Quando la Bellezza bussa alla porta – Pina Colitta e il suo format “Libri in famiglia”
di Stefania Romito
Esistono gesti che hanno il potere di ricucire lo strappo tra la frenesia del mondo esterno e il bisogno silenzioso di appartenenza che portiamo dentro. Il format “Libri in famiglia: quando una storia trova la sua casa”, ideato da Pina Colitta, non è semplicemente un evento letterario. È un atto d’amore, una piccola rivoluzione gentile che riporta la cultura lì dove batte il cuore della vita. Tra le mura domestiche.
Chi ha avuto il privilegio di immergersi nelle pagine de La bambina nel catino (Collana Nuovo Rinascimento Milano – Passerino Editore) sa che la scrittura di Pina Colitta non si limita a narrare. Evoca, accarezza, scava. Questo format ne è la naturale ed emotiva estensione. Se il libro è un seme, “Libri in famiglia” è il terreno fertile in cui quel seme germoglia, protetto dal calore di un abbraccio collettivo.
In un’epoca dominata da schermi freddi e distanze asettiche, Pina Colitta sceglie di fare un passo indietro verso l’autenticità. Le sue presentazioni non avvengono su palchi distanti, ma nei salotti, attorno a tavoli che profumano di caffè e di vita vissuta. Qui la letteratura perde la sua patina di sacralità accademica per riscoprire la sua missione più nobile. Farsi relazione.
Perché scegliere una casa? Perché la casa è il luogo dove togliamo le maschere. Quando una storia entra in una dimora privata, non è più un oggetto appoggiato su uno scaffale, ma diventa un’ospite d’onore. In questi incontri, il tempo sembra dilatarsi. Le parole di Pina trovano il silenzio giusto per sedimentare e gli sguardi dei lettori diventano specchi in cui l’autrice stessa si riflette.
È un’esperienza senza filtri, dove l’emozione circola libera come un soffio di vento tra le stanze, abbattendo quella barriera invisibile che spesso separa chi scrive da chi legge. La letteratura smette di essere solo letta. Viene vissuta. Diventa un ponte gettato sopra l’abisso dell’indifferenza.
Questo progetto ci ricorda che la cultura non è un bene di lusso da consumare in solitudine, ma un fuoco attorno al quale scaldarsi insieme. “Libri in famiglia” restituisce alla lettura la sua dimensione ancestrale di condivisione. È un invito a riaprire le porte, a generare dialogo, a riscoprire la gioia di ascoltare e di essere ascoltati.
Sostenere questo format significa credere in una cultura che si fa carne, che crea legami indissolubili e che ha il coraggio di essere, sopra ogni cosa, umana. Perché ogni libro è un battito di cuore che cerca un altro petto in cui risuonare. E quando una storia trova la sua casa, non stiamo solo leggendo un racconto, stiamo finalmente smettendo di sentirci soli.

