LA DANZA DEI PENSIERI di Loredana Fina. Nutri i tuoi demoni – 6 dove nasce l’odio
Loredana Fina, scrittrice, che recensisce e sintetizza per noi il volume “Nutri i tuoi demoni” di Tsultrim Allione, ed. Mondadori, 2022, accompagnandoci in un delicato e profondo viaggio nella nostra interiorità, alla scoperta di mondi sopiti in attesa di essere risvegliati e valorizzati. Perché tutti abbiamo diritto alla felicità – sesta puntata
Tsultrim Allione racconta: «Di recente, quando una delle mie figlie mi ha chiesto: “mamma, cosa ti aspetti in realtà dalla pubblicazione di questo libro?”, mi si è affacciata alla mente l’immagine della notte estiva, buia e piovosa in cui, per la prima volta ascoltai il canto del Chod nel Monastero di Apho Rinpoche a Manali. Poi ho pensato a quello che era seguito: l’apprendimento della pratica, la rinuncia ai voti monastici, il matrimonio, i figli, la morte di mia figlia Chiara, il divorzio e la graduale comprensione di come gli insegnamenti di Maching sul nutrimento dei demoni si applicassero alla mia vita. E in un lampo si è affacciata anche la situazione del mondo attuale, in cui nazioni e religioni si demonizzano a vicenda. La natura stessa sembra diventata demoniaca per il crescente numero di uragani, alluvioni, terremoti, siccità e maremoti. Ho pensato a come siamo tormentati dalla polarizzazione all’interno e all’esterno di noi, e mi sono ritrovata a rispondere: “sento che abbiamo un disperato bisogno di un nuovo paradigma che ci ispiri a smettere di combatterci l’un l’altro.” Mi piacerebbe vedere un mondo in cui le persone non pensino più che l’alternativa migliore sia quella di distruggere qualsiasi cosa si oppone loro. Penso che gli insegnanti di Maching abbiano qualcosa di profondo da offrire e voglio rendere tali insegnamenti accessibili sia a livello personale che collettivo.

Spero che questo libro contribuisca in qualche modo, anche piccolo, a riconoscere come noi creiamo i nostri nemici, e che questo ci dia la capacità di non demonizzare gli altri. Se continuiamo a pensare alle altre persone, gruppi, nazioni o razze come al male assoluto da estirpare, saremo sempre intrappolati in una lotta senza fine. Se riusciamo a fare il passaggio rivoluzionario di nutrire proprio quelle forze che ci sembrano più minacciose, avremo un impatto molto maggiore sul nostro mondo. In questo percorso ci siamo concentrati principalmente sui demoni interni o personali, partendo dall’idea che l’influenza che abbiamo sul mondo comincia da noi stessi. Abbiamo visto che quello che percepiamo come demone esterno è spesso dentro di noi. Abbiamo anche imparato a focalizzarci sulla nostra reazione agli eventi esterni, anziché vedere una situazione o una persona come un demone. Comprendere i nostri demoni interni può aiutarci ad affrontare il torrente di pensieri ed emozioni che scorrono nella nostra mente, al di là degli eventi che accadono all’esterno. A questo punto siamo pronti ad estendere l’analogia del nutrimento dei demoni oltre noi stessi, e a considerare i demoni nelle famiglie, nelle comunità, nei luoghi di lavoro, nelle organizzazioni e nelle nazioni. Ora osserveremo come i demoni lavorino nel mondo che ha inizio da noi stessi e poi si estende come i cerchi creati da un sasso lanciato in uno stagno. Il percorso di riconoscimento dei nostri demoni collettivi comincia con i demoni personali: le paure, le paranoie, i pregiudizi, l’arroganza e altre debolezze. Le famiglie, i gruppi, le nazioni e anche la società nel suo insieme, possono creare demoni che sono la somma dei demoni individuali irrisolti. Se non riconosciamo prima i nostri demoni personali, le nostre debolezze e paure, possono sommarsi a quelle degli altri e diventare qualcosa di mostruoso. I gruppi, inoltre, possono proiettare i loro demoni sugli individui o su certe minoranze. Se qualcuno in un gruppo si espone, il resto del gruppo può scaricare la colpa su di lui, anche se quella persona ha espresso qualcosa di non detto che è presente in tutto il gruppo. Quando un gruppo cerca di dipingersi come assolutamente buono, ha bisogno di qualcuno su cui proiettare la propria ombra.
Fin dall’antichità i capri espiatori sono serviti per proiettare i demoni di gruppo su un individuo. Veniva scelto qualcuno che si caricasse del lato non vissuto, buio e represso del gruppo, e un tempo il capro espiatorio veniva ritualmente sacrificato dal gruppo. Più tardi assunse una forma più simbolica e ne fu distrutta l’effigie. Sono rimaste tracce di questo rituale nelle celebrazioni del carnevale e nelle sue versioni moderne. Il Burning man festival in Nevada, ne è un esempio: più di quarantasette mila persone si riuniscono annualmente per creare un’espressione artistica, e alla fine l’immagine viene bruciata. Sono modi simbolici, collettivi per creare un capro espiatorio. Certe volte i demoni collettivi vengono rappresentanti in riti culturali, che rendono consapevole il gruppo del demone collettivo tirandolo “fuori dal cassetto.” In molte culture tradizionali i giullari agiscono in modo contrario alle norme sociali, rompendo i tabù culturali, esprimendo il proibito. In Butan, durante le feste religiose, chiamate Tsechu, un clown con un pene enorme, prende in giro la gente esprimendo l’aspetto sessuale represso in quella cultura. In certe cerimonie degli Indiani d’America, maschere e buffoni fanno cose scioccanti e proibite. In questo modo, i demoni collettivi vengono liberati in una forma culturalmente accettabile alleggerendo la pressione del gruppo. Quando inconsciamente proiettiamo i nostri demoni su un capo espiatorio collettivo o individuale, la cosa può avere conseguenze tragiche. Per esempio, se una famiglia ha un membro che la turba e tutti sono d’accordo che quella persona è il problema, ecco che si comincia a creare un capro espiatorio familiare. Nel corso della storia, gli esseri umani hanno sempre avuto la tendenza a demonizzare i gruppi che in qualche modo sono diversi da loro. Demonizzare ampi gruppi, per esempio è essenziale per il meccanismo della guerra. Se consideriamo i nemici come demoniaci, anziché come individui con madri, mogli e bambini, possiamo più facilmente ucciderli senza esitazione o rimorso. Quando un demone collettivo riesce a possederci, significa che abbiamo in noi alcuni aspetti di ciò contro cui reagiamo. Gli eterosessuali che attaccano gli omosessuali, hanno paura della propria tendenza omosessuale. Senza quella paura non avrebbero una reazione tanto carica emotivamente. L’antidoto è la consapevolezza; quando i demoni personali sono inconsci, quelli collettivi hanno più possibilità di prendere il comando.»
(continua…)

leggi qui le puntate precedenti:
LA DANZA DEI PENSIERI di Loredana Fina. Nutri i tuoi demoni – 5 La liberazione diretta
LA DANZA DEI PENSIERI di Loredana Fina. Nutri i tuoi demoni – 4
LA DANZA DEI PENSIERI di Loredana Fina. Nutri i tuoi demoni – 3
LA DANZA DEI PENSIERI di Loredana Fina. Nutri i tuoi demoni – 2

