CHE DOMENICA BESTIALE
E che domenica bestiale, cantava Fabio Concato. E forse non esiste frase più azzeccata per raccontare questo straordinario weekend sportivo per il tricolore.
La domenica si è aperta con un evento che non accadeva da vent’anni. In Formula 1, nel Gran Premio di Cina 2026 disputato a Shanghai, un figlio della terra dei motori, il diciannovenne Andrea Kimi Antonelli, al volante della Freccia d’Argento – la Mercedes-AMG Petronas F1 Team – ha tagliato per primo il traguardo.
La corona d’alloro è quasi obbligatoria, come accadeva ai grandi vincitori automobilistici del passato. Non solo perché questa vittoria interrompe un digiuno lunghissimo per l’automobilismo italiano, ma anche perché nel weekend cinese Antonelli ha scritto una piccola pagina di storia. È diventato il più giovane pilota della storia della Formula 1 a conquistare una pole position e ha completato l’impresa con un autentico hat-trick: pole position, giro veloce e vittoria nello stesso Gran Premio (gli unici italiani presenti in questa particolare statistica sono Nino Farina, nel 1950, e Alberto Ascari nel 1953).
Ma Antonelli è soprattutto un ragazzo genuino. Appena sceso dalla macchina ha chiesto quasi di non farlo parlare, perché – ha confessato – altrimenti sarebbe scoppiato a piangere. La prima vittoria è qualcosa di indimenticabile. E l’augurio è che sia soltanto la prima di una lunga serie.
Se le Mercedes sembrano, almeno per ora, difficili da raggiungere, la Ferrari si dimostra comunque in crescita: capace di dare battaglia e spettacolo, ma ancora leggermente carente in termini di potenza del motore rispetto alla casa della stella. Nei primi due settori del circuito i tempi erano quasi identici, ma sul lungo rettilineo – dove serve tutta la cavalleria del motore – il Cavallino rampante perdeva circa mezzo secondo.
Eppure qualcosa di importante è arrivato anche da Maranello. Lewis Hamilton ha conquistato il suo primo podio con la Ferrari, davanti al compagno di squadra Charles Leclerc, segnale di un pilota che, dopo una stagione complicata, sembra aver ritrovato la competitività dei tempi migliori.
Ma la domenica bestiale non finisce qui. Prosegue lungo quella che gli americani hanno simpaticamente definito la “espresso way”.
La nazionale italiana di baseball ha infatti raggiunto, per la prima volta nella sua storia, la semifinale del World Baseball Classic. La partita contro Porto Rico, giocata nella serata di ieri, si è conclusa con un combattuto 8-6 per gli azzurri.
Una partita tattica e strategica, giocata sul filo dei lanci, con continui cambi sul monte da parte di entrambi i roster. Basi rubate, eliminazioni, basi piene: lo scenario più spettacolare che possa verificarsi in una partita di baseball.
Eppure l’Italia guidata da Francisco Cervelli ha dimostrato di saper attaccare, gestire e difendere. Ma soprattutto ha mostrato grande disciplina e una notevole solidità mentale.
Sul punteggio di 8-1, durante il settimo inning, la partita sembrava ormai chiusa. Ma i portoricani hanno reagito con orgoglio, segnando cinque punti e mettendo una pressione enorme sulla difesa azzurra. È stato il momento più delicato della partita. La perseveranza, la compattezza e la voglia di dimostrare il proprio valore hanno però permesso all’Italia di resistere e di conquistare una storica vittoria.
Un successo che vale il biglietto per Miami, dove si disputeranno semifinali e finale del mondiale.
Ad aspettare gli azzurri di capitan Pasquantino, nella notte tra lunedì e martedì, ci sarà il Venezuela.
E sempre negli Stati Uniti, ma sulla costa pacifica, sotto il sole di Palm Springs, Jannik Sinner ha raggiunto la finale del Indian Wells Masters. Il tennista altoatesino, dopo aver battuto Alexander Zverev, sfiderà il russo Daniil Medvedev, che ha superato – quasi a sorpresa – Carlos Alcaraz.
E sullo stesso cemento californiano, Flavio Cobolli e Belinda Bencic hanno conquistato il torneo di doppio misto.
Infine, a coronare questa domenica straordinaria, la rappresentativa italiana alle Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 ha stabilito il record di medaglie, raggiungendo quota quindici.
E allora sì, viene spontaneo ripeterlo:
E che domenica bestiale.
La domenica con te.

