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APERTAMENTE di Asterix* – San Ciro tra fede e business: chi difende la sicurezza?

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Dalla piazza virtuale a quella reale: il coraggio che manca

La fede non si misura. La carità non si ostenta. In questi giorni sono stati sollevati diversi interrogativi sull’opportunità di trasformare una tradizione popolare, intrisa di fede e devozione, in uno spettacolo, perché di questo si tratta, ormai. E dove c’è spettacolo, dove ci sono soldi, non c’è vera fede. E questo vale per Grottaglie come per le aste a Taranto in occasione della processione del Venerdì Santo.

Poi ci sarebbe da chiedersi cosa ci sia da festeggiare: il martirio di un uomo? Da più parti si sollevano, inoltre, interrogativi sulla sicurezza della fo’cra di San Ciro, sull’opportunità che sia visitata dalle scolaresche in un momento storico in cui in tutta Italia si sono intensificati i controlli delle autorità ai locali pubblici per accertare il rispetto delle misure di sicurezza. Il compito degli organi di informazione, storicamente, è quello di controllare il potere pubblico, di “fare” opinione pubblica. Un giornale però non può sostituirsi alla politica. E questo è il vero problema.

Non c’è una opposizione che sollevi questi problemi. Non c’è una opposizione che porti questi interrogativi nelle competenti sedi istituzionali. Eppure gli strumenti ci sarebbero. Forse sarebbe impopolare? Forse non hanno le opportune competenze? Difficile dirlo. Ma è ancora più allarmante l’immobilismo di tutti quei cittadini che dietro uno schermo hanno manifestato il loro disappunto.

La piazza virtuale è sempre e solo una piazza virtuale. È necessario trasferire il disappunto virtuale in una piazza reale. Perché ciò non avvenga? La nostra sembra una comunità addormentata.

Buona festa di San Ciro.

 

Asterix (Pseudonimo)


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