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Tra Duse e Montale: a Collescipoli l’anima delle Arti celebra i grandi Centenari

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Nello splendido scenario dell’Ex Monastero di Santa Cecilia, nel cuore del Borgo di Collescipoli a Terni, si è consumato un incontro che ha saputo fondere storia, letteratura e musica in un’armonia rara. L’evento “Chiostro e Inchiostro: La voce delle Arti – L’Anima dei Libri” non è stato solo un appuntamento culturale, ma un vero e proprio viaggio sensoriale che ha anticipato le atmosfere del prestigioso Festival IncostieraAmalfitana.it.

Il successo della manifestazione porta la firma di una direzione artistica d’alto profilo, frutto della felice collaborazione tra Andrea Giuli e Alfonso Bottone, direttore del Festival IncostieraAmalfitana.it. Questa sinergia ha permesso di creare un ponte ideale tra l’Umbria e la Costiera Amalfitana, portando a Terni un’anteprima di quella raffinatezza che caratterizzerà i prossimi appuntamenti estivi sul litorale campano.

 

In uno di questi incontri, Stefania Romito (giornalista, scrittrice e curatrice dei due progetti scientifici internazionali dedicati a Eleonora Duse e Eugenio Montale) ha tratteggiato un ritratto intimo e potente di Eleonora Duse, esplorandone la sfera privata e professionale e mettendone in luce il coraggio pionieristico e la determinazione incrollabile. Dalla forza della “Divina” si è passati poi alla fragilità esistenziale di Eugenio Montale, analizzando quel “mal di vivere” cristallizzato nel centenario di Ossi di Seppia, un tema che ha risuonato con forza tra le mura secolari del chiostro, interrogando la sensibilità dei presenti.

Ma è stato nel momento del connubio tra parola e nota che l’evento ha raggiunto vette di autentico lirismo. La voce celestiale del soprano Laura De Vita e il tocco magistrale del Maestro Luigi Solidoro al pianoforte hanno trasformato l’atmosfera in un sogno ad occhi aperti.

Le note di brani immortali hanno preso vita con un’intensità quasi palpabile: “Vissi d’arte”, un’esecuzione carica di pathos che ha reso omaggio al sacrificio per l’arte caro alla Duse; “A Vucchella”, “Il pescatore canta” e “Marechiare”, che ha evocato i profumi e la luce del Mediterraneo.

La bravura immensa di questi artisti ha trovato una cassa di risonanza perfetta nell’architettura del chiostro: la musica riecheggiava tra le colonne e gli archi, avvolgendo il pubblico in un abbraccio sonoro. È stato un tripudio di sensazioni uniche. La voce della De Vita, vibrante e profonda, e la sapiente tecnica del Maestro Solidoro hanno creato un dialogo capace di commuovere e incantare. In quel gioco di echi tra pietre antiche e melodie eteree, il tempo è parso fermarsi, lasciando spazio solo alla bellezza pura.

L’evento si è concluso tra gli applausi scroscianti di un pubblico visibilmente emozionato, consapevole di aver vissuto un’anteprima d’eccezione che rimarrà impressa nel cuore di Collescipoli come un momento di altissima civiltà artistica.

 

 


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Stefania Romito

Stefania Romito è giornalista pubblicista e scrittrice.

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