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LA DANZA DEI PENSIERI – La Vita mistero prezioso/ 2 puntata

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La scrittrice Loredana Fina, già autrice di “Nutri i tuoi demoni” in 9 puntate per la rubrica La danza dei Pensieri, con questo nuovo appuntamento ci conduce passo passo attraverso un intreccio tra il lieve racconto di sue esperienze di vita e la lettura ragionata di un volume molto interessante del filosofo e scrittore giapponese Daisaku Ikeda (1928-2023), presidente fondatore dell’Istituto Buddista Soka Gakkai International: “La vita mistero prezioso”, 1° edizione Soka Gakkai 1982, ultima edizione Giunti, 2021. Nato a Tokyo nel 1928, Maestro buddista, saggista e educatore, Ikeda ha fondato numerose istituzioni, tra cui le scuole e università Soka e il Tokyo Fuji Art Museum. Nel 1983 ha ricevuto il Premio delle Nazioni Unite per la Pace

 

Agosto 1987

Ero in Puglia per una vacanza con mio marito e mio figlio piccolo di 4 anni. Decidemmo con il nostro gruppo di amici di fare un tour di una decina di giorni per tutta la Puglia, uno di quei tour che si facevano negli anni ‘80, dormendo in campeggio e ricercando luoghi suggestivi in pieno contatto con la natura.

Eravamo arrivati con le nostre auto nel Leccese, e lì restammo per una settimana in concomitanza della festa Patronale di Sant’Oronzo di Lecce. Ci accampammo, con l’accordo del proprietario, in una di quelle meravigliose campagne nei dintorni di Lecce, con la terra rossa e gli ulivi secolari che ci garantivano il fresco durante i pomeriggi assolati, roventi e musicati dal canto dei grilli. L’acqua non mancava perché proprio lì, nei paraggi, c’era un pozzo artesiano che pescava dalle profondità di quella magica, atavica terra, acqua sorgiva di cui noi potevamo beneficiare.

Una mattina, mi svegliai all’alba e sentii una voce provenire dalle vicinanze, che cantava ripetendo armoniosamente una nenia.

Mi alzai ancora completamente in dormiveglia e, curiosa di capire cosa stesse avvenendo, fui attratta verso quel canto.

Ad una distanza di quattro o cinque ulivi dalla nostra zona campeggio, vidi una nostra amica (Rossella) seduta sotto un ulivo: gambe incrociate e mani giunte che trattenevano una strana collana in legno di sandalo (Jutzu).

Mi avvicinai ancora di più, capii che non dovevo disturbarla e in rispettoso silenzio mi misi in ascolto sedendomi accanto a lei. Quando Rossella terminò il suo canto le chiesi il significato di quelle parole e lei mi spiegò che non erano semplici parole ripetute a caso, ma che si trattava di un Sutra Buddista.

Era il Daimoku del Sutra del Loto.

Le risposi che averlo sentito, mi aveva attirata e in qualche maniera quasi ipnotizzata. La mattina seguente volli provare anch’io, insieme a Rossella a recitare il Daimoku del Sutra del Loto pronunciando ripetutamente le parole Sacre in Sanscrito: Nam Myoho Renge Kyo.

Dopo la recitazione scoprii che mi sentivo rigenerata, di ottimo umore e pronta per affrontare con il giusto ritmo l’ultima giornata di vacanza nonché, da lì a qualche altro giorno, il rientro a casa a Milano dopo le ferie. L’esperienza di quella recitazione fu il mio primissimo incontro con il Buddismo Mahayana di Nichiren Daishonin.

Ancora un’alba (digital landscape con Bryce 5.5 di S. Del Piano)

Gennaio milanese 1987

Gli inverni milanesi in quegli anni erano ancora tanto, tanto rigidi. A cavallo con le festività del Capodanno la nostra amica Rossella, anche lei rientrata a Milano, ci chiese di incontrarci per gli auguri di Capodanno e un caffè pomeridiano da condividere insieme.

Ci trovammo in un bar di Viale Monza e, quando arrivammo Rossella era già davanti all’ingresso del bar ad attenderci.

Trascorremmo piacevolmente quell’ora insieme tra chiacchiere, ricordi e risate. Poi Rossella ci invitò a salire da un suo amico, Savino, che abitava a un centinaio di metri dal bar dove eravamo seduti. Accettammo, e nel giro di pochi minuti arrivammo davanti al portone del palazzo di residenza di Savino.

Il portone si aprì e, salita una rampa di scale, ci trovammo davanti a un imponente ascensore in massiccio ferro battuto. Uno di quegli ascensori che, quando entri, senti subito quell’odore particolare di tabacco dolce che in realtà era il profumo della cera d’api utilizzata per lucidare i sedili e le finiture in legno di radica di noce dell’ascensore.

Ci trovammo su un ampio pianerottolo con i mattoni del pavimento a disegni geometrici in mosaico di marmo colorato. Di fronte, una porta alta, scura e lucidissima in legno antico, si aprì subito. Entrammo. Il profumo di incenso era intenso e lungo il corridoio persone in piedi che sembravano in attesa.

Rossella ci precedeva facendoci strada e salutando qualcuno qua e là. Percorremmo il lungo corridoio gremito di persone e arrivammo in una sala con luce soffusa: c’erano una cinquantina di ragazzi e ragazze, seduti su tappeti e cuscini per terra quasi uno sopra l’altro, tutti intenti a recitare Daimoku, davanti a un grande Butsudan (mobile che custodisce l’oggetto di culto) aperto e illuminato dove vi era appeso un Gohonzon (oggetto di culto in pergamena dove sono incisi i caratteri del Sutra del Loto Nam Myoho Renge Kyo).

L’atmosfera era carica di misticismo e molto, molto coinvolgente. In quegli anni il Buddismo di Nichiren Daishonin si stava propagando e i luoghi di culto a Milano non erano molti, dunque le riunioni (meeting) erano sempre super affollate.

Quel giorno fu il nostro primo incontro ufficiale ad una Cerimonia buddista che era appunto la Cerimonia del Gongyo della Nichiren Shoshu, in un gelido inverno del lontano 1987 milanese.

(continua…)

 

Dedico queste pubblicazioni al mio amato Maestro e 3° Presidente dell’Istituto Buddista Soka Gakkai International, Daisaku Ikeda, con immensa gratitudine per i suoi insegnamenti.

Domenica Loredana Fina 

leggi qui sotto la puntata precedente

LA DANZA DEI PENSIERI – La Vita mistero prezioso

 


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