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Le musiche di Morricone: note del cinema al Teatro Nuovo di Martina Franca

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Il Teatro Nuovo di Martina Franca ha accolto ieri sera un nuovo sold out per lo spettacolo “Il Gran Galà Omaggio a Ennio Morricone ” il concerto interamente dedicato alle musiche di Ennio Morricone, proposto dall’Orchestra Tebaide d’Italia all’interno della programmazione firmata dalla direzione artistica di Rosanna Pantone.

L’Orchestra Sinfonica Tebaide e un coro polifonico, diretta dal maestro Cosimo Maraglino, con un organico di 80 elementi e le voci soliste di Flora Contursi, Lucia Mastromarino, Piero Locorotondo, hanno guidato il pubblico in un viaggio dentro il mondo musicale di Ennio Morricone: un universo in cui ogni tema sembra già contenere un’immagine, un carattere, un’emozione.

Per Morricone la musica ha sempre avuto un rapporto misterioso e ambivalente con il film: suoni e immagini non convivono semplicemente, si cercano, si richiamano, si completano. È una scrittura che arriva dritta al cuore e continua a vivere nella memoria collettiva.
Tra le sue colonne sonore più note — dai western all’italiana firmati con l’amico Sergio Leone, a Nuovo Cinema Paradiso, fino a C’era una volta in America — emerge la capacità unica di trasformare un tema musicale in un personaggio vero e proprio. E accanto alla produzione cinematografica restano indimenticabili anche i suoi contributi alla musica leggera: Il mondo e Se telefonando, esempi perfetti della sua eleganza melodica e della sua naturale immediatezza.

Quando ogni brano diventa un ricordo condiviso e un teatro intero respira insieme alla musica, si capisce quanto Morricone resti, ancora oggi, una parte viva del nostro immaginario.

La serata si è chiusa tra applausi lunghi e una standing ovation che ha coinvolto tutta la platea. Una risposta calorosa e costante, che sottolinea ancora una volta la continuità del percorso avviato dalla direzione artistica di Rosanna Pantone.

Il Teatro Nuovo sta vivendo una stagione fatta di sale piene, ascolto attento e partecipazione vera. E lo spettacolo di ieri lo ha confermato: quando un’orchestra suona con cura e quando il pubblico risponde con la stessa energia, nasce quel clima speciale che fa sentire il teatro finalmente un luogo vivo.


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Davide Sette

Musicologo e musicistaC’è sempre stata musica dentro di me, prima ancora che potessi darle un nome. Un vento sottile che attraversa la vita, che fa ridere, piangere, ballare o restare fermi senza sapere perché.Scrivere significa inseguire quell’eco, afferrarla prima che svanisca, lasciarsi attraversare e restituirla con parole che abbiano peso, calore e vita; nel tentativo di prenderla per mano e farla arrivare agli altri, trasformando l’ascolto in esperienza condivisa.Dentro di noi c’è sempre un violino, e spesso l’archetto sembra perduto. Lo cerchiamo nei libri, nell’incendio di un tramonto, negli occhi di chi ci attraversa la vita, ma ogni volta scivola dalle mani come un filo d’erba o un sogno. La scrittura nasce dalla stessa ricerca: è il tentativo di far risuonare ciò che altrimenti resterebbe silenzioso, e ogni foglio bianco che ascolta diventa lo spazio dove le storie che portiamo nel petto possono finalmente vibrare.Scrivere, come suonare, è continuare a cercare, a dare forma al vento che muove il cuore e il mondo.

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