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Francesco Occhibianco ricorda il prof Domenico Pinto, grande interprete dell’arte figulina che ci ha lasciati

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Il prossimo 28 maggio il professor Domenico Pinto avrebbe compiuto 81 anni. Se n’è andato in punta di piedi il maestro ceramista, uno straordinario interprete dell’arte figulina, un artista a tutto tondo della nostra città.

Grottaglie (Ta) – Insegnante di “Decorazione ceramica” presso l’Istituto statale d’Arte, fu allievo del “capasonaro” Ciro La Grotta, dal quale imparò i primi rudimenti e i “segreti” della ceramica. I suoi “mondi” erano due: quello di Federico II e quello di Ulisse, due “storie” parallele alle quali Pinto si è dedicato con tutta la sua anima, plasmando e modellando ora il ciclo del grande imperatore “Puer Apuliae” ora le peripezie del polìtropo Odisseo. Nel 2019 lo scrittore Raffaele Nigro, sulle pagine de “La Gazzetta del Mezzogiorno” (5 agosto 2019) scrisse di lui:

«È l’artista che più di tutti si muove tra le trame dei grandi poemi epici e ricava pupi rivestiti di vestiari medievali e molto colorati. Ecco la serie dei cavalieri dell’Odissea, il cavallo di Troia, le regine e i re di Sparta e Atene, il grande Alessandro di Macedonia. Ecco la corte di Federico II di Svevia, l’imperatore a piedi e a cavallo, le sue donne, Bianca Lancia, Costanza d’Aragona, i suoi dignitari, con a capo Pier delle Vigne. Il blu e l’oro abbondano, in uno sfavillio di rosa e turchese».

Pinto interpretava questi due “mondi” come un vero e proprio “affabulatore”, come un cantastorie. Così la sua bottega, incastonata in uno dei magazzini del castello episcopio “Giacomo D’Atri” che egli acquistò dalla Curia arcivescovile, si trasformava ogni giorno ora nell’antro del ciclope, popolato da quelli che Nigro («La Gazzetta del Mezzogiorno» del 13 agosto 2012) definì “pupi epici”, ora in una fastosa corte medievale, con un solo protagonista: lo “Stupor mundi”.

Una “grotta” nella “grotta”, il suo laboratorio, che fungeva anche da sala espositiva: una “officina” di idee, dove la creatività, la storia e il mito si prendevano per mano. Oggi Grottaglie ha perso uno degli interpreti più originali e raffinati dell’arte della maiolica.

 


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Redazione Oraquadra

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