Nuova F1, vecchie ambizioni: chi dominerà l’era della svolta?
Il conto alla rovescia sta per scadere: venerdì mattina (notte fonda in Italia) le serrande dei garage di Melbourne si solleveranno e i motori verranno accesi. Così, come accade da 24 anni, il circuito dell’Albert Park segnerà il via del 77° Campionato Mondiale di Formula 1.
Il 2026 si apre con un profondo cambio regolamentare che coinvolge sia la componente motoristica — con una ripartizione quasi paritaria tra elettrico e combustione, quest’ultima alimentata da biocarburanti, in linea con la volontà della FIA e della Formula 1 di rispettare il programma emissioni zero — sia la componente aerodinamica, con monoposto più compatte in lunghezza e larghezza e l’abbandono dell’effetto suolo a favore dell’aerodinamica attiva.
Sembrano paroloni, e in effetti lo sono. La spiegazione tecnica è complessa — e sarebbe quasi lapalissiano dirlo — perché per progettare una vettura intervengono centinaia di ingegneri altamente specializzati. Per chi volesse approfondire, consiglio un bellissimo podcast di Giorgio Terruzzi, firma del Corriere della Sera, in cui intervista l’ex Team Principal Ferrari Mattia Binotto, oggi a capo del progetto F1 di Audi, e racconta nel dettaglio le nuove regole.
Un’altra novità di questo campionato sarà il debutto di una nuova scuderia, l’undicesima della griglia: la Cadillac. Il colosso americano, vista l’esplosione della popolarità della F1 negli Stati Uniti, ha deciso di intraprendere questa avventura affidandosi però ai motori Ferrari e a due piloti esperti ma ancora a digiuno di grandi successi: Sergio Pérez e Valtteri Bottas.
Anche la Alpine (ex Renault) ha cambiato propulsore: sotto la guida di Flavio Briatore si è deciso di dismettere il reparto motoristico francese, visti i risultati deludenti degli ultimi anni, e affidarsi ai motori Mercedes. Se Pierre Gasly ha sempre dimostrato il proprio valore, non si può dire lo stesso dell’argentino Franco Colapinto, sul quale gli occhi saranno puntati in modo particolare se non dovesse rispettare le aspettative.
Haas e Racing Bulls (ex Toro Rosso) non hanno apportato grandi modifiche, salvo la squadra satellite della Red Bull Racing con sede a Faenza, che ha assegnato un sedile all’unico rookie della stagione, Arvid Lindblad.
Particolare attenzione invece la meriteranno il debutto assoluto dell’Audi F1 Team e la Aston Martin. La scuderia dei quattro anelli, come detto, si è affidata a Binotto e ha acquisito il know-how della Sauber, costruendo internamente la power unit. Aston Martin, invece, si è consegnata al genio aerodinamico Adrian Newey e ai motori Honda. Qui però va aperta una digressione: nei test prestagionali la scuderia britannica ha fatto una pessima figura, vittima di un motore che oltre un certo regime va incontro a rotture importanti. Non si conosce quindi il vero potenziale della vettura né se il genio di Newey potrà esprimersi come in passato.
Anche la Red Bull di Max Verstappen ha cambiato propulsore: salutata Honda, ha sviluppato un motore interno in collaborazione con Ford. Nei test Max ha già mostrato ciò che solo lui sa fare: portare la macchina oltre il limite. Riuscirà Isack Hadjar a reggere il confronto?
I Campioni del Mondo della McLaren vogliono confermare il loro dominio, mentre la Mercedes resta la favorita assoluta, anche alla luce dei test e delle polemiche nate durante la pausa su una componente del motore che sfrutterebbe una zona grigia del regolamento per generare più cavalli. George Russell e il nostro Andrea Kimi Antonelli vorranno “ammazzare” il campionato e riportare gli allori a Toto Wolff.
E la Ferrari?
La SF-26 si è mostrata competitiva, con innovazioni tecniche e grande affidabilità motoristica. Lewis Hamilton e Charles Leclerc sembrano soddisfatti dei risultati e soprattutto fiduciosi in una stagione che potrebbe vederli protagonisti.
Non resta quindi che sperare che SF stia davvero per: Sembrerebbe Funzionare.
Appuntamento domenica mattina: spegnimento dei semafori alle 5. Sperando che il campionato resti confinato alle piste e non venga oscurato dai tragici venti di guerra che soffiano nel Medio Oriente.


