Grottaglie e la sinistra che fugge: il coraggio del confronto come misura della politica
La politica, quando smette di farsi carico delle persone, non crolla di colpo ma si consuma

Segretario PD Grottaglie
lentamente, come una fiamma lasciata senza ossigeno, ed è quello che da anni accade a Grottaglie, dove il Partito Democratico, sotto una guida politicamente riconducibile a Guarini, ha progressivamente perso il contatto con la città reale rifugiandosi in un apparato autoreferenziale che parla di partecipazione ma pratica l’esclusione, evoca il cambiamento ma lo teme, trasformando la sinistra in semplice gestione dell’esistente, senza visione e senza anima; non è un giudizio emotivo né un attacco personale, ma una constatazione politica, perché una sinistra che ha paura del confronto smette di essere sinistra e diventa amministrazione senz’anima. In questo contesto Grottaglie Rinasce non è mai stata una bandiera da sventolare o un progetto costruito attorno a un nome, ma un tentativo autentico di riportare la politica alla sua funzione più alta, fatta di relazione, ascolto e conflitto democratico, pagando anche il prezzo di

Consigliere comunale 5 Stelle Grottaglie
tensioni e resistenze, perché il cambiamento vero non è mai comodo; ed è giusto riconoscerlo senza ipocrisie che, mentre altri preferivano il silenzio o la fuga, Giusi Cassese dei Cinque Stelle è rimasta seduta lì, nel luogo del confronto, portando apprezzamenti ma anche critiche, senza timore di dire ciò che pensava e senza rinunciare al dialogo, dimostrando che la politica può ancora essere discussione franca e non posa difensiva. Proprio questo rende ancora più evidente e grave l’atteggiamento di chi, pur avendo ricoperto ruoli importanti, ha scelto di sottrarsi: un ex sindaco e un consigliere provinciale riconducibili a Enzo Lacorte,

arrivati fin quasi sulla soglia dopo la mia rinomina e l’invito formale al confronto presso la sezione del Partito Democratico, hanno preferito fermarsi lì e non entrare, e questo non è un dettaglio ma un messaggio politico preciso. Non è solo codardia politica, è anche maleducazione istituzionale, perché il confronto non si elude senza mancare di rispetto alla città e a chi rappresenta; è pavidità travestita da tattica, è fuga mascherata da prudenza. Chi crede davvero nelle proprie idee non teme una stanza, non teme una domanda, non teme il dissenso; chi scappa dimostra di aver ridotto la politica a esercizio di controllo e di potere personale, non a spazio di crescita collettiva. Grottaglie merita di meglio di una sinistra che si chiude, che evita, che si offende quando viene chiamata a rispondere; merita una politica che abbia educazione democratica, coraggio umano e rispetto per l’intelligenza dei cittadini, perché una comunità matura cresce nel confronto e non nell’unanimismo, e finché il confronto farà paura il Partito Democratico locale non potrà essere un’alternativa credibile. La città è pronta, viva, presente; chi continua a fuggire dimostra solo di non esserlo.
Walter Trani

