“Parla con me” – Orazio Antonazzo (FdI): A proposito della rottamazione delle cartelle, scarsa informazione ai cittadini e responsabilità dell’Amministrazione comunale
In questa intervista senza filtri, Orazio Antonazzo (Fratelli d’Italia Grottaglie) attacca frontalmente l’amministrazione comunale e una parte dell’opposizione per il silenzio e l’inerzia sulla rottamazione delle cartelle esattoriali, una misura che potrebbe alleggerire il peso dei debiti di centinaia di famiglie in difficoltà. Antonazzo denuncia la distanza tra chi governa e chi vive la precarietà quotidiana, ricordando che non bastano uova di Pasqua, strenne o pacchi regalo nelle festività comandate per affrontare i disastri economici che colpiscono le famiglie più fragili, spesso già provate da lavoro stagionale, condizioni climatiche avverse e dal trauma del Covid, quando chi viveva di lavoro giornaliero è stato chiuso in casa senza alcuna tutela reale. Nel mirino anche alcuni consiglieri dell’opposizione, definiti “privilegiati con la pancia piena”, che hanno votato contro la proposta di adesione alla rottamazione. Un’intervista affilata, diretta, che mette a nudo contraddizioni politiche e responsabilità istituzionali.
Antonazzo, avete portato una delegazione di cittadini al Comune. Chi erano e cosa chiedevano?
Orazio Antonazzo: Erano cinque persone della 167 bis, famiglie che vivono la precarietà sulla pelle. Non nei discorsi, non nei post, ma nella vita reale.
Eppure quella zona viene trattata come un serbatoio di voti dal sindaco, che si presenta come il “protettore del popolo” ma poi non ascolta nessuno.
Sui social parla da un altare blindato: niente commenti, niente confronto. Una comunicazione che serve solo a proteggere la sua immagine, non a risolvere i problemi.
Perché la rottamazione delle cartelle è così decisiva?
Perché è una misura che può cambiare la vita a chi è in difficoltà.
La scadenza è il 30 aprile, e permette sconti e rateizzazioni.
Ma molti cittadini non lo sanno. E questo è gravissimo.
Un sindaco che si riempie la bocca di “popolo” dovrebbe essere il primo a informarlo. Invece ha scelto il silenzio.
E lo dico chiaramente: non bastano piccole strenne, uova di Pasqua o pacchi regalo nelle festività comandate per alleviare i disastri economici di queste famiglie.
La povertà non si addolcisce con un dono simbolico una volta l’anno.
La povertà si affronta con misure concrete, non con la beneficenza di facciata.
E aggiungo: molte di queste famiglie vivono condizioni durissime.
Ci sono persone che non possono lavorare per ragioni climatiche, stagionali, o perché il lavoro è a chiamata.
E non dimentichiamo il periodo del Covid: hanno recluso in casa tutti, e chi viveva di lavoro giornaliero è stato travolto da un danno enorme.
Quella ferita non si è mai rimarginata.
La misura riguarda anche i debiti verso il Comune?
Sì, ed è qui che si vede la distanza tra chi governa e chi vive la strada.
Tari, Tares, Imu: il Comune può aderire e dare respiro a chi non ce la fa.
A Grottaglie ci sono famiglie che vivono con 500 euro al mese. Per loro una cartella da 600 euro è un muro.
Una madre ci ha detto che non riesce a comprare le merendine ai figli perché ha una cartella della spazzatura.
Questa è la realtà.
Non quella dei salotti, non quella dei selfie istituzionali.
Avete chiesto al Sindaco di aderire alla rottamazione. Cosa è accaduto?

Abbiamo chiesto una commissione.
Risultato? Nessuna risposta. Nessuna convocazione. Nessuna assunzione di responsabilità.
Il sindaco e la sua maggioranza hanno scelto di ignorare il problema, come se la povertà sparisse chiudendo gli occhi.
Ma c’è un fatto ancora più grave:
una parte dell’opposizione ha votato contro la proposta.
E non parliamo di persone che vivono le difficoltà della gente comune.
Parliamo di consiglieri che vivono nel privilegio, che hanno redditi importanti, che non sanno cosa significhi rinunciare alla spesa per pagare una cartella.
Consiglieri che non hanno mai dovuto scegliere tra una bolletta e un pasto e quello che è più grave che dovrebbero fare opposizione e invece vanno a braccetto con il primo cittadino e i suoi sodali.
Io lo dico senza filtri: chi vive nel benessere totale non capisce la fame degli altri. E infatti ha votato contro.
È facile dire “no” quando il frigo è pieno e il conto in banca è al sicuro.
Qual è il messaggio che vuole lanciare all’Amministrazione D’Alò?
Che il tempo dei proclami è finito. La rottamazione è un’opportunità concreta, immediata, reale. Il Sindaco ha il dovere di informare, deve agire, deve assumersi la responsabilità che il suo ruolo impone.
E lo ripeto: non basta farsi vedere nelle feste comandate con un cesto in mano.
La politica vera si fa nei giorni difficili, non nelle foto di rito.
Qui non si parla di ideologie.
Si parla di dignità, di famiglie, di bambini che non devono pagare il prezzo dell’indifferenza politica.
Chi governa – e chi siede in Consiglio – deve ricordarsi che il proprio benessere personale non può diventare un filtro attraverso cui giudicare la vita degli altri.

