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APERTAMENTE di Lilli D’Amicis – IL GRANDE RISVEGLIO (TARDIVO) DI CHI HA GOVERNATO COME SE LA CITTÀ FOSSE COSA PROPRIA

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Grottaglie (Ta) – Ci sono città che si risvegliano. E poi c’è Grottaglie, che si risveglia solo quando il potere sta per scivolare via dalle mani di chi lo ha tenuto stretto per oltre dieci anni.
Un risveglio tardivo, improvviso, quasi spasmodico, che oggi si manifesta in cantieri, annunci, pulizie straordinarie, promesse di restauri e sorrisi istituzionali che sanno più di resa dei conti che di visione.

La Pineta Frantella, lasciata marcire per anni dopo il devastante incendio del 15 agosto 2021, diventa improvvisamente priorità. Per cinque anni è stata un monumento all’abbandono: tronchi bruciati, vegetazione morta, un secondo incendio domato per miracolo, nessun intervento strutturale.
Ora, a un anno dalle elezioni, si corre.
E i cittadini, che non hanno l’anello al naso, lo dicono apertamente: perché proprio adesso?

Il parcheggio che si realizzerà in piazza Cafforio

Stesso copione per piazza Cafforio, improvvisamente riscoperta dopo anni di segnalazioni ignorate andate a vuoto, mentre il degrado la devastava sempre di più. Dove dovrebbe sorgere un parcheggio.

E ancora più clamoroso è l’annuncio trionfale della possibile “ristrutturazione” della  pericolante torre maestra del Castello Episcopio, che più di una ristrutturazione avrebbe invece urgente bisogno di un serio consolidamento strutturale e restauro conservativo della materia. Le problematiche che affliggono uno dei nostri simboli architettonici della Città di Grottaglie sono ben più gravi di un edificio da sottoporre a semplice ristrutturazione; ci troviamo di fronte a problematiche che contraddistinguono un fabbricato, vincolato in modo diretto, in stato di degrado, diroccato o fatiscente, tale da essere inagibile e quindi necessitante di lavori di consolidamento ultra specialistici nel campo dei Beni Culturali.
Un annuncio che poggia sul nulla: la torre insieme al castello è di proprietà della Curia tarantina, e non esiste alcuna convenzione firmata che autorizzi il Comune a intervenire.

E qui la memoria storica pesa.
Ai tempi del sindaco Vinci, l’allora arcivescovo Papa propose un baratto:

il Castello Episcopio al Comune,

in cambio di piazza Cafforio, da trasformare in spazio oratoriale per la parrocchia della Madonna delle Grazie.
Il Comune rifiutò.
Da allora, tutto fermo. E oggi si annuncia ciò che non si può fare.
Propaganda, non progettualità.

Sul fronte politico, il quadro è persino più desolante. L’opposizione è ridotta a un lumicino: chi la fa a intermittenza, chi l’ha fatta seriamente e poi ha mollato, chi continua con coerenza — come Lenti (FdI) — e chi l’ha fatta fino all’espulsione dal proprio partito (Pd), come Donatelli.
Il resto è un valzer di sedie, di silenzi, di riposizionamenti e se vogliamo voti favorevoli.

E poi c’è la maggioranza, che negli ultimi mesi ha ufficiosamente  più tre consiglieri di centrodestra: Ciro Gianfreda, Ottavio Orlando e Maria Santoro.
E qui il nodo politico diventa simbolico.
Maria Santoro è figlia del grande Michele Santoro, figura storica della centro destra grottagliese, uomo di coerenza, identità, radicamento che ha lottato fino all’ultimo dei suoi giorni di grande  sofferenza.
Vederne oggi la figlia a braccetto con l’amministrazione D’Alò ha lasciato molti cittadini senza parole.
Non per moralismi, ma per memoria: perché ci sono storie politiche che non si piegano senza lasciare cicatrici.

Intanto, la città vive una crisi profonda: recessione economica, disagio sociale, servizi in affanno, un tessuto comunitario che fatica a rialzarsi dopo la pandemia e dopo anni di un governo percepito da molti come autoritario, verticale, impermeabile al confronto.
Una città che ha visto spegnersi lentamente la partecipazione, la fiducia, la speranza. Oggi più di qualcuno si chiede chi siederà sulla prima poltrona della ex ridente cittadina delle ceramiche, si arriverà ad avere un sindaco enpatico, che lavori in modo disinteressato al bene comune che non approfitti del suo ruolo per crearsi una “posizione”, stessa cosa sarebbe auspicabile nei componenti della squadra di governo. Purtroppo bisognerà trovare una persona onesta, leale e coraggiosa perché le sorprese saranno tantissime e non belle,  oltre a riparare a seri danni di natura finanziaria.

E oggi, mentre si moltiplicano cantieri, annunci, pulizie straordinarie e promesse di restauri, resta una domanda che nessun comunicato potrà cancellare:
perché tutto questo arriva solo ora, quando il tempo politico sta per scadere? Una risposta ci sarebbe: il dopo D’Alò dovrà essere della stessa scuderia, un po’ sul modello Decaro per la Regione Puglia.

Grottaglie non merita un maquillage pre-elettorale.
Non merita un ultimo giro di giostra.
Non merita propaganda travestita da rinascita.

Merita verità.
Merita visione.
Merita rispetto.

E soprattutto merita che il futuro non sia costruito sulle macerie di un risveglio tardivo, ma sulla consapevolezza che una città non è proprietà di chi la governa: è patrimonio di chi la vive.


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Redazione Oraquadra

Oraquadra è una testata giornalistica on-line, fondata dalla giornalista Lilli D'Amicis (Arcangela Chimenti D'Amicis), con autorizzazione n.808 del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.Oraquadra.info è ospitato sui server di VHosting.itForo competente: TarantoEditore: Arcangela Chimenti D'AmicisDirettore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'AmicisLegal Advisor: avv. Michela TomboliniFVproductions (Mario Perrone)Redazione: oraquadraredazione@libero.itWhatsApp 3348331312

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