“Parla con me” di Lilli D’Amicis – Pierantonio Lenti porta la Fiamma Olimpica: “Un’emozione che faccio ancora fatica a realizzare”
Il giovane professionista grottagliese tra i Tedofori dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026
Dalla compagnia teatrale degli Aretè ai grandi progetti nel mondo dello spettacolo: il percorso di un talento cresciuto a Grottaglie che oggi illumina la scena nazionale

C’è un istante, nella vita, in cui tutto sembra sospendersi. Per Pierantonio Lenti, giovane professionista grottagliese impegnato nel settore culturale e dello spettacolo, quell’istante è arrivato oggi, quando ha avuto l’onore di portare la Fiamma Olimpica nel percorso inaugurale dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026.
Lo contatto poco dopo la cerimonia, ancora con l’emozione viva che traspare dalle sue parole. «Oggi ho portato la Fiamma Olimpica ed è una cosa che faccio ancora un po’ fatica a realizzare», racconta. «Non sono mai stato una persona particolarmente sportiva e questa opportunità mi è capitata praticamente per caso, il che rende tutto ancora più memorabile».
Negli ultimi mesi Pierantonio ha lavorato nel Team Cultura dei Giochi Olimpici Invernali, un ruolo spesso lontano dai riflettori, fatto di riunioni, scadenze e tanto lavoro silenzioso. «Vederli iniziare oggi, proprio nel giorno in cui ho avuto la fortuna di essere tedoforo, ha dato a tutto un significato speciale che mi ricorderò per sempre».
Pierantonio lo conosco da quando era un bambino. Lo ricordo muovere i primi passi nella compagnia teatrale degli Aretè, capitanata da Giuseppina Nigro (anche lei teodofora a Torino vent’anni fa e maestra di Pierantonio), con quella
naturalezza sul palco che non si insegna: si possiede. Aveva già allora una presenza scenica sorprendente, una curiosità viva, una maturità artistica che lasciava intuire un futuro luminoso. E non ci siamo sbagliati.
Dopo gli anni da brillante studente al Liceo Moscati di Grottaglie, ha conseguito la Laurea triennale in DAMS – Discipline dello Spettacolo all’Università del Salento. Oggi è laureando magistrale in Economia e Gestione delle Aziende dello Spettacolo all’Università Cattolica di Milano, un percorso che unisce creatività, competenze manageriali e una visione contemporanea del settore culturale.
Nel suo bagaglio professionale figurano già progetti di rilievo, collaborazioni importanti e un impegno costante nel costruire cultura con serietà e passione.
Nonostante gli studi e il lavoro lo portino spesso lontano, Pierantonio non ha mai reciso il legame con la sua terra. «La Puglia è casa», dice con semplicità. E lo dimostra con i fatti: torna, partecipa, contribuisce, porta idee nuove e competenze fresche. È uno di quei giovani che non si limitano a ricordare le proprie radici, ma le nutrono e le trasformano in opportunità.
Oggi, con la Fiamma Olimpica tra le mani, ha portato un pezzo di Grottaglie lungo il percorso dei Giochi. Un gesto simbolico, certo, ma anche profondamente concreto: la testimonianza che i talenti cresciuti qui possono camminare nel mondo senza dimenticare da dove sono partiti.
La storia di Pierantonio è una di quelle che fanno bene a una comunità: racconta impegno, studio, visione; dimostra che i sogni, quando sono sostenuti da lavoro e determinazione, trovano la loro strada; ricorda che Grottaglie continua a generare energie nuove, capaci di farsi spazio nei contesti più prestigiosi.
Un giovane di cui andare fieri. Luifa parte della generazione di quei giovani che girano il mondo, ma poi tornano nella loro terra di origine per costruire, la cosiddetta “ritornanza”. E questa volta, davvero, non è solo un modo di dire.

