DAST, LA CITTÀ SI MUOVE: FRONTE POLITICO CONTRO IL SILENZIO DEL COMUNE
A Grottaglie (Ta) si alza un coro sempre più forte contro l’immobilismo dell’amministrazione comunale sulla vicenda della Cooperativa Futura DAST ONLUS e del progetto Porto Franco, realtà che da oltre vent’anni rappresentano un presidio sociale irrinunciabile per 32 persone con disabilità e per le loro famiglie.
Un servizio che non è un “centro”, non è assistenzialismo, non è parcheggio: è lavoro, formazione, relazioni, dignità. E oggi rischia di spegnersi nel silenzio.
Trani (Grottaglie Rinasce): “Non è burocrazia, è insensibilità allo stato puro”
Il primo affondo arriva da Walter Trani, che parla senza mezzi termini di «atto di profonda insensibilità politica e umana».
Per Trani, la mancata proroga del comodato d’uso della struttura comunale – scaduto a novembre 2025 – non è un dettaglio tecnico, ma «la scelta di voltare le spalle ai più fragili rifugiandosi dietro la burocrazia».

Il coordinatore di Grottaglie Rinasce ricorda che dentro quella struttura «non ci sono numeri o utenti, ma ragazzi che lavorano, imparano, mangiano insieme, fanno teatro, ceramica, botanica, falegnameria, e ricevono una piccola retribuzione che per loro significa autonomia e possibilità di stare al mondo».
E accusa l’amministrazione di aver risposto con l’ipotesi di una gara «come se fosse in gioco l’assegnazione di quattro mura qualsiasi e non la continuità di un servizio pubblico essenziale».
La sua è una denuncia politica netta: «Qui cade la maschera di una sinistra di facciata, buona per i comunicati e per le passerelle, ma incapace di assumersi responsabilità reali».
Sinistra Italiana: “Un’esperienza così non si liquida con freddezza burocratica”
Toni diversi, ma stessa preoccupazione, arrivano dal circolo PPP di Sinistra Italiana Grottaglie.
Il partito definisce la DAST «una straordinaria esperienza solidale» e invita l’amministrazione a non permettere che «una attività ultraventennale, che tutela i bisogni di tantissimi utenti e delle loro famiglie, venga a cessare».
Sinistra Italiana chiede di raccogliere «l’appello del presidente Enzo Bovino» e invita il Comune a «consultare esperti amministrativisti» per individuare una soluzione rapida e praticabile.
«Il tempo c’è», scrivono, «ma serve volontà politica».

Il M5S: “Serve chiarezza, subito”
Anche il Movimento 5 Stelle interviene, chiedendo trasparenza e tempi certi.
I pentastellati esprimono forte preoccupazione per l’incertezza in cui versa la cooperativa e sollecitano l’amministrazione a chiarire «quali siano le intenzioni, quali i passaggi previsti e quali garanzie si intendano offrire alle famiglie coinvolte».
Una città che non vuole perdere un pezzo della sua anima
La vicenda DAST non è solo un caso amministrativo: è diventata un termometro politico e civile.
Le opposizioni, pur con linguaggi diversi, convergono su un punto: non si può lasciare che un’esperienza sociale così radicata venga travolta da ritardi, silenzi e scelte opache.
Intanto, le famiglie aspettano.
Gli operatori aspettano.
E Grottaglie guarda al Palazzo, chiedendo una risposta che non sia un’altra promessa, ma un atto concreto.Perché quando si parla di dignità, autonomia e futuro di chi ha più bisogno, il tempo non è un dettaglio: è tutto.

