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Arti marziali (Muay Thai): Federico Chirico, un titolo italiano che profuma di Grottaglie

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“L’importante non è l’altezza, ma essere all’altezza” frase lapidaria del campione Chirico

C’è una linea sottile che unisce la determinazione personale all’orgoglio collettivo. Quando a vincere è un ragazzo di Grottaglie, quella linea diventa un ponte: tra la sua storia e la nostra, tra il sudore di una palestra e il respiro di un’intera comunità. Federico Chirico, classe 1994, ha portato quel ponte fin sopra il ring di Catania, conquistando il titolo italiano I.C.O. di Muay Thai nella categoria Supergallo. Una vittoria netta, limpida, costruita con disciplina e umiltà.

L’Edicola del sud del 7 febbraio 2026

Federico non è un atleta “capitato per caso” in questo sport. È un grottagliese doc che ha scelto la via più difficile: formarsi, cadere, rialzarsi, partire per la Thailandia per imparare la Muay Thai là dove è nata, e poi tornare a casa, al Karma Fight Lab, sotto la guida del maestro Claudio La Sorte. Una scelta che racconta molto più di un percorso sportivo: racconta un carattere.

I VALORI DELLA MUAY THAI SECONDO FEDERICO CHIRICO

DISCIPLINA Allenamento costante, metodo, sacrificio. Una scuola di vita che costruisce carattere.

RISPETTO Un codice etico chiaro: rispetto dell’avversario, del maestro, dei compagni e di sé stessi.

FRATELLANZA Sport individuale solo sul ring. In palestra si cresce insieme, come squadra.

CRESCITA EMOTIVA Aiuta a gestire stress, emotività e lucidità. Rafforza la mente quanto il corpo.

INCLUSIVITÀ Adatta a tutti: bambini, adulti, uomini, donne, persone con fragilità fisiche.

CONSAPEVOLEZZA Non è violenza: è tecnica, controllo, responsabilità. Scambi regolati, non risse.

INVITO Uno sport che Federico consiglia a chiunque voglia migliorarsi e trovare equilibrio.

«La passione è nata nel periodo delle superiori, quando ero in convitto a Locorotondo. Cercavo qualcosa che mi desse adrenalina e senso di gruppo. Ho provato una lezione di Muay Thai e da lì non ho più smesso», racconta Federico. Dopo gli studi universitari in Scienze animali e Sicurezza alimentare, è tornato a Grottaglie e da tre anni si dedica all’agonismo con costanza. «Ho trovato una palestra e un maestro davvero in gamba. E posso dirlo con certezza, dopo aver visto anche le migliori palestre in Thailandia.»

Sul ring di Catania, davanti a un avversario esperto e aggressivo come il tunisino Rawed Abidi, Chirico non ha tremato. Ha dominato tutti e cinque i round, crescendo fino a sfiorare il KO. «Nonostante la differenza di altezza di oltre 20 cm, ho scritto sui social: l’importante non è l’altezza, ma essere all’altezza», ha dichiarato con orgoglio. Un messaggio che vale più di mille parole.

La sua esperienza in Thailandia è stata totalizzante: «Ho vissuto come un fighter locale, dormivo in palestra, cucinavo con gli altri ragazzi, mi allenavo ogni giorno. Ho vinto per KO al primo round contro un atleta thailandese esperto. È stata una vittoria personale, contro chi lo pratica da bambino, mentre io l’ho coltivato in un contesto dove questa cultura non esiste.»

Ma il punto non è solo la cintura. Il punto è ciò che rappresenta.

Federico parla della Muay Thai come di uno stile di vita: «È terapeutica. Ti aiuta ad affrontare i problemi con più calma e freddezza. Ti dà sicurezza, senso di fratellanza, disciplina. E soprattutto ti insegna a metabolizzare le sconfitte, a migliorarti e riprovarci.» Non è uno sport violento, precisa: «Si combatte con consapevolezza, rispetto e tecnica. Non sono mazzate di strada, ma scambi di attacco e difesa.»

Grottaglie applaude Federico Chirico. E lo fa con la consapevolezza che questo titolo non è un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio. Per lui, per il suo team, e per tutti quelli che credono che la passione – quando è autentica – può diventare destino.

E proprio per questo, Federico lo consiglia a tutti: bambini, adulti, uomini e donne. Perché la Muay Thai non è una disciplina violenta, ma un percorso di crescita, rispetto e consapevolezza. Uno sport che costruisce, non che distrugge. Uno sport che educa. Uno sport che unisce.

 


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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