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Ciro Lenti (Comparti C)una decisione che non chiude la battaglia, rigetto formale, riconoscimento sostanziale

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Il giudice respinge la domanda dei proprietari dei Comparti C, ma compensa le spese e riconosce la serietà della questione sollevata dal Comitato guidato dall’avv. Ciro Lenti. Una decisione che conferma l’esistenza di una profonda ingiustizia fiscale: terreni non edificabili tassati come se fossero pronti a diventare costruzioni, una persecuzione che da anni colpisce cittadini impossibilitati perfino a realizzare una cuccia per cani

La recente pronuncia sul contenzioso dei Comparti C è arrivata come un verdetto a metà: da un lato il rigetto della domanda dei proprietari, dall’altro un segnale tutt’altro che secondario. Il giudice, infatti, ha compensato integralmente le spese e ha riconosciuto che la questione sollevata dal Comitato Comparti C è seria, fondata e meritevole di attenzione.

Un passaggio che l’avv. Ciro Lenti, presidente del Comitato, definisce “un riconoscimento implicito della bontà delle nostre ragioni”. E non è difficile comprenderlo: quando un tribunale decide di non addebitare le spese a chi ha perso formalmente la causa, sta dicendo chiaramente che quella causa non era affatto temeraria. Anzi, che tocca un nodo irrisolto e profondamente ingiusto.

Una persecuzione fiscale che dura da anni

La vicenda dei Comparti C è ormai il simbolo di una distorsione fiscale che continua a colpire centinaia di proprietari. Terreni che non sono né agricoli né edificabili, sospesi in un limbo urbanistico che li rende inutilizzabili, ma che vengono tassati come se fossero pronti a ospitare villette o palazzi.

La realtà è ben diversa: su quei terreni non si può costruire nulla, nemmeno una cuccia per cani. Eppure l’IMU arriva puntuale, pesante, calcolata come se si trattasse di lotti edificabili a pieno titolo. Una finzione amministrativa che si traduce in una persecuzione fiscale a danno di cittadini che non hanno alcuna possibilità di valorizzare il proprio bene.

Il giudice lo ha visto: la questione è reale

La compensazione delle spese non è un dettaglio tecnico. È un messaggio. Significa che il tribunale ha riconosciuto che la domanda dei proprietari non solo era legittima, ma toccava un problema reale, concreto, irrisolto. Un problema che non può più essere ignorato dalle istituzioni.

È come se la sentenza dicesse: “Non possiamo accogliere la domanda in questa sede, ma ciò che denunciate esiste, pesa, e merita una soluzione politica e amministrativa”.

Il Comitato Comparti C: una battaglia che continua

L’avv. Lenti lo ripete da anni: questa non è una rivendicazione di comodo, ma una questione di equità fiscale. Non si può tassare un valore che non esiste. Non si può pretendere l’IMU su terreni che non hanno alcuna edificabilità reale. Non si può lasciare che cittadini onesti paghino per un diritto che non hanno.

La decisione del giudice, pur non risolutiva, conferma che la strada intrapresa è quella giusta. E rafforza la battaglia del Comitato, che ora più che mai chiede alle istituzioni di intervenire per sanare una stortura che dura da troppo tempo.

Ora serve il coraggio della politica

La sentenza non chiude la questione: la rilancia. Perché se perfino un tribunale riconosce che il problema esiste, allora è il momento che il Comune e il legislatore facciano la loro parte.

Finché i Comparti C resteranno in questo limbo, quei terreni devono essere tassati per ciò che sono: non edificabili. Tutto il resto è ingiustizia.


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Redazione Oraquadra

Oraquadra è una testata giornalistica on-line, fondata dalla giornalista Lilli D'Amicis (Arcangela Chimenti D'Amicis), con autorizzazione n.808 del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.Oraquadra.info è ospitato sui server di VHosting.itForo competente: TarantoEditore: Arcangela Chimenti D'AmicisDirettore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'AmicisLegal Advisor: avv. Michela TomboliniFVproductions (Mario Perrone)Redazione: oraquadraredazione@libero.itWhatsApp 3348331312

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