Vincenzo Frascella Floral Design: “Da Talsano a Sanremo, passando per la Puglia che crea”
Intervista a Vincenzo Frascella, il floral designer che sta firmando gli allestimenti di Villa Nobel per il secondo anno
La storia di Vincenzo Frascella è una storia che cresce mentre la si racconta. Una storia che parte da Talsano, dove vive e lavora ogni giorno nel suo esercizio commerciale di fiori, un laboratorio che è diventato punto di riferimento per

matrimoni di lusso ed eventi nazionali. È lì che nascono le sue idee, lì che si intrecciano ascolto, tecnica e visione. Ed è da lì che parte ogni volta che viene chiamato a trasformare spazi e atmosfere in tutta Italia.
È da Talsano che parte anche quest’anno, mentre è in corso uno degli impegni più prestigiosi della sua carriera: l’allestimento di Villa Nobel a Sanremo, cuore pulsante degli eventi collaterali del Festival.
Un incarico che gli viene riconfermato per il secondo anno consecutivo, dopo che l’anno scorso la wedding planner pugliese Flavia Robbe lo ha coinvolto per la prima volta nel progetto, intuendo la sua capacità di dialogare con un luogo così iconico.

Accanto a lui, in questi giorni intensi, c’è una squadra che arriva dalla stessa terra: Tiziana Di Muzio, Nello Fierro, Laura Moscaritolo, Pino e Nico Tedeschi. Una comunità in movimento, un pezzo di Puglia che lavora dentro uno dei palcoscenici più visibili d’Italia.
Vincenzo, continui a vivere e lavorare a Talsano. Quanto contano le radici mentre sei qui a Sanremo?
«Contano tutto. Il mio negozio a Talsano è il mio centro, il luogo dove ogni giorno ascolto, progetto, creo. È lì che nasce la mia estetica, quella che poi porto nei matrimoni di lusso e negli eventi nazionali. Anche ora che sono a Sanremo, so che ogni idea parte da lì. Le radici non mi trattengono: mi sostengono.»
Com’è iniziato tutto? C’è un momento preciso in cui hai capito che questo sarebbe stato il tuo mondo?
«Inizia tutto per gioco. Avevo 12 anni quando una mia vicina di casa aveva una fioreria e io giocavo sempre lì vicino. Un giorno mi disse: “Vuoi venire a darmi una mano in negozio?”. Io, così per gioco, risposi: “Sì, va bene”. Da lì parte tutto.
La passione si accende subito, perché la vena creativa l’ho sempre avuta: mi piaceva addobbare, creare, immaginare. È qualcosa di

innato. Poi, iniziando a vedere certe creazioni, mi sono appassionato davvero. Ho studiato, ho continuato a studiare anche mentre lavoravo. Ho studiato come grafico pubblicitario, specializzandomi sul colore, e ho seguito corsi formativi in tutta Italia.
La scuola Le Mani Parlano è stata fondamentale: da allievo sono diventato insegnante. È lì che ho capito che questo non era più un gioco, ma la mia strada.»
L’anno scorso sei arrivato a Villa Nobel grazie a Flavia Robbe. Che ruolo ha nel tuo percorso?
«Un ruolo fondamentale. Flavia Robbe ha creduto in me e nel mio stile. È stata lei a coinvolgermi nel progetto di Villa Nobel, aprendo una porta importante. Ha visto la mia capacità di interpretare gli spazi e di rispettare la storia dei luoghi. Da quella collaborazione nasce anche la conferma di quest’anno.»
Ora sei di nuovo qui, nel pieno del lavoro. Che cosa rappresenta questa riconferma?
«Rappresenta fiducia. Quando un incarico così importante ti viene rinnovato, significa che hai saputo ascoltare il luogo e trasformarlo senza snaturarlo. Villa Nobel non è un semplice spazio: è un simbolo, un racconto. Essere qui per il secondo anno è un onore e una responsabilità che vivo giorno per giorno.»


Come affronti un luogo così carico di storia mentre lavori?
«Con rispetto e misura. Villa Nobel ha una sua voce, una sua memoria. Io cerco di dialogare con essa. Ogni stanza chiede qualcosa di diverso: luce, colore, silenzio, ritmo. Il mio compito è creare atmosfere che accompagnino chi entra, che valorizzino la storia della villa senza mai sovrastarla.»
Qual è il concept che stai portando avanti quest’anno?
«Sto lavorando sull’idea di armonia in movimento. Sanremo è energia, ritmo, luce. Le composizioni che sto creando suggeriscono fluidità e profondità, con colori che dialogano con la luce naturale della villa e materiali che richiamano la terra e il mare. Voglio che chi entra percepisca un equilibrio vivo.»
Quest’anno sei arrivato con una squadra di Talsano. Quanto conta lavorare insieme?
«Conta tantissimo. Con me ci sono Tiziana Di Muzio, Nello Fierro, Laura Moscaritolo, Pino e Nico Tedeschi. Sono persone che conoscono il mio modo di lavorare, che condividono la stessa cura e la stessa attenzione. Portare una squadra di Talsano a Sanremo significa portare un pezzo della nostra comunità. È un orgoglio enorme vederli lavorare qui.»
Mentre il Festival è in corso, continui a seguire anche matrimoni di lusso ed eventi nazionali. Come si costruisce una reputazione così?
«Con costanza e ascolto. Ogni evento è un’occasione per dimostrare professionalità. La mia forza è trasformare le emozioni delle persone in scenografie floreali che parlano di loro. Non esiste un progetto uguale all’altro.»

C’è un momento del lavoro che, anche ora, ti emoziona più degli altri?
«Quando tutto prende forma. Anche qui a Villa Nobel, ogni giorno vedo un’idea che diventa realtà. È come vedere lo spazio respirare. E ogni volta è un’emozione nuova.»
Il lavoro di Vincenzo Frascella e della sua squadra è in corso proprio in queste ore.
Domenica, quando il Festival di Sanremo calerà il sipario, si chiuderà anche questa intensa settimana di creatività, fatica, visione e orgoglio pugliese.
Una storia che continua a dimostrare che:


- le radici sono una forza,
- la Puglia sa generare talenti e squadre capaci di distinguersi,
- la bellezza è un linguaggio che viaggia,
- un quartiere può arrivare ovunque,
- la professionalità quotidiana apre porte nazionali.
E mentre Sanremo vive i suoi ultimi giorni di festa, a Villa Nobel la Puglia continua a fiorire

