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LA POSIZIONE DEL MOVIMENTO MEDITERRANEO SULLA NARRAZIONE DEL PRIMO MAGGIO A TARANTO

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Taranto – Il Movimento Mediterraneo, in merito agli interventi avvenuti durante il concerto del Primo Maggio a Taranto, intende esprimere la propria ferma posizione critica rispetto a una narrazione che riteniamo distante dalle reali esigenze della nostra città e del Paese.

Tommaso Montanari

Riteniamo che le parole del Rettore Tomaso Montanari e della relatrice Francesca Albanese abbiano trasformato un momento di riflessione collettiva sul lavoro e sui diritti in un esercizio di retorica divisiva e, in alcuni tratti, demagogica.

Francesca Albanese

“La cultura, per antonomasia, è lo strumento che unisce i popoli e permette il confronto tra idee diverse,” dichiara il Movimento. “Vedere un esponente di primo piano del panorama accademico come il Rettore dell’Università per Stranieri di Siena utilizzare un palco così importante per accostamenti storici forzati e studiati a tavolino, non fa che alimentare un clima di odio che non aiuta la crescita civile. Il ruolo delle istituzioni culturali dovrebbe essere quello di ricucire gli strappi, non di crearne di nuovi.”

Il Movimento esprime inoltre forte perplessità per il parallelismo tracciato da Francesca Albanese tra i bambini di Taranto e quelli di Gaza. Pur riconoscendo la gravità di ogni sofferenza umana, riteniamo che tali paragoni siano funzionali solo a una facile ricerca del consenso emotivo, senza offrire alcuna soluzione concreta al drammatico problema ambientale e sanitario in cui versa Taranto.

“Taranto merita rispetto e proposte serie, non di essere usata come fondale per battaglie ideologiche che nulla hanno a che fare con la riconversione del territorio o la tutela dei nostri cittadini. La demagogia non ha mai bonificato un ettaro di terra né creato un posto di lavoro sicuro.”

Il Movimento Mediterraneo continuerà a vigilare affinché il dibattito pubblico torni su binari di costruttività, verità e rispetto per le istituzioni e per la sofferenza della nostra comunità.

Ciro Marseglia

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Redazione Oraquadra

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