabora un sistema di Mindfulness transgenerazionale. Negli anni tra la sua esperienza in New York e quella in Italia pratica e si certifica come facilitatore di Terapia Cranio Sacrale e Traumatic Incident Reduction per il trattamento del PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Si specializza nella rilevazione del Disturbo Narcisistico di Personalità e nel supporto e recovery delle persone codipendenti da narcisisti ("vittime") . Ha ricoperto il ruolo di E-learning Manager presso la ASL di Taranto progettando e gestendo percorsi formativi in ambito sanitario. E' attualmente vicepresidente dell'associazione Aps Art 21 e presiede il comitato tecnico scientifico dell'osservatorio permanente sulla disabilità (Osperdi) occupandosi anche di Assistive Technology come supporto alle persone diversamente abili.

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