Sotto la presidenza del dr. Salvatore Lenti, la XXI edizione di Medici per San Ciro mette al centro l’odontoiatria speciale con il dottor Bonfrate

Grottaglie (Ta) – Ci sono temi che restano ai margini del dibattito pubblico finché qualcuno non decide di illuminarli con la forza della competenza e della responsabilità civile. La ventunesima edizione di Medici per San Ciro, presidente il dr. Salvatore Lenti, ha scelto di farlo dedicando l’intero convegno all’odontoiatria speciale, un ambito che riguarda migliaia di famiglie ma che troppo spesso rimane invisibile. Un meeting in collaborazione con IDEA, curato dalla sua rappresentante dott.ssa Rossella Abbondanza presidente della ASO ( Assistenti Studi Odontoiatri).
In un territorio come la Puglia, dove le strutture attrezzate per accogliere pazienti con disabilità gravi sono poche e sovraccariche, parlare di accesso alle cure dentali significa affrontare una questione che è insieme sanitaria, sociale e profondamente umana.

Il dottor Michele Bonfrate, medico odontoiatra e tra i promotori dell’iniziativa, ha portato al centro della discussione non solo i limiti del sistema, ma anche le possibilità concrete di miglioramento: dalla formazione degli studi privati alla prevenzione, fino all’importanza dell’igiene orale come primo presidio di salute.
L’incontro è stato arricchito da momenti di intensa partecipazione emotiva, come l’intervento di Suor Elda, novantenne missionaria, che ha ricordato a tutti il valore della carità come gesto quotidiano e silenzioso. Un messaggio che si intreccia perfettamente con la missione del CEAS, il Centro Accoglienza e Salute del Monastero delle Clarisse, dove da anni medici volontari offrono assistenza gratuita agli indigenti.
In questo contesto, l’intervista che segue vuole restituire non solo i contenuti del convegno, ma anche lo spirito che lo anima: un impegno concreto, competente e profondamente umano verso chi ha più bisogno.
Dottor Bonfrate, la ventunesima edizione di Medici per San Ciro ha scelto un tema delicato e spesso poco conosciuto: l’odontoiatria speciale. Perché questa scelta?

L’idea nasce dall’urgenza di dare voce a persone che, troppo spesso, restano invisibili. Parliamo di pazienti con disabilità gravi, soprattutto neurologiche, che non riescono nemmeno ad aprire la bocca o a mantenere una posizione stabile sulla poltrona odontoiatrica. Per loro, una semplice visita può diventare impossibile. Abbiamo voluto sensibilizzare istituzioni e cittadini su un problema reale, quotidiano, che pesa enormemente sulle famiglie.
In Puglia, però, le strutture attrezzate per accogliere questi pazienti sono poche.
Esatto. Oggi i centri specializzati sono solo quattro: Lecce, Bari, San Giovanni Rotondo e Acquaviva delle Fonti. Sono realtà eccellenti, ma insufficienti. Le liste d’attesa arrivano anche a un anno. Immagini cosa significhi per un genitore che vede il proprio figlio soffrire e non può intervenire tempestivamente. È una situazione che richiede un intervento strutturale.

Durante il convegno avete discusso anche di possibili soluzioni. Quali sono le più urgenti?
La prima è la formazione. Se almeno una parte degli studi privati fosse preparata a gestire i casi meno complessi, le strutture pubbliche potrebbero concentrarsi sui pazienti più gravi. Ma formare un team, acquistare attrezzature specifiche, adeguare gli ambienti… tutto questo ha costi importanti. Molti studi non possono sostenerli da soli. Servono incentivi, linee guida, un supporto concreto.
Un altro punto centrale è stato quello dell’igiene orale, spesso sottovalutata.
Assolutamente. L’igiene orale è la prima forma di prevenzione, soprattutto per disabili e anziani. A Taranto abbiamo aperto un centro dedicato esclusivamente alla pulizia dentale per pazienti disabili. È un servizio semplice, ma fondamentale: rimuovere placca e tartaro significa evitare infezioni, dolore, malattie parodontali. Per molti di loro, una seduta di igiene può fare la differenza tra salute e sofferenza.

Uno dei momenti più emozionanti del convegno è stato l’intervento di Suor Elda, una missionaria di 90 anni. Cosa ha rappresentato per voi?
Suor Elda ha portato un messaggio di carità autentica, quella che non fa rumore ma cambia le vite. Ha letto un passo della Bibbia che parla del donarsi agli altri senza chiedere nulla in cambio. È esattamente lo spirito di Medici per San Ciro: da anni, attraverso il CEAS presso il Monastero delle Clarisse, offriamo assistenza medica gratuita agli indigenti. Le sue parole hanno ricordato a tutti noi perché facciamo quello che facciamo.
Dalla prima lettera di Paolo ai Corinzi 13, 1-13 – Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

Prima di salutarci, un accenno alle sue attività nelle scuole. Perché ha scelto di investire tempo nell’educazione dei più piccoli?
Perché la prevenzione nasce lì. Insegnare ai bambini l’importanza dell’igiene orale e di una corretta alimentazione significa costruire adulti più consapevoli e più sani. Quando un bambino capisce che lavarsi i denti non è un obbligo ma un gesto di cura verso se stesso, abbiamo già vinto metà della battaglia. E poi, parlare con loro è sempre un’esperienza che arricchisce anche noi.

Dottor Bonfrate, grazie per il suo impegno e per aver condiviso con noi un tema così importante. Torneremo presto a parlare delle sue iniziative nelle scuole, perché la prevenzione è davvero un patrimonio da coltivare.
Grazie a lei per l’attenzione e per la sensibilità con cui affronta questi argomenti.

