Mostre d'ArteAccade in PugliaCultura&ArtePRIMO PIANOTaranto & Provincia

Art & Forma: Dialoghi tra Materia e Spirito nella Scultura Contemporanea

Condividi

Nel panorama artistico contemporaneo, tre scultori si distinguono per la capacità di dare voce alla materia con accenti profondamente differenti, eppure accomunati da una tensione espressiva che trascende la semplice forma

Luigi Arpaia

Il percorso inizia con Luigi Arpaia, che sposta l’attenzione verso una verticalità più asciutta e guerriera. Nelle sue opere, il ferro sembra raccontare la storia di un cavaliere errante di stampo fiabesco o di una sentinella meccanica posta a guardia di un tempo indefinito. L’inserimento di elementi circolari, come lo scudo decorato con una stella e le ruote dentate poste alla base, suggerisce un’idea di movimento perpetuo o il battito di una tecnologia arcaica ancora pulsante. La scelta cromatica, arricchita da sfumature verdi che richiamano l’ossidazione del rame, aggiunge una dimensione temporale profonda, facendo apparire la scultura come un reperto archeologico di una civiltà industriale mai esistita. È un pezzo che gioca magistralmente sulla silhouette, stagliandosi nello spazio con un’eleganza filiforme ma estremamente solida.

Passando all’opera di Annalisa Melle, ci si imbatte in un estremo espressionismo delle forme che colpisce immediatamente lo spettatore. La figura sull’altalena viene

Annalisa Melle

interpretata attraverso un allungamento quasi innaturale del braccio proteso verso l’alto, che trasforma un semplice gesto ludico in una tensione verso l’assoluto o in un grido silenzioso dell’anima. La pesantezza degli arti inferiori e dei piedi, volutamente sproporzionati e solidamente ancorati al piano visivo, contrasta violentemente con l’idea di leggerezza e volo intrinseca al soggetto. È un’opera che parla apertamente di uno sforzo esistenziale, dove il corpo sembra faticare a staccarsi dalla materia grezza per cercare una libertà che appare faticosa, quasi sofferta, ma necessaria.

Vincenzo Carbotti

Infine, con Vincenzo Carbotti, approdiamo a un’eleganza quasi arcaica e sospesa. La scelta di allungare le proporzioni conferisce ai suoi personaggi un’aura di distaccata nobiltà, evocando certe suggestioni della scultura del primo Novecento. Il contrasto cromatico tra il bianco latteo della smaltatura e i ricercati inserti geometrici e floreali in oro e bruno crea un ritmo visivo armonioso ed equilibrato. È un’opera che vive di silenzi e di linee pulite, dove i volti, appena accennati, lasciano spazio alla narrazione dei tessuti e delle posture, evocando un mondo cavalleresco e cerimoniale fermo nel tempo.

Tre artisti, tre linguaggi e tre materiali diversi che, nel loro insieme, offrono una riflessione profonda sulla condizione umana e sulla capacità dell’arte di rendere visibile l’invisibile.

 


Condividi

Redazione Oraquadra

Oraquadra è una testata giornalistica on-line, fondata dalla giornalista Lilli D'Amicis (Arcangela Chimenti D'Amicis), con autorizzazione n.808 del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.Oraquadra.info è ospitato sui server di VHosting.itForo competente: TarantoEditore: Arcangela Chimenti D'AmicisDirettore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'AmicisLegal Advisor: avv. Michela TomboliniFVproductions (Mario Perrone)Redazione: oraquadraredazione@libero.itWhatsApp 3348331312

Lascia un commento