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PRESSO APPIA ROAD GALLERY UN PERCORSO DAL NATURALISMO ALLA NEW POP ART

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Di Antonio Caramia 

Il percorso visivo che si snoda attraverso queste cinque opere offre una narrazione affascinante dell’evoluzione stilistica contemporanea, partendo dalle radici profonde della terra per approdare a universi onirici e grafici. Nelle tele di  Vincenzo Alico e Tina Quaranta, il naturalismo si fa celebrazione dell’identità mediterranea; i loro ulivi secolari non sono semplici piante, ma sculture viventi scavate dal tempo. Mentre Alico immerge il tronco nodoso in un paesaggio vibrante di dettagli, tra trulli e cieli carichi di nuvole barocche, Quaranta sceglie una via più introspettiva, concentrando la forza drammatica sulla texture quasi ossea del legno, evocando un senso di resilienza ancestrale.

Spostando lo sguardo verso l’opera di Giuseppe Doria, la materia pittorica cede il passo a un’indagine psicologica condotta attraverso un chiaroscuro rigoroso e magnetico. Qui, il volto emerge dall’ombra con una precisione quasi fotografica, dove ogni riflesso nell’iride diventa un varco verso l’interiorità del soggetto, dimostrando come il bianco e nero possa essere più eloquente di un’intera tavolozza cromatica.

Questa tensione emotiva trova una risposta vibrante nella proposta di Rita Intermite, che traghetta l’osservatore nei territori della New Pop Art. Il ritratto di Frida Kahlo viene reinterpretato attraverso una scomposizione geometrica audace, dove campiture piatte e colori acidi dialogano tra loro per restituire un’icona che è al contempo classica e prepotentemente moderna.

Il viaggio si conclude infine con l’universo di Francesco Ferrulli, in cui la Pop Art si tinge di sfumature metafisiche e ludiche. La sua giostra di cavalli, immersa in un paesaggio punteggiato da cactus e stelle sospese, trasforma la realtà in un fumetto colto e sognante. La linea di contorno netta e l’uso di una simbologia gioiosa creano un ponte tra l’immaginario infantile e una riflessione più complessa sullo spazio e sul tempo, chiudendo il cerchio tra la solidità della natura iniziale e l’astrazione poetica finale.

 

 

 


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Redazione Oraquadra

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