Arti marziali (Muay Thai): Federico Chirico, un titolo italiano che profuma di Grottaglie
“L’importante non è l’altezza, ma essere all’altezza” frase lapidaria del campione Chirico
C’è una linea sottile che unisce la determinazione personale all’orgoglio collettivo. Quando a vincere è un ragazzo di Grottaglie, quella linea diventa un ponte: tra la sua storia e la nostra, tra il sudore di una palestra e il respiro di un’intera comunità. Federico Chirico, classe 1994, ha portato quel ponte fin sopra il ring di Catania, conquistando il titolo italiano I.C.O. di Muay Thai nella categoria Supergallo. Una vittoria netta, limpida, costruita con disciplina e umiltà.

Federico non è un atleta “capitato per caso” in questo sport. È un grottagliese doc che ha scelto la via più difficile: formarsi, cadere, rialzarsi, partire per la Thailandia per imparare la Muay Thai là dove è nata, e poi tornare a casa, al Karma Fight Lab, sotto la guida del maestro Claudio La Sorte. Una scelta che racconta molto più di un percorso sportivo: racconta un carattere.
I VALORI DELLA MUAY THAI SECONDO FEDERICO CHIRICO
DISCIPLINA Allenamento costante, metodo, sacrificio. Una scuola di vita che costruisce carattere.
RISPETTO Un codice etico chiaro: rispetto dell’avversario, del maestro, dei compagni e di sé stessi.
FRATELLANZA Sport individuale solo sul ring. In palestra si cresce insieme, come squadra.
CRESCITA EMOTIVA Aiuta a gestire stress, emotività e lucidità. Rafforza la mente quanto il corpo.
INCLUSIVITÀ Adatta a tutti: bambini, adulti, uomini, donne, persone con fragilità fisiche.
CONSAPEVOLEZZA Non è violenza: è tecnica, controllo, responsabilità. Scambi regolati, non risse.
INVITO Uno sport che Federico consiglia a chiunque voglia migliorarsi e trovare equilibrio.
«La passione è nata nel periodo delle superiori, quando ero in convitto a Locorotondo. Cercavo qualcosa che mi desse adrenalina e senso di gruppo. Ho provato una lezione di Muay Thai e da lì non ho più smesso», racconta Federico. Dopo gli studi universitari in Scienze animali e Sicurezza alimentare, è tornato a Grottaglie e da tre anni si dedica all’agonismo con costanza. «Ho trovato una palestra e un maestro davvero in gamba. E posso dirlo con certezza, dopo aver visto anche le migliori palestre in Thailandia.»
Sul ring di Catania, davanti a un avversario esperto e aggressivo come il tunisino Rawed Abidi, Chirico non ha tremato. Ha dominato tutti e cinque i round, crescendo fino a sfiorare il KO. «Nonostante la differenza di altezza di oltre 20 cm, ho scritto sui social: l’importante non è l’altezza, ma essere all’altezza», ha dichiarato con orgoglio. Un messaggio che vale più di mille parole.
La sua esperienza in Thailandia è stata totalizzante: «Ho vissuto come un fighter locale, dormivo in palestra, cucinavo con gli altri ragazzi, mi allenavo ogni giorno. Ho vinto per KO al primo round contro un atleta thailandese esperto. È stata una vittoria personale, contro chi lo pratica da bambino, mentre io l’ho coltivato in un contesto dove questa cultura non esiste.»
Ma il punto non è solo la cintura. Il punto è ciò che rappresenta.
Federico parla della Muay Thai come di uno stile di vita: «È terapeutica. Ti aiuta ad affrontare i problemi con più calma e freddezza. Ti dà sicurezza, senso di fratellanza, disciplina. E soprattutto ti insegna a metabolizzare le sconfitte, a migliorarti e riprovarci.» Non è uno sport violento, precisa: «Si combatte con consapevolezza, rispetto e tecnica. Non sono mazzate di strada, ma scambi di attacco e difesa.»
Grottaglie applaude Federico Chirico. E lo fa con la consapevolezza che questo titolo non è un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio. Per lui, per il suo team, e per tutti quelli che credono che la passione – quando è autentica – può diventare destino.

E proprio per questo, Federico lo consiglia a tutti: bambini, adulti, uomini e donne. Perché la Muay Thai non è una disciplina violenta, ma un percorso di crescita, rispetto e consapevolezza. Uno sport che costruisce, non che distrugge. Uno sport che educa. Uno sport che unisce.

