Grottaglie (Ta) – Rendiconto 2025: il Consiglio che si sposta, la maggioranza che si incrina, il Sindaco che guarda già oltre
Il rendiconto 2025 svela una verità che in città si mormorava da tempo: una parte dell’opposizione si è ormai accodata al sindaco, mentre la maggioranza comincia a perdere pezzi. Santoro, Gianfreda e Orlando votano sì, certificando un avvicinamento politico che non ha più nulla di episodico. Ma mentre il sindaco incassa questi consensi, due astensioni pesanti – Alessandra Lacava e Giovanni Annicchiarico, già presidente del Consiglio nel primo mandato D’Alò – aprono una crepa evidente nella sua stessa coalizione. E tutto accade nell’ultimo anno del secondo mandato del sindaco, non più rieleggibile, mentre – secondo molte letture politiche – sono già in corso le manovre per costruire la successione e portare sulla poltrona di primo cittadino una figura a lui gradita. Le mosse sono iniziate, i segnali sono chiari, e il Consiglio di ieri ne è stata la prova più lampante.
Grottaglie (Ta) – Secondo una lettura politica critica, il Consiglio comunale dedicato al rendiconto 2025 ha mostrato con chiarezza ciò che da mesi si percepiva sottotraccia: gli equilibri non sono più quelli di un tempo. Non è stato un voto tecnico, né un semplice adempimento contabile. È stato un passaggio politico che ha messo a nudo alleanze nuove, distanze antiche e manovre future.
Da un lato, tre consiglieri provenienti dall’opposizione hanno scelto di sostenere il sindaco. Dall’altro, due membri della maggioranza hanno deciso di non seguirlo. In mezzo, un’aula che ha rivelato un movimento lento ma inesorabile: la geografia politica di Grottaglie sta cambiando pelle.
I voti favorevoli di Maria Santoro, Ciro Gianfreda e Ottavio Orlando hanno segnato un punto di svolta. Non sono stati tre sì episodici, ma tre scelte che, secondo molti osservatori, certificano un riallineamento politico ormai evidente.

Maria Santoro ha motivato il suo voto con un anno di osservazione ravvicinata dei lavori amministrativi. Secondo una lettura critica, il suo intervento ha avuto il sapore di una piena legittimazione dell’azione del sindaco, con un elenco di opere e cantieri che sembrano più una difesa dell’esecutivo che una valutazione autonoma.
Ciro Gianfreda ha costruito il suo intervento su un piano tecnico, ma la conclusione è politica:

voto favorevole. Secondo una lettura critica, il suo ragionamento ha mostrato un progressivo avvicinamento alla linea dell’amministrazione, giustificato dalla coerenza con il bilancio di previsione e dall’uso dei finanziamenti esterni. Un sì che, nella sostanza, normalizza un rapporto ormai consolidato.
Ottavio Orlando ha dato al suo voto una dimensione quasi simbolica: la “scommessa” lanciata dal sindaco, la collaborazione accettata, la volontà di superare l’astio politico. Secondo una lettura critica, il suo intervento ha segnato la definitiva uscita dall’opposizione e l’ingresso in un’area politica che sostiene l’amministrazione, anche sul piano del racconto pubblico.

Tre sì, tre traiettorie diverse, un unico esito: una parte dell’opposizione si è consegnata politicamente al Sindaco.
Tre percorsi diversi, un’unica direzione: una parte dell’opposizione ha scelto di sostenere l’Amministrazione. Una scelta che, secondo una lettura critica, indebolisce il ruolo di controllo e rafforza il Sindaco proprio nel momento in cui la sua maggioranza mostra segni di logoramento.
La vera notizia, però, è arrivata dall’altra parte dell’aula. Due astensioni interne alla maggioranza:
- Alessandra Lacava
- Giovanni Annicchiarico, figura storica del primo mandato D’Alò, quando ricopriva il ruolo di Presidente del Consiglio comunale.

Giovanni Annicchiarico – Alessandra Lacava
Due astensioni che, secondo molte ricostruzioni politiche, non sono un gesto isolato ma il sintomo di un rapporto ormai incrinato da tempo. Infatti una distanza che non nasce ieri e che ieri, semplicemente, è diventata pubblica.
Una dinamica che qualcuno sintetizza così, con un’ironia amara: “Ci eravamo molto amati, ma ora non più.”
Secondo una lettura critica, il contesto rende tutto ancora più significativo: il Sindaco è all’ultimo anno del suo secondo mandato, quindi non più rieleggibile.
E quando un sindaco non può più ricandidarsi, la politica si muove. Si muove sotto traccia, si muove nei corridoi, si muove nelle relazioni. Si muove per costruire il dopo.
Secondo diversi osservatori, le manovre sono già in corso: l’obiettivo sarebbe quello di far arrivare sulla poltrona di primo cittadino una figura gradita all’attuale sindaco, capace di garantire continuità politica e amministrativa. Un’operazione che richiede equilibri nuovi, alleanze trasversali, voti che arrivano da dove prima non arrivavano e se vogliamo qualcuno si sta già rivoltando nella tomba.
E il Consiglio di ieri, in questa lettura, è stato un tassello di quel mosaico.
Il quadro che emerge è quello di un Consiglio fluido, dove:
- una parte dell’opposizione si avvicina al Sindaco;
- una parte della maggioranza prende le distanze;
- il Sindaco, non più rieleggibile, sembra già lavorare alla successione;
- le manovre politiche si intrecciano con i voti amministrativi;
- ogni gesto, ogni astensione, ogni convergenza pesa più del previsto.
Il rendiconto 2025, alla fine, non è stato solo un documento contabile. È stato un segnale. Un indizio. Un passaggio che racconta una fase politica in cui tutto si muove, tutto si ricompone, tutto si prepara.
E mentre l’aula votava, la sensazione – secondo una lettura critica – era che il vero dibattito non fosse sul rendiconto, ma sul futuro. Un futuro che, a Grottaglie, sembra essere già iniziato ma con quali auspici è presto per dirlo, di sicuro sarà una bella gatta da pelare per chi vorrebbe una vera ed efficiente alternativa.

