Sicurezza, giovani e comunità: a Grottaglie una mattinata di confronto sincero
Una mattinata di confronto tra istituzioni, esperti e studenti per ripensare sicurezza, benessere giovanile e vita comunitaria
Nella Sala Consiliare di Grottaglie (Ta) si è svolto un incontro dedicato al rapporto tra giovani, sicurezza e comunità, un tema che oggi richiede coraggio, ascolto e responsabilità condivisa. L’iniziativa, promossa dai consiglieri

comunali Vito Rossini e Giusi Cassese, ha visto la presenza del sindaco Ciro D’Alò, che ha portato il suo saluto istituzionale e un intervento introduttivo prima di lasciare spazio ai relatori e al confronto con gli studenti.

A coordinare i lavori è stata la professoressa Laura Sebastio, docente e figura di riferimento nel mondo scolastico locale. Nel suo intervento ha richiamato l’importanza di un dialogo autentico tra giovani, famiglie, scuole e istituzioni. La sicurezza, ha ricordato, non è solo assenza di pericoli, ma un clima educativo in cui i ragazzi possano crescere senza sentirsi soli o sopraffatti.
Il senatore Mario Turco, economista e docente universitario, ha portato la prospettiva delle istituzioni nazionali. Ha

sottolineato quanto la fiducia sia un elemento strutturale della sicurezza e ha invitato i giovani a guardare con spirito critico i modelli proposti dai social, costruendo il proprio futuro con consapevolezza.

La consigliera regionale Annagrazia Angolano, forte di vent’anni di esperienza giornalistica, ha offerto una lettura profonda del disagio giovanile. Ha spiegato che la violenza è spesso un grido di dolore e ha richiamato la responsabilità collettiva di istituzioni, scuola e famiglia nel prevenire e nel costruire una rete di protezione efficace.

Il dirigente nazionale autonomi di Polizia Aldo D’Onghia ha portato la voce delle forze dell’ordine, ricordando che la “strada” dovrebbe tornare a essere un luogo di socializzazione e crescita, non solo un teatro di degrado. La sicurezza, ha detto, nasce anche dal recupero di questi spazi e dalla fiducia nelle istituzioni, a partire dalla famiglia.

L’intervento del dottor Orazio Antonio Lippolis, psichiatra e direttore del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale Moscati, ha affrontato temi di grande rilevanza sociale e sanitaria. Ha evidenziato come l’isolamento sociale, sempre più diffuso tra giovani e adulti, possa sfociare in ansia, depressione e forme di devianza. Ha richiamato l’importanza di un ascolto competente, capace di offrire ai ragazzi un sostegno reale e non giudicante.
Ha messo in guardia dai danni delle droghe, incluse quelle considerate “leggere”, che possono provocare gravi conseguenze neurologiche e psichiatriche. Ha parlato dello stigma che ancora circonda la salute mentale e del ruolo decisivo di genitori e insegnanti nel riconoscere segnali come isolamento, calo del rendimento e cambiamenti comportamentali.
Ha affrontato anche il tema del bullismo, fisico e digitale, e la carenza di psichiatri e risorse nel sistema sanitario, proponendo la creazione di piccoli hub territoriali di supporto. La cura, ha ricordato, non è solo farmacologica: richiede dialogo, presenza e un ambiente accogliente. Ha concluso incoraggiando i giovani a chiedere aiuto senza timore.
La professoressa

, docente di Pedagogia Sociale all’Università Aldo Moro, distaccata al comparto jonico di Taranto, ha presentato una riflessione approfondita sul tema della sicurezza e del benessere dei giovani all’interno della comunità. Durante il suo intervento, ha sottolineato l’importanza di considerare la sicurezza non solo come assenza di pericolo, ma come una condizione che consente agli individui di affrontare il mondo senza esserne sopraffatti, di progettare il proprio futuro senza angoscia e di assumersi responsabilità senza sentirsi soli.
La professoressa ha evidenziato che la sicurezza deve essere interpretata come una categoria antropologica, educativa e storica, legata alle paure e alle crisi di ogni epoca. Ha inoltre sottolineato il ruolo cruciale degli adulti nel garantire un’educazione che prepari i giovani a vivere il mondo con coscienza e responsabilità, citando il concetto di “natalità” elaborato dalla filosofa Hannah Arendt. Secondo la Schiedi, l’educazione è un atto politico che richiede agli adulti di assumersi la responsabilità del mondo e di trasmettere ai giovani un’eredità che li renda capaci di affrontare le sfide della società.
Infine, ha collegato la sicurezza al contrasto della povertà educativa, considerandola un elemento chiave per prevenire fenomeni di disagio, violenza e marginalità tra i giovani, e ha condiviso i risultati di progetti universitari e iniziative locali mirate a promuovere il benessere e la sicurezza nella comunità di Taranto.

La divulgatrice ed economista ambientale Annatina Fanigliulo ha portato un contributo originale e profondamente umano. Ha raccontato l’esperienza dell’orto comunitario dell’Università di Siena, diventato luogo di incontro e benessere. La sua provocatoria “ricetta del cazzeggio” non è un invito alla superficialità, ma un manifesto per riscoprire il valore del tempo condiviso, della leggerezza e della socialità reale. In un’epoca dominata dall’iperconnessione, Fanigliulo propone un “digital inverso”: meno schermi, più presenza; meno isolamento, più comunità.
A chiudere il ciclo degli interventi è stata la dottoressa Annagrazia Lenti, magistrato presso il Tribunale di Taranto, con una riflessione di grande spessore sulla tutela dei minori nella dimensione digitale. Ha richiamato il parere della garante per l’infanzia e l’adolescenza, la dottoressa Terrani, sul disegno di legge del 2025 dedicato alla protezione dei minori online, evidenziando i rischi del “capitalismo della sorveglianza”, che mira a mantenere gli utenti costantemente connessi.

La Lenti ha insistito sul concetto di “detox dal social”, un invito a ridurre l’uso dei dispositivi per riscoprire il valore delle relazioni umane. Ha criticato la cultura del giudizio online, capace di trasformarsi in uno stigma permanente, e ha richiamato il progetto “Strade in gioco”, che mira a creare spazi urbani sicuri dove bambini e ragazzi possano incontrarsi e vivere relazioni autentiche.
Ha invitato gli adulti a smettere di etichettare i ragazzi come “nativi digitali” e a recuperare un approccio più analogico, ricordando che educazione e istruzione restano fondamentali per costruire personalità solide. Ha concluso con un appello semplice e potente: riscoprire il valore del “vai a giocare fuori”.
L’evento, ideato dall’associazione Cantiere delle Idee Taranto 2050, ha coinvolto attivamente gli studenti dei Licei Moscati e Calò di Grottaglie, con il supporto dei consiglieri comunali Giusi Cassese e Vito Rossini. La chiusura dell’incontro è stata caratterizzata dagli interventi di Vito Rossini e del senatore Mario Turco, che hanno offerto spunti di riflessione e proposte concrete per il futuro della comunità.
Rossini ha condiviso la sua esperienza personale, raccontando le difficoltà vissute durante l’infanzia e l’importanza di costruire un dialogo tra giovani e adulti per affrontare insieme i problemi sociali. Ha sottolineato la necessità di una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei ragazzi e ha lanciato l’idea di un progetto pilota per migliorare la sicurezza alle fermate degli autobus.
La proposta prevede l’installazione di telecamere e pulsanti SOS per garantire un intervento rapido delle forze dell’ordine in caso di emergenza, contribuendo a ridurre i disagi e a creare un ambiente più sicuro per i giovani.
Il senatore Mario Turco ha inoltre invitato i ragazzi a sviluppare un progetto per l’utilizzo degli spazi pubblici, definito come un “progetto del cazzeggio”, che permetta loro di esprimere idee e visioni su come vivere e animare le strade e le piazze di Grottaglie. Ha promesso il suo impegno, insieme al corpo docente e con il supporto della Regione Puglia, per finanziare e realizzare il progetto, dando ai giovani l’opportunità di contribuire attivamente alla vita della comunità.
Infine il sen.Turco ha sottolineato, ribadendo il ruolo fondamentale della politica e delle istituzioni nel sostenere progetti che favoriscano la partecipazione attiva dei ragazzi e la creazione di spazi sicuri e inclusivi.
Turco ha incoraggiato i presenti a collaborare per il bene comune, evidenziando il valore del dialogo e della condivisione di idee per il futuro di Grottaglie e dell’intera regione.

