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RIFLESSIONI SULLE INIZIATIVE DI VALORIZZAZIONE DEI RITI DELLA SETTIMANA SANTA A TARANTO

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Periodicamente sorge un dibattito attorno alla valorizzazione dei Riti della Settimana di Taranto. Ovviamente non entriamo nel legittimo dibattito democratico all’interno della più importante Assise Cittadina, quanto piuttosto riteniamo opportuno condividere alcune riflessioni sul metodo e sui contenuti di una valorizzazione dei nostri Riti, che possa essere da noi condivisa

  1. I Riti della Settimana Santa sono un patrimonio spirituale della Comunità cristiana di Taranto ed hanno un risvolto positivo sul tessuto connettivo della Città. Ogni anno, in occasione di quelle manifestazioni di fede e di devozione popolare, partecipiamo allo spettacolo di una Città unita e coesa. Il primo principio di metodo, quindi, non può che essere quello della unità e della coesione.
  2. I Riti della Settimana Santa sono organizzati e sostenuti dalle Confraternite e dalla generosità dei Confratelli, che vivono quella esperienza di fede come espressione del loro rapporto con Gesù e della loro partecipazione alla missione della Chiesa. Il secondo principio di metodo, quindi, è che i Riti devono mantenere la loro natura spirituale e devozionale, come evento di annuncio dell’amore del Signore verso l’umanità. Ogni loro valorizzazione – culturale, economica, di rilancio del territorio e del suo patrimonio culturale, sociale e storico – non può prescindere da questo nucleo spirituale centrale e determinante.
  3. I Riti della Settimana Santa, organizzati dalle Confraternite, poiché partecipati da migliaia di persone e in qualche modo riconosciuti come bene dell’intera Comunità cittadina (e non solo), ricevono il sostegno convinto delle Istituzioni cittadine. I tempi che precedono i Riti vedono coinvolte le più importanti Istituzioni cittadine (Prefettura, Comune, Questura, Forze dell’Ordine, Polizia Locale) e di tanti uomini e donne, impegnati in molteplici modi, perché ogni cosa possa svolgersi ordinatamente a decoro stesso dei Riti e per la sicurezza di tutti. Viene da sé che un terzo principio di metodo, quindi, è che ogni iniziativa attorno ai Riti va condivisa con le Confraternite sin dall’inizio della sua elaborazione e deve da queste essere condivisa nei luoghi istituzionali della vita cittadina.

Enucleati questi principi di metodo, non possiamo neppure esimerci da un punto di verità sulla questione di cui si tratta in modo specifico.

Durante l’ultima Settimana Santa i Priori delle Confraternite del Carmine e dell’Addolorata, suffragati dal sostegno dei Padri Spirituali, hanno condiviso con il Sindaco la necessità di istituire un tavolo istituzionale di concertazione tra le Confraternite ed il Comune per promuovere i Riti della Settimana Santa come volano di valorizzazione e promozione della Città, ma anche come tavolo di dialogo per migliorare costantemente lo svolgimento dei Riti stessi.

Poiché si era attivato questo canale di interlocuzione istituzionale, si era richiesto di evitare ulteriori iniziative, ancorché lodevoli nel contenuto e nelle motivazioni, ma che avrebbero rischiato di sovrapporsi a quella a cui si stava dando vita e che comunque non corrispondeva ai principi metodologici su esposti.

Spiace che si sia scaduti nel linguaggio del “contenzioso politico” anziché del “confronto politico” e che attorno ai nostri Riti sia state usate parole come “opposizione ai Riti” o “strumentalizzazione dei Riti”.

Per evitare situazioni di questo tipo è proprio necessario che si tratti di questo tema con le Confraternite (né senza, né prima, né avanti, né dietro, né sopra, né sotto) e nei tavoli ufficiali stabiliti con le Istituzioni.

Che attorno ai Riti possano sorgere iniziative culturali, convegni, mostre, concerti, possiamo solo essere contenti. Ma che questo venga fatto senza che le Confraternite vengano interpellate nelle fasi della ideazione e della realizzazione è quanto meno sorprendente. Perché qui, sì, sembra esserci una strumentalizzazione fuori luogo come se ciascuno cercasse di accreditarsi come il “salvatore o il promotore dei Riti”.

Vogliamo tranquillizzare tutti: le Confraternite – cioè i Confratelli e le Consorelle – nella Comunità ecclesiale sanno benissimo come valorizzare i Riti e sono ugualmente disposti ad accogliere e sostenere iniziative e proposte di chiunque ami questi Riti e la Città intera.

Nessuno si offenda se con cristiana chiarezza diciamo che certe passerelle – prima, durante e dopo i Riti – non ci interessano, perché nei Riti due soli sono i protagonisti: il Signore Gesù, morto e risorto per la nostra salvezza, ed il suo popolo che Lo ama e Lo onora con il linguaggio semplice e ineffabile della pietà popolare.

Arciconfraternita Maria SS.ma del Carmine (Taranto) – Confraternita della SS.ma Addolorata in San Domenico (Taranto)

 


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Redazione Oraquadra

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